Ora ti stupro, hai detto scherzando; dopo avermi estorto piacere.
Con violenza scherzosa hai trascinato il mio corpo fino a incotrare il tuo. Sul tuo viso l' espressione di finta libidine che tu pensi tutte le vere donne apprezzino
così come tutte le "vere" donne davvero apprezzino lo stupro.
Giacendo nuda e respirando schiacciata dalla tua opprimente possanza ho immaginato di vedere le piccole mani della mia bis-bis-bisavola che ti stringevano il collo pallido.
Non c'era pornografia nella sua realtà da cui imparare ad apprezare la violenza.
(Lei era la cosa in sé). Oh, tu che mi parevi il migliore tra loro, mio triste wasiku; con quale scarabocchio era incisa la parola libertà sulle nostre catene.