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Da una scintilla scoppierà un incendio

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Donne palermitane scese in piazza questo fine-ottobre!

Come donne, lavoratrici, precarie, disoccupate, giovani... siamo scese in piazza in questa settimana contro la "nuova" farsa elettorale delle regionali siciliane, contro chi dice di " rappresentarci", contro chi fino ad oggi, in linea coni governi nazionali che si sono succeduti fino all'attuale Monti/Fornero, ha permesso che fossimo in una condizione di sempre più precarietà e disoccupazione, di pesante taglio ai servizi sociali e sanitari, trasformadoci sempre di più in ammortizzatori sociali in carne e ossa che devono sopperire a quanto dovrebbe invece garantire questo

 Stato borghese,7134429313_e78a131372.jpg con la conseguenza tragica dell'humus sempre più reazionario e maschilista che si diffonde verso noi donne fino alla violenza.

Contro chi in questo mette in campo proposte a dir poco ridicole e assurde, come quella "dell' educazione sentimentale" da insegnare nelle scuole per contrastare i femminicidi e la violenza contro le donne della Marano, ex dirigente Fiom e attuale candidata per la coalizione Sel-Italia dei valori-Fds-Verdi. 



MA CI SONO O CI FANNO?



 In questa società capitalista che nella realtà materiale fa della doppia oppressione e doppio sfruttamento delle donne una sua base come si può pensare che attraverso "l'educazione ai buoni sentimenti" ci possa essere davvero un cambiamento?



Contro miseria e carovita, contro licenziamenti, precarietà, disoccupazione, che per noi donne in particolare in una regione come la Sicilia il lavoro è sempre più un miraggio,

contro la cancellazione dei diritti,

contro il pesante attacco alle nostre condizioni di vita diciamo con forza che come lavoratrici, precarie, disoccupate, studentesse...oggi più che mai dobbiamo essere in prima linea nella lotta autorganizzata contro questo Stato
senza alcuna delega a partiti le cui politiche sono a sostegno solo ed esclusivamente degli interessi della classe borghese (compreso quelli pseudo/alternativi, alla Grillo per intenderci!).  

Piccola borghesia arrabbiata perché subisce anch'essa le politiche di questi governi che vuole raccogliere il voto di protesta, ma che nella sostanza si serve della stessa macchina dello Stato per fare la stessa politica.

 

 Un esempio di queste politiche oppressive, che tratta gli esseri umani come bulloni (in particolare le donne) da usare, sostituire e buttare è qusanto è successo a Teleperfonmance.

 

Di nuovo e in maniera sempre più pesante e arrogante la direzione di Teleperformance torna a buttare sul tavolo più di 600 esuberi e parla dilicenziamento, dopo il ricatto di accettare una nuova riduzione a 4 ore al giorno dell'orario di lavoro già prima ridotto.
Si dimostra, purtroppo, che ai padroni se gli dai un dito - come hanno fatto in questi anni istituzioni ma anche direzioni dei sindacati confederali - se giustifichi le loro "lamentele", poi ti prendono il braccio e tutta la vita.
Teleperformance non ha nessun diritto di dichiarare esuberi e pretendere pure di avere ragione.
In tutti questi anni ha fatto grossi utili, ha avuto milioni di contributi e sgravi, sbandiera che 'Lei sola avrebbe rapporti di lavoro a Tempo Indeterminato' quando, invece, i lavoratori a progetto sono ormai diventati centinaia e continua ad assumere con questo contratto truffa.
Teleperformance, come tutti i padroni, vuole solo difendere i suoi utili, e farne altri tagliando sempre più il costo del lavoro!
Chi ne deve pagare le spese sono i lavoratori e soprattutto le migliaia di donne.
QUESTO NON DEVE AVVENIRE!
Le lavoratrici, le disoccupate dello Slai cobas per il sindacato di classe sono al fianco delle lavoratrici di TP!




NOI NON CI FERMIAMO... LA NOSTRA LOTTA CONTINUA!



Lavoratrici, precarie, disoccupate, studentesse

Slai Cobas per il s.c. Palermo

 

 

 

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