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Da una scintilla scoppierà un incendio

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Solidarietà alle compagne di Palermo del Collettivo Anillo de fuego!

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Il loro comunicato:

Un anno fa circa, alla vigilia della faraonica visita del pastore tedesco, già
membro volontario delle Hitlerjugend, papa Ratzinger, nella città di Palermo,
che da qualche mese aveva accolto il suo primo pride, si scatenò un delirante
dispositivo di “sicurezza” che si premurò di tentare di censurare qualunque
espressione, non tanto di scontento ma anche solo di scarso entusiasmo. Il
tutto si è rivelato a tratti comicamente grottesco per l’incapacità mostrata ma
non per questo meno inquietante per le dinamiche di controllo che si è tentato
di mettere in atto da parte dell’apparato poliziesco. E così abbiamo avuto
striscioni strappati dalle case di privati cittadini, intimidazioni varie fino
al raid alla fumetteria Altroquando rea di aver esposto un cartello con la
scritta “I love Milingo”.

In questo quadro il primo d’ottobre è avvenuto uno dei tanti episodi che
caratterizzarono quel periodo. L’allora neonato Collettivo femminista Anillo de
fuego pensò di esporre, dal palazzo che ospita il giornale di sicilia, degli
striscioni in polemica con le spese esorbitanti che una città carente in tutto
come Palermo stava affrontando per ospitare questo papa. Un’iniziativa che in
qualsiasi altro momento si sarebbe svolta tranquillamente ma che nel fervore
papista di quei giorni s’è tramutata in sedizione. E così immediatamente sul
luogo si sono materializzate due volanti di polizia (non chiamate da nessuno
dal momento che nessuno aveva avuto nulla da reclamare per l’iniziativa e che
anzi gli abitanti dello stabile da cui erano stati calati gli striscioni
avevano dato una mano) e quindi successivamente il tentativo, goffamente
fallito, da parte dei poliziotti così giunti di impedire la manifestazione.

Ad un anno da questi fatti sono giunti per alcuni dei presenti a quella
giornata degli “avvisi di richiesta di proroga del termine della indagini
preliminari” per adunata sediziosa e qualche altro fantasioso reato ripescato
tra le scorie fasciste e pre-fasciste presenti nel TULPS. Un gesto puramente
intimidatorio a fronte di un impianto accusatorio verosimilmente nullo. Un
gesto che ha fallito miseramente il suo obiettivo e che anzi ci da la conferma
che quanto fatto in quei giorni era la cosa giusta da fare.

Collettivo Anillo de Fuego!

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