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Da una scintilla scoppierà un incendio

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CONCILIAZIONE-FAMILISTA? No, grazie!

 

  Strumenti e strategie per sabotare lo pseudo-welfare familista!

 

 

Nel quadro complesso della crisi economica che attanaglia ogni giorno le nostre vite viene riproposto un sistema di governance che utilizza la famiglia come unico ammortizzatore sociale, ovvero come luogo di sostegno e riproduzione del sistema stesso. In mancanza di un “vero” welfare il governo italiano, che interpreta le direttive europee come un invito a rincarare la dose, attraverso il Piano Carfagna-Sacconi, definisce un modello di conciliazione lavoro-famiglia in cui le donne (mamme se possibile) sono le uniche a farsi carico delle necessità familiari e quindi sociali.

Viene proposta la conciliazione tra tempi di lavoro salariato e lavoro di cura in famiglia, senza considerare la realtà delle/dei precari/e.

Infatti il problema di trasformare stipendi sempre più magri e insicuri in risorse per la vita di figli, genitori e nonni, che è un problema sociale, è riproposto come “affare di donne” ed in questo senso vengono rafforzati i già ben strutturati ruoli sociali che ipotecano i progetti di vita, di uomini e donne, deresponsabilizzando stato e imprese per tutto ciò che riguarda il tema del lavoro per la riproduzione sociale. Inoltre, il tema della conciliazione non mette minimamente in discussione l'idea per cui la vita di cui si parla non è solo la cura degli altri, ma è soprattutto il mio/nostro tempo.

Partendo dall'inconciliabilità tra le nostre vite e questo modello vogliamo porci alcune domande: Come rallentare e sabotare questo processo che ingabbia soprattutto le donne e privilegia soprattutto le imprese?  

Come si passa dal riconoscimento, solo teorico, dell'enorme valore sociale del lavoro di cura svolto quasi esclusivamente dalle donne alla sua valorizzazione reale e alla piena condivisione del lavoro riproduttivo tra donne e uomini, dentro e fuori la famiglia?

3994189473_339d3e30f3.jpgCome si accede a diritti, e autonomia, senza passare per la subalternità alla famiglia e al lavoro produttivo?

Come riprenderci, donne e uomini, i nostri tempi e i nostri desideri?


Invitiamo tutte e tutti a discutere un nuovo Libro FUCK sia sui desideri, aspirazioni e rivendicazioni che attacchi i privilegi e i profitti, e che si dia l'obiettivo di costruire strumenti effettivi per la liberazione di tempi e desideri di tutte e tutti, dentro e fuori il lavoro, dentro e fuori la famiglia.

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