Da una scintilla scoppierà un incendio
Mia unica:
Approfitto del viaggio di un amico per mandarti queste righe.
Avrei potuto spedirtele; ma mi è sembrata più intima la via “paraufficiale”.
Ti potrei dire che mi manchi tanto da perdere il sonno, ma so che non mi crederesti, quindi mi astengo.
Ci sono giorni nei quali la melanconia avanza incontenibile e mi pervade. A Natale, a Capodanno, soprattutto. Non sai quanto mi mancano le tue lacrime di rito, sotto un cielo di stelle nuove che mi facevano pensare al poco che ho approfittato della vita sul piano personale….
Nulla di interessante della mia vita qui.
Il lavoro mi piace ma mi assorbe troppo e a volte mi stanca.
Appena posso, studio e sogno; gioco a scacchi, contro avversari non proprio di prima categoria. Cammino parecchio. Sto dimagrendo, un po’ per la nostalgia, un po’ per il lavoro. Dai un bacio ai pezzettini di carne, e a tutti gli altri.
Per te un bacio carico di sospiri e di altre angosce dal tuo povero e spelacchiato
Marito
ERNESTO “CHE” GUEVARA, lettera ad ALEIDA MARCH, Ottobre 1966