In questi mesi diverse realtà di donne lavoratrici, operaie, precarie, disoccupate sono state pesantemente attaccate su lavoro, salario, diritti dai padroni e dal governo per non parlare della pesante condizione delle tante donne immigrate che sono il simbolo della precarietà e dello sfruttamento fino a vere e proprie forme di schiavismo. Perdere il lavoro, essere messe in cassa integrazione, essere costrette a vivere in condizioni di ultraprecarietà significa anche in tanti casi DIPENDENZA ECONOMICA, che è una tra le principali cause che costringono una donna a restare fisicamente e psicologicamente in situazioni di VIOLENZA, sempre più frequenti all’ interno della famiglia. Questi attacchi ai diritti, alle nostre condizioni di lavoro, di vita alimentano il clima ideologico e culturale reazionario, maschilista, di disprezzo per la vita delle donne per le quali questo sistema sociale vuole costantemente riaffermare una posizione di subalternità e di “debolezza”. Ma questi mesi hanno visto e stanno vedendo di contro lo svilupparsi di tante lotte di donne, dalle operaie della LASME di Melfi, alle lavoratrici dell’ Agile (Ex Eutelia), della Transcom all’Aquila e dell’Omnia a Milano, dalle tante precarie della scuola alle disoccupate di Taranto…, donne in prima fila nella lotta, determinate e coraggiose perchè non vogliono essere ricacciate indietro, a casa, decise a non mollare contro la violenza dei licenziamenti, della precarietà, della disoccupazione Eprimiamo forte solidarietà a tutte queste donne in lotta
movimento femminista proletario rivoluzionario