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Da una scintilla scoppierà un incendio

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MANGANELLATE ALLE DONNE COSÌ GLI SBIRRI FESTEGGIANO LA GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

MANGANELLATE ALLE DONNE
COSÌ GLI SBIRRI FESTEGGIANO LA GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Milano, mercoledì 25 novembre 2009.
Alle 18,30 una cinquantina di donne, in maggior parte molto giovani, ha
partecipato in piazza Cadorna (all’ingresso della stazione delle ferrovie
Nord) al presidio informativo, organizzato in occasione della giornata
contro la violenza sulle donne.
Il presidio ha denunciato la violenza che colpisce in modo particolare le
donne immigrate, senza permesso di soggiorno. Queste donne non sono protette
da nessuna garanzia legale. Sono vittime di mille soprusi.
Su queste donne incombe la minaccia di essere internate nei Centri di
Identificazione ed Espulsione (CIE). Luoghi dove regnano violenze, ricatti e
stupri.
Violenze, ricatti e stupri hanno colpito recentemente alcune giovani donne
internate al CIE di via Corelli, a Milano.
Le donne presenti al presidio di piazza Cadorna hanno voluto denunciare le
violenze che colpiscono le donne immigrate. Hanno diffuso un volantino e
steso due striscioni, in cui era scritto:
Nei centri di detenzione per immigrati la polizia stupra!
Agli sbirri, non è piaciuta la denuncia, che portava in piazza le loro
porcherie.
Carabinieri e polizia di Stato erano presenti in forze: almeno quaranta
uomini, in assetto antisommossa. Forze eccessive, rispetto al gruppo di
donne da controllare. Ma le donne, si sa, sono imprevedibili...
L’iniziativa del presidio era iniziata da circa un quarto d’ora, quando,
improvvisamente, un plotone di carabinieri si è diretto sul gruppo di donne
e, prima che potessero fiatare, hanno calato i manganelli. Qualche testa si
è messa a sanguinare.
Poi, i carabinieri si sono ritirati di alcuni metri. Ecco allora farsi
avanti i compari della polizia di Stato. Si sono schierati faccia faccia
alle donne che, con maggior rabbia, hanno continuato a denunziare le
violenze dei tutori dell’ordine dei padroni.
Alle violenze hanno assistito le centinaia di persone che a quell’ora
affollano la stazione,  e che hanno rischiato di prendersi qualche botta in
testa.
Nel frattempo, la notizia dell’aggressione si è diffusa e, nel giro di
mezz’ora, nuove presenze femminili e maschili hanno rinforzato il presidio.
Il faccia faccia con la polizia è durato fino alle 21, senza alcun
arretramento. Dopo di che, il presidio si scioglie, compagne e compagni si
salutano e tornano alle loro abitazioni.
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