Da una scintilla scoppierà un incendio
In questi giorni si stanno moltiplicando gli interventi legislativi, il dibattito a livello nazionale e internazionale, la pubblicazione di indagini statistiche sul tema dell'aborto, compresa le conseguenze sulle condizioni di salute delle donne nei paesi in cui l'aborto è vietato completamente.
Segno che su questo tema si gioca molto in termini di ruolo delle donne che la società vuole loro assegnare, libertà di scelta delle donne in tema di maternità, ma, chiaramente, in tutti gli aspetti della vita, pertanto rigiriamo alcune notizie sul tema.
Marocco: aperture per l’aborto in caso di stupro
In un intervista pubblicata sul New York Times lo scorso 11 gennaio, il portavoce del primo ministro del Marocco, Abdelilah Benkriane, ha confermato che il leader sarebbe favorevole a consentire l’aborto in caso di stupro o incesto.
Aincha Ech-Channa, che con altre donne ha fondato l’associazione Feminine Solidarity association ha affermato che l’aborto non è la risposta ai problemi di ogni singola donna, ma comunque è importante legalizzarlo in caso di violenza o incesto.
"E’ un circolo vizioso, - ha detto - credo sia importante abolire la legge che punisce le donne che hanno una relazione prima del matrimonio e che non consente ai figli nati fuori dal matrimonio di avere alcun diritto, perché molte donne single sono state costrette a prostituirsi per vivere"
Fonte: womensenews.org
Aumentano i tassi di aborto insicuro nel mondo
Nuovi dati sull’aborto dal globale diffusi da Guttmacher Institute e l’OMS rivelano che, dopo un periodo di sostanziale declino, il numero di aborti nel mondo si è stabilizzato. Tra il 1995 e il 2003 il numero complessivo di aborti ogni mille donne in età fertile (15-44 anni) era sceso da 35 a 29, nel 2008 tale numero è virtualmente invariato: 28 ogni 1000 donne.
Questo livelloo coincide con un rallentamento, documentato dalle Nazioni Unite, nell’uso dei contraccettivi, che è stato particolarmente marcato nei paesi in via di sviluppo. I ricercatori hanno anche scoperto che quasi la metà di tutti gli aborti in tutto il mondo non sono sicuri, e quasi tutti gli aborti non sicuri si verificano nei paesi in via di sviluppo.
La ricerca dell’OMS dimostrano che le complicanze a causa di aborti insicuri rappresentano circa il 13% di tutte le morti materne in tutto il mondo nel 2008, quasi tutti questi decessi si sono verificati nei paesi in via di sviluppo.
L’aborto non sicuro è anche un’importante causa di problemi di salute: ogni anno circa 8,5 milioni di donne nei paesi in via di sviluppo hanno complicazioni dell’aborto abbastanza gravi da richiedere cure mediche, e tre milioni di loro non ricevono le cure necessarie.
La ricerca fornisce un’ulteriore prova che le leggi restrittive sull’aborto non sono associate a più bassi tassi di aborto.
Per esempio, nel 2008 il tasso di aborto era di 29 per 1.000 donne in età fertile in Africa e 32 per 1000 in America Latina, regioni in cui l’aborto è fortemente limitato in quasi tutti i paesi.
Al contrario, in Europa occidentale, dove l’aborto è generalmente consentito per motivi ampio, il tasso è di 12.
L’Europa orientale presenta una situazione molto diversa, con un tasso di aborto che è quasi quattro volte superiore a quella dell’Europa occidentale. Questa discrepanza corrisponde con livelli relativamente bassi dell’Europa orientale di uso di contraccettivi moderni e bassa prevalenza di metodi altamente efficaci come la pillola e lo IUD.
Fonte: Induced Abortion: Incidence and Trends Worldwide from 1995 to 2008
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Texas: ecografia e ascolto del battito del feto obbligatori per le madri che vogliono abortire
La legislazione texana sull’interruzione di gravidanza è sempre più restrittiva. Le madri intenzionate ad abortire sono infatti obbligate a sottoporsi ad una ecografia e il medico ha l’hobbligo di far loro sentire il battito del feto.
I movimento pro-choice hanno provato a far cancellare questa disposizione, a dir poco ma in questi giorni la Fifth U.S. Circuit Court of Appeals ha confermato la validità della legge texana, approvando l’ecografia e la descrizione dettagliata da parte di un medico.
Il medico che viola tale legge potrebbe essere multato di $ 10.000 e perdere automaticamente la sua licenza medica. Il requisito ecografico è escluso nei casi di stupro, incesto e anomalie fetali.
Il Center for Reproductive Rights ha provato a contrastare la legge in quanto essa viola i diritti stabiliti dal Primo Emendamento, richiedendo "ai medici di violare le norme fondamentali dell’etica medica costringendoli a ignorare i desideri dei pazienti che non desiderano ricevere tali informazioni."
Nancy Northup, presidente e CEO del Center for Reproductive Rights, ha dichiarato: "Questa legge è invadente ed ha il solo scopo di molestare le donne e dissuaderle dall’esercitare i loro diritti riproduttivi che sono costituzionalmente protetti. Ogni corte che abbia approvato leggi simili ha stabilito le leggi incostituzionali ".
Fonte: http://feminist.or
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Scozia: l’obiezione di coscienza non autorizza il rifiuto di curare le donne che hanno abortito

Due ostetriche cattoliche, impiegate presso il Southern General Hospital Glasgow, hanno dichiarato guerra al ministero della sanità Scozzese (NHS) che è finito così sul banco degli imputati per non aver tutelato – secondo la versione delle due – la loro condizione di obiettrici di coscienza, “forzandole” a prender parte alle interruzioni di gravidanza.
Tuttavia l’ente sanitario scozzese ha prontamente respinto le “lagnanze” delle due suore spiegando che pur riconoscendo il loro diritto a non praticare aborti previsto peraltro dalla legge sull’aborto del 1967, il titolo di obiettrici di coscienza non le autorizza a rifiutarsi di svolgere i doveri propri del ruolo che svolgono.
Seppure le due donne, infatti, si erano già da tempo dichiarate obiettrici di coscienza, un cambiamento della legge introdotto dal ministero della sanità nel 2007 stabiliva che le pazienti sottoposte all’interruzione avrebbero ricevuto le cure necessarie nella sala travaglio, proprio dove lavoravano le due donne.
Se da un lato quindi il personale non era tenuto a somministrare farmaci abortivi, sarebbe stato completamente legittimo incaricare e delegare quest’ultimo ad accudire tali pazienti, coinvolgendo quindi nelle cure anche il personale che si era dichiarato obiettore coscienza.
Fonte: agenziaradicale.com