Da una scintilla scoppierà un incendio
Un delirio,
una febbre notturna,
forse un rimpianto…
L’ urgenza di scrivere,
di uccidersi con
espressioni febbricitanti
e indocili.
Alla fine il bisogno di strepitare
redigere nella notte
nella semi-oscurità
di una candela
che mi somiglia,
imbattibili nell’ arte di spegnersi
per gli altri, martiri della parola.
Si può sfuggire
all’ alienazione delle scrittura
con le pene e
le rivoluzioni spesso mancate?
Si può edificare l’ impero
dell’ amore e della libertà
con cartacei clamori?
Cerco sempre un rifugio
nelle mie parole
condannate ad essere
sepolte vive