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Da una scintilla scoppierà un incendio

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Le donne indiane non stanno a guardare!

1838827739_8174beb98e.jpg5960753052_a06d951b75.jpgNEWS DALL'INDIA- DALIT UNITI NELL'OPPORSI AI CRIMINI CONTRO LE DONNE


Introduzione di Frontlines:
Le condizioni oppressive dei Dalits a causa del sistema Hindu delle caste, favorito storicamente dall’attivo appoggio del colonialismo britannico, e in seguito formalmente reso illegale ma ancora oggi profondamente radicato in India , ha portato ad attacchi innumerevoli e resistenza in corso. L’attacco ai Dalit dalle caste elevate nel 2010, ha effetti attuali sia in paura che in lotta.
——————————-

GAUTAM DHEER CHANDIGARH, Deccan Herald, 12 Ottobre 2012
Anche dopo quasi due anni dall’infame incidente nel villaggio di Mirchpur in Haryana che ha shockato la nazione sull’uccisione dei dalits e l’incendio delle loro case da parte di gente di caste alte, oltre 70 famiglie colpite rifiutano di ritornare nelle loro case. Hanno paura per la loro vita e proprietà. Dal 2010 queste famiglie sono state accampate con le poche cose rimaste in baracche vicino una casa colonica alla periferia di Hisar. I recenti incidenti di stupro in Haryana, incluso il caso scioccante che ha forzato il presidente del Congresso Sonia Gandhi a raggiungere la porta di una famiglia di una ragazza minorenne dalit che si è suicidata dopo essere stata stuprata da un branco, ha lasciato i sentimenti delle donne vulnerabili. Vessati su una gran quantità di crimini contro le donne, molti attivisti Dalit adesso si riuniranno domenica a Panipati sotto l’egida della Campagna Nazionale sui Diritti Umani Dalits per stilare un piano d’azione per trattare la “situazione deteriorata”. Pianificano una grande protesta delle donne Dalit il mese prossimo al Jantar Mantar di Delhi. Il segretario generale dell’ All India Dalit Mahila Adhikar Manch, Asha Kotwal, ha dichiarato che l’idea è di fare agire le autorità. “ Terremo una riunione a Panipati e in seguito faremo cortei nelle città e nei villaggi dello stato dove notizie recenti di atrocità contro le donne Dalit sono venute alla luce,” ha detto. Avvocato e coordinatore di stato del forum Savita Singh ha ditto che il rafforzamento delle previsioni della legge SC e ST era poca cosa in Haryana. Ha detto che oltre agli stupri, i Dalit sono umiliati in molti altri modi. In certi casi, gente appartenente alle caste alte influenti ancora non permettono ai Dalit ci utilizzare le loro fonti d’acqua, ha detto.




VERSO LA CONFERENZA INTERNAZIONALE- NUOVA ADESIONE DAL MOVIMENTO FEMMINISTA PROLETARIO RIVOLUZIONARIO ITALIA


ll 24 Novembre si terrà ad Amburgo la Conferenza internazionale promossa dal Comitato di sostegno alla guerra popolare in India. L'Mfpr in occasione dell'8 marzo di quest'anno ha dedicato di questa giornata alle migliaia e migliaia di donne indiane in prima fila nella guerra popolare, e sarà presente ad Amburgo. In India, paese definito "la più grande democrazia del mondo" l'uguaglianza tra uomini e donne è solo sulla carta perché nella realtà di tutti i giorni le donne subiscono una pesante oppressione, di classe, di genere, feudale/religiosa, di casta di lunga durata: dai matrimoni forzati sin dall'età dell'adolescenza, alle violenze domestiche, alla negazione del diritto alla proprietà della terra, alle forme di quasi schiavismo per le vedove… nelle zone rurali e interne, alle condizioni di pesantissimo sfruttamento delle donne della classi più basse nelle fabbriche dei centri urbani per non parlare del dilagante sfruttamento della prostituzione al servizio sempre più esteso anche del turismo sessuale dei cosiddetti uomini borghesi "civili" dei paesi occidentali, assecondato dal governo reazionario indiano, per soddisfare i loro sporchi piaceri pagando gli stupri perfino sulle bimbe.

Arundathy Roy, famosa scrittrice indiana sostenitrice del movimento antiglobalizzazione e dei diritti delle donne, nel suo reportage "Nella giungla con i maoisti" parla anche delle donne molto spesso vittime di violenza sessuale da parte dei militari governativi che si servono dello stupro come arma di repressione di stato, esercitando una violenza spietata contro le donne, e in particolare contro le compagne maoiste. Ma per tantissime donne la violenza e gli stupri subiti sono diventati la leva per ribellarsi ad un sistema di profonda oppressione; esse si sono unite alla guerra popolare trasformandosi, con la guida cosciente del patito comunista indiano maoista, in combattenti che stanno in “prima linea” nella lotta rivoluzionaria, molte donne oggi hanno ruoli di dirigenti nella guerra e nel partito in cui come scrive la stessa Arundathy lottano anche al suo interno "… non solo per affermare i loro diritti ma anche per convincere il partito che l'uguaglianza tra uomini e donne è al centro di un ideale di società giusta" . Le donne in lotta nella guerra popolare sono un forte esempio per la lotta del movimento delle donne in ogni parte del mondo contro questo sistema sociale che ci vuole oppresse e subalterne, che anche in un paese come il nostro, imperialista e capitalista, ci vuole riportare indietro in un moderno medioevo, lo si vede dagli attacchi che subiamo quotidianamente (lavoro, violenza, diritto di aborto…).
MFPR Italy

 

 

VERSO LA CONFERENZA INTERNAZIONALE- NUOVA ADESIONE DAL MOVIMENTO FEMMINISTA PROLETARIO RIVOLUZIONARIO ITALIA

ll 24 Novembre si terrà ad Amburgo la Conferenza internazionale promossa dal Comitato di sostegno alla guerra popolare in India. L'Mfpr in occasione dell'8 marzo di quest'anno ha dedicato di questa giornata alle migliaia e migliaia di donne indiane in prima fila nella guerra popolare, e sarà presente ad Amburgo.
In India, paese definito "la più grande democrazia del mondo" l'uguaglianza tra uomini e donne è solo sulla carta perché nella realtà di tutti i giorni le donne subiscono una pesante oppressione, di classe, di genere, feudale/religiosa, di casta di lunga durata: dai matrimoni forzati sin dall'età dell'adolescenza, alle violenze domestiche, alla negazione del diritto alla proprietà della terra, alle forme di quasi schiavismo per le vedove… nelle zone rurali e interne, alle condizioni di pesantissimo sfruttamento delle donne della classi più basse nelle fabbriche dei centri urbani per non parlare del dilagante sfruttamento della prostituzione al servizio sempre più esteso anche del turismo sessuale dei cosiddetti uomini borghesi "civili" dei paesi occidentali, assecondato dal governo reazionario indiano, per soddisfare i loro sporchi piaceri pagando gli stupri perfino sulle bimbe.

Arundathy Roy, famosa scrittrice indiana sostenitrice del movimento antiglobalizzazione e dei diritti delle donne, nel suo reportage "Nella giungla con i maoisti" parla anche delle donne molto spesso vittime di violenza sessuale da parte dei militari governativi che si servono dello stupro come arma di repressione di stato, esercitando una violenza spietata contro le donne, e in particolare contro le compagne maoiste. Ma per tantissime donne la violenza e gli stupri subiti sono diventati la leva per ribellarsi ad un sistema di profonda oppressione; esse si sono unite alla guerra popolare trasformandosi, con la guida cosciente del patito comunista indiano maoista, in combattenti che stanno in “prima linea” nella lotta rivoluzionaria, molte donne oggi hanno ruoli di dirigenti nella guerra e nel partito in cui come scrive la stessa Arundathy lottano anche al suo interno "… non solo per affermare i loro diritti ma anche per convincere il partito che l'uguaglianza tra uomini e donne è al centro di un ideale di società giusta" . Le donne in lotta nella guerra popolare sono un forte esempio per la lotta del movimento delle donne in ogni parte del mondo contro questo sistema sociale che ci vuole oppresse e subalterne, che anche in un paese come il nostro, imperialista e capitalista, ci vuole riportare indietro in un moderno medioevo, lo si vede dagli attacchi che subiamo quotidianamente (lavoro, violenza, diritto di aborto…).

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