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Da una scintilla scoppierà un incendio

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YEMEN: sono le DONNE a ribellarsi!

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Donne in piazza contro Saleh bruciano i burqa3640999318_0388a606f8.jpg

Migliaia di donne yemenite sono scese in piazza per sfidare la brutale
repressione delle proteste perpetrata da 9 mesi dal presidente Ali Abdullah
Saleh (con il tacito appoggio degli Usa e degli altri paesi che hanno
partecipato alla «liberazione» delle Libia). Ieri, a migliaia, si sono
ritrovate nelle strade della capitale Sanaa e hanno dato fuoco ai loro
burqaa, il velo integrale islamico, e innalzato cartelli in cui stava
scritto: «Il macellaio Saleh uccide le donne ed è orgoglioso di questo» o
«Noi donne non abbiamo alcun valore agli occhi di Ali Saleh». Era la prima
volta che nei 9 mesi di rivolta contro il presidente a vita (è al potere da
più di 30 anni e non vuole saperne di togliere le tende), con centinaia di
morti e una guerra civile strisciante, che le donne hanno «alzato il livello
dello scontro» a un punto molto sensibile della simbologia islamica. Il
recente conferimento del Nobel per la pace alla attivista yemenita Tawakkol
Karman ha dato ulteriore spinta alle donne yemenite impegnate in una lotta
di liberazione che va al di là dell'uscita di scena di Saleh, uomo degli
americani, pur nella sostanziale indifferenza della «comunità
internazionale» così pronta a intevenire in difesa dei diritti umani e dei
«civili» nella Libia di Gheddafi. Secondo una della leader della protesta,
Ruqaiah Nasser, solo in ottobre più di 60 donne sono state «attaccate» dalle
forze governative nel silenzio «lamentevole» dei leader tribali: «Noi non
staremo in silenzio e ci difenderemo se i nostri uomini non sono in grado di
difenderci». (IL Manifesto del 27.10.11)

SANAA - Sono ancora una volta le donne a scendere in piazza. Centinaia di
donne yemenite hanno dato fuoco, ieri, ai tradizionali veli in segno di
protesta contro la brutale repressione del governo alle rivolte popolari del
paese.
Sarebbero rimasti uccisi 25 persone, secondo alcune fonti locali. Sarebbero
morti durante la notte a Sanaa e nella città di Taiz, nonostante il cassate
il fuoco annunciato da Saleh martedì.
"Questo è un appello di donne libere dello Yemen, qui si bruciano le nostre
makrama (il tradizionale velo) di fronte al mondo per protestare contro i
massacri sanguinosi del tiranno [presidente Ali Abdullah] Saleh,'' si legge
sui volantini che le stesse donne scese in piazza hanno distribuito.
Le donne yemenite hanno assunto un ruolo chiave nella rivolta contro il
regime di Saleh iniziate lo scorso marzo, e ispirata dalle rivoluzioni in
Tunisia, Egitto e Libia.(red. Il Mediterraneo)

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