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Da una scintilla scoppierà un incendio

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SUI MURI DI ROMA, GENOVA E NAPOLI 2001

http://www.reset-italia.net/2009/10/11/sui-muri-di-roma-genova-e-napoli-2001-2009/
video foto e link

Foto e testo da  Indymedia Roma raccontano: “Una prima reazione “grafica”
alla indecente sentenza che ha comminato 100 anni di carcere a dieci
attivisti, dopo aver assolto i responsabili materiali delle violenze
generalizzate e soprattutto della morte di Carlo Giuliani“.

Contemporaneamente compare una  lettera riflessione  di Luca Casarini, no
global per eccellenza, “L’incomprimibile resistenza dell’essere“,  e le
reazioni  a questa dichiarazione, tra cui una, rifacendo il verso,
risponde  L’incomprimibile leggerezza dell’apparire : scritta da un
passante di Genova.
Insomma i conti con Genova, si fanno, si continuano a fare: “Chi passa
alla cassa? Quindici disperati, Un morto e centinaia di feriti e
torturati e centinaia di migliaia d’inconsapevoli ma non incolpevoli!
Chi passa all’incasso? In sequenza bravi ragazzi cattolici, preti,
vecchi arnesi del sindacalismo, rifondaroli e alla fine pure i funamboli
dell’apparire. Quelli che dichiararono guerra con le spade di cartone,
quelli che alimentarono la spirale della guerra di parole e poi passando
passando si ritirarono in buon ordine lasciando invendicato il sangue
degli altri. Molti di noi non seppero reagire ma perlomeno ancora se ne
vergognano. In una parola siete dei pagliacci! genova 2001″.
Tra i commenti, uno mi ha fatto meditare, come poi suggerisce, coperto da
anonimato: “Pagliacci sono coloro i quali hanno fomentato migliaia di
“pischelli” dando loro una divisa + equipaggiamento per andare SENZA
NESSUNA COGNIZIONE DI CAUSA a rappresentare TEATRALMENTE uno scontro con
le guardie, con il “sistema” che nella REALTA’ (scuola, lavoro,
territori… ) non esisteva…Scontri di massa sono conseguenti a precisi
percorsi politici che portano “naturalmente” alla repressione…secondo me
non c’era nessuna radicalità diffusa, nessuna pratica diffusa nei luoghi
del conflitto, che giustificassa un atteggiamento così smaccatamente di
sfida…SCONTRARSI CON LE GUARDIE UNA TANTUM, facendo credere che esista
questa disposizione alla radicalità, che invece non c’era e non c’è…che
senso ha contestare il g8 se poi tuti i giorni si intrallazzano rapporti
con sindacati e partiti politici? Grande circo….c’ero anch’io…tragico
per la morte di Carlo…pur sempre un circo…collassato su se stesso…se
crei conflitto VERO non c’è bisogno (quasi mai!) di andare contro le
guardie…generalmente sono loro che ti cercano…meditiamo“
Di Genova ne ho scritto tanto, a più riprese, ha significato per me, un
cambiamento di vita, personale e collettiva, ero capitata lì  non per
caso ma su richiesta di mia figlia e di altri suoi cinque amici, tutti
minorenni. A prescindere dall’età, eravamo potenziale “carne da macello”
  proiettata nell’ illegalità totale, repressione sudamericana, Media
ufficiali venduti, partiti  della sinistra assenti… Bertinotti si fece
paladino della Nonviolenza e della pace, c’eravamo noi a fare
“conflitto”…duraturo, tanto per arrivare al tempo della mediazione e del
dialogo su una poltrona istituzionale e con la spilletta arcobaleno
sulla giacca per la parata militare del 2 giugno.
E il tempo passa, tutto il resto è noia… siamo convinti che tutte e tutti
sanno…un bel niente?  Fù per me fulminante quanto mi disse un nipote nel
2008, oggi diventato maggiorenne, che non trascrivo per non tediare,
riportando solo un titolo che volle darmi tellusfolio.it : “Un nipote e
due sentenze”. Questo per dirvi che se alla domanda fatta ad un giovane
“comune”  chiedendogli  di Genova che c’è e c’è stato nel 2001, e la
risposta che mi venne data fu un ‘ Acquario, vi lascio immaginare se gli
si chiede di Napoli, nel 2001, forse risponderà non solo un giovane:
monnezza e rifiuti.
E allora care sorelle e fratelli d’ Italia, ” siamo diversi di colore ma
cosa importa se non è diverso il cuore?”
Napoli, il 17 marzo 2001, chi ricorda? G8 Napoli 2001….battaglia e lotta
di popolo…..sovversivi del sud, suvvia!

Provate a cercare Napoli 2001, vi comparirà Repubblica in testa Napoli
2001, la grande crisi, era la contestazione la lotta la resistenza nel
Calcio napoletano. Ma l’Informazione Indipendente c’era e c’è, una
pagina su Napoli 17 marzo 2001, completa di testimonianze, l’ho trovata,
scritta da Davide Cassinari per Reti Invisibili: “La repressione
inaudita che lo Stato ha praticato contro il movimento durante le
giornate di Genova nel Luglio 2001 non nasce dal nulla. Un inquietante
preambolo di questi eventi è stata la repressione poliziesca del 17
marzo dello stesso anno a Napoli, che ha colpito la contestazione contro
il Global Forum sull’ e-government. Questa prova generale di stato di
polizia è passata inquietantemente quasi sotto silenzio sulla maggior
parte dei media; forse la presenza del centrosinistra (ricordiamo che
l’allora ministro dell’interno Enzo Bianco si complimentò con la polizia
dopo i fatti di Napoli) al governo ha spinto molte voci a tacere…Ho
pensato che il modo migliore di raccontare quanto accaduto fosse
riportare le testimonianze di chi era presente, estrapolate dal libro
bianco edito da Derive Approdi. Coloro che hanno ritenuto opportuno
rilasciare queste dichiarazioni sono donne ed uomini d’ogni età,
studenti, lavoratori dipendenti ed autonomi, disoccupati, liberi
professionisti, in alcuni casi adolescenti alla loro prima
manifestazione…”.

Era autunno inoltrato dello scorso anno ma le conclusioni per me sono
uguali: Buon cammino allora, ragazze e ragazzi e come dice Vecchioni,
sappiate che il viaggio è lungo e il giorno viene e c’è chi sempre si
domanderà “mi conviene?”. Sta a noi non vendere l’anima e il futuro al
Mercato: ci tratta da merce e scadente.
Doriana Goracci

“E ti diranno parole  rosse come il sangue, nere come la notte;  ma non è
vero, ragazzo,  che la ragione sta sempre col più forte; io conosco
poeti  che spostano i fiumi con il pensiero,  e naviganti infiniti  che
sanno parlare con il cielo.  Chiudi gli occhi, ragazzo,  e credi solo a
quel che vedi dentro; stringi i pugni, ragazzo,  non lasciargliela vinta
neanche un momento;  copri l’amore, ragazzo,  ma non nasconderlo sotto
il mantello;  a volte passa qualcuno, a volte c’è qualcuno che deve
vederlo“. Da   sogna ragazzo sogna di Roberto Vecchioni.
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