Da una scintilla scoppierà un incendio
Dal 14 al 21 gennaio si è svolta una campagna internazionale a sostegno
della guerra popolare in India, indetta in memoria dei compagni Azad e
Kishenji, dirigenti maoisti torturati e assassinati dal governo indiano./http%3A%2F%2Ffarm3.static.flickr.com%2F2053%2F2229752965_8a32fde0d0.jpg)
In queste assemblee è stata molto presente la condizione ma soprattutto il
ruolo delle donne in questa guerra popolare.
Riportiamo su questo dall'assemblea tenutasi a Palermo presso il box 3 del
Cua - facoltà di lettere, del Comitato Internazionale a sostegno della
guerra popolare in India, l'intervento di una lavoratrice del mfpr:
"...ha ricordato ai presenti che il 25 novembre, giornata internazionale
contro la violenza sulle donne, nell'ambito delle iniziative messe in campo
nelle diverse città promosse dal movimento femminista proletario
rivoluzionario, sul piano internazionale si è voluta dedicare la giornata in
particolare alle donne indiane maoiste contro cui la violenza dello Stato
indiano attraverso l'esercito e le forze paramilitari è feroce, la violenza
sessuale usata come arma di repressione di stato ma che di contro diventa
leva per lo scatenamento della ribellione delle donne contro una pesante
condizione di oppressione patriarcale/feudale di lunga durata, in tante si
uniscono e aderiscono sempre di più alla guerra popolare.
Il dossier della scrittrice Arundaty Roy riporta in alcuni passi
l'esperienza di diverse compagne. La questione delle donne è uno degli
elementi fondamentali trattati dal partito comunista indiano maoista, lo
sviluppo e il rafforzamento della militanza rivoluzionaria delle donne,
l'avanzamento delle compagne, tante sono quadri nell'esercito e all'interno
del partito; anche se passi in avanti si devono ancora fare per affermare
pienamente il ruolo dirigente delle compagne. La lotta contro l'oppressione
feudale/patriarcale/maschilista nelle zone del nuovo potere è concreta e si
afferma sia sul piano pratico che ideologico, così avviene all'interno del
partito dove le compagne vengono da lunghi anni di lotta non solo per
affermare i loro diritti ma per convicere il partito che l'uguaglianza tra
uomini e donne è al centro di un'ideale di società giusta.
L'India insegna che nella lotta rivoluzionaria le donne, le compagne non
stanno a guardare ma sono protagoniste in essa stando in prima linea e
mettendo già in atto sul campo la "rivoluzione nella rivoluzione". La lotta
delle donne indiane ci incoraggia e ci arricchisce nella lotta che
quotidianamente facciamo nel nostro paese come parte del cammino di
liberazione della donne nel mondo contro violenza sessuale, uccisioni,
doppia oppressione e sfruttamento...".