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Da una scintilla scoppierà un incendio

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Donne e "potere": un nodo irrisolto!

A:
"Doriana Goracci" <doriana@inventati.org>
Cara Doriana,
anche questa è una lettera che descrive con estrema lucidità una situazione che si trascina da decenni, ormai...
L' analisi della leadership femminista, fatta in questa e-mail,  è piuttosto "acuta".
Ma penso che il problema, la questione (il CUORE del problema), in fondo, sia di un' altra specie!
Sappiamo bene che in una società "borghese-mercantile" una reale e sostanziale emancipazione femminile, in realtà, non è ben vista, tantomeno auspicabile (per questo tipo di sistema-sociale)...
Mentre un tipo di emancipazione "relativa" o, comunque, "formale" è conveniente ed auspicabile.
Di conseguenza, è lo stesso  "sistema" che seleziona, attraverso un meccanismo ben accurato, quella che dovrà essere l' eventuale leadership femminista.
In genere, donne-politicanti, ben inserite nei meccanismi politici "maschili" che, a loro volta, selezioneranno nuove reclute-femminili e, generalmente, non proprio le "migliori"!
Semplicemente, quelle pronte ad accettare lo stato di cose e pronte a piagarsi ad ogni genere di compromesso (magari anche ad andare a letto con gli uomini: ma senza mai innamorarsi. Insomma: diventare gaishe spietate, ciniche e di "lusso").
Il problema è che il sistema, per conservarsi ed auto-conservarsi, ha bisogno di questo: di un' emancipazione femminile "formale" e fittizia!
Ma non mettiamole alla "gogna" (le nostre leaders): spesso queste stesse donne hanno dovuto soffrire molto (anche loro!).
Sono state costrette, magari, ad "indurirsi", a raffreddare il loro cuore e la loro coscienza per godere di un piccolo-spazio, concesso da questo stesso sistema che magari combattevano o/e combattono da anni (con metodi non molto ortodossi e, probabilmente, non proprio efficaci).
Osserviamole bene: alcune di loro sono "grevi", drammatiche...
Altre, nonostante l' età, sono ancora molto belle: ma hanno un ché di algido e malinconico nell' espressione.
Donne, spesso, affascinanti: che, probabilmente, hanno pagato con  prezzo piuttosto alto il "compromesso" per trovarsi ancora oggi sotto i riflettori.
Sono, senza ombra di dubbio, "riformiste"!
Inutile ribadire che, per una donna che si ritiene "rivoluzionaria" (le poche marxiste, più o meno ortodosse, sopravvissute al declino degli ideali, delle ideologie e delle filosofie)  qualunque genere di compromesso con il potere ed il sistema (se non serve necessariamente per la sopravvivenza "fisica": mangiare e campare) è foriero di illusioni, delusioni e "disgrazie"....
Ma, queste donne, hanno anche un' altro ruolo: DISCIPLINARE (non necessariamente reprimere e castrare ma, talvolta, anche questo!) le spinte centrifughe dei movimenti sociali
o dei movimenti radicali (ovviamente "femminili").
Insomma: fare in modo che, le idee-radicali, vengano accolte ed accettate dal sistema (quando vi riescono).
Si potrebbe dire che si nutrono di "radicalismo" ma, attraverso una trasformazione alchemica, il radicalismo di cui si nutrono si trasforma in "riformismo".
Insomma, la loro filosofia banalmente sarebbe questa: non si può ottenere 10 ma cerchiamo di ottenere almeno 5!
Filosofia che, in alcuni casi è giusta, ma, in altri, decisamente repressiva e castrante!
Sono intimamente convinta di questo: LORO "SANNO"  PERFETTAMENTE DI FARCI SOFFRIRE (cioè di castrarci e limitarci) ED E' PROPRIO QUESTO IL LORO RUOLO!
MA SONO ANCHE "LA PRESSIONE" (e questo è il loro secondo compito) PRESSO IL POTERE PER L' ACCOGLIENZA DI ALCUNE NOSTRE RICHIESTE (anche se in forma piuttosto limitata).
Una sorta di "matrigne": nutrici ma anche castratrici!
Fustigatrici che, ogni tanto, ci riservano qualche sorpresa!

VI CONSIGLIO UN FILM MERAVIGLIOSO (fatto da donne per le donne):

ANGELI D' ACCIAIO: APRI LA STRADA, SEGUILA O FATTI DA PARTE!
Della regista Katja Von Garnier

Ebbene: il suffraggio-femminile, negli Stati Uniti, si ottenne grazie ad un gruppo di donne che hanno dato tutto di sé. Sono state torturate, incarcerate, perseguitate, hanno sacrificato tutta la loro vita...
Vi erano altre donne, così dette "femministe", che la pensavano allo stesso modo ma in modo più "compromissorio"...
Ebbene, queste ultime, avevano un rapporto piuttosto "ambiguo" con le prime (talvolta di boicottaggio).
Ma, in alcuni, momenti le "spalleggiavano"....!

UN FILM CHE DESCRIVE PRECISAMENTE "LA NOSTRA QUESTIONE"!

Migdal








--- Mar 13/10/09, Doriana Goracci:



inoltro il commento ricevuto sul link che vi ho inviato, credo valga la
pena di leggerlo.
Doriana

Stefania Di Lino
13 ottobre 2009 alle 17:57
Veramente questo sottile disagio -che tanto sottile non è-, come un
brivido sgradito, ha percorso la mia nuca in diverse occasioni.
Un campanello d’allarme, che ho sentito suonare già da quando,
giovanissima, partecipai, insieme ad altre donne, all’occupazione dello
stabile di Via del Governo Vecchio 39 (nomen omen…), in cui, appunto,
“il governo”,anche in quello spicchio di genere, non era certo “delle”
donne, ma sicuramente di “alcune” donne “su” altre. Mi spiego meglio: il
potere era esercitato da una ristretta leadership che si ritagliava una
grande visibilità rispetto alla massa di donne partecipanti, a
cui,invece, raramente si dava parola, e che raramente, guarda caso, la
chiedevano. Ci fu un momento in cui le oligarche pretendevano
addirittura “la tessera” (sic!)da una donna che chiedeva d’intervenire.
Ricordo che una Daniela Gara infuriata, sollevò la gonna a fiori della
donna, gridando “una donna la tessera ce l’ha in mezzo alle gambe!”.
Inoltre, in quel contesto, cominciava a brillare la luminosa stella di
una Roccella Eugenia ( vi dice niente questo nome?), ricordata più per
la sua spocchia e per il suo incomprensibile “politichese” che per
spessore umano (aveva già capito come andava gestito il potere… della
serie “io sò io e voi nun sete un….)e la quale Roccella, per l’occasione
scrisse anche un’allegra, quanto patetica canzoncina.
Ma per avvicinarsi a tempi più recenti ricordo anche un “forum delle
donne” di quella buonanima di rifondazione, fatto a Mondello, vicino
Palermo, qualche anno fa. Assomigliava più alla fiera della vanità delle
oligarchie femminili di partito, e delle loro rampanti -quanto
criptiche- pupille, in posizione ascensionale,(carriera politica
garantita?), lontane comunque da una reale volontà di ascolto e di
mescolamento con chi, con molto sacrificio e passione disperata,
denunciava il vuoto politico sul posto di lavoro e l’assenza di diritti
sociali, sperimentati sulla propria pelle: mi riferisco a delle donne,
pugliesi mi sembra di ricordare, che lavoravano con un’impresa di
pulizie nella quale si perpretavano sfruttamento e mobbing contro le
donne.

Occasioni mancate per eviscerare l’attrazione fatale con il potere. Un
nodo irrisolto anche per le donne che dicasi femministe.
Comandare è meglio che fottere, come disse qualcuno, e rimane inalterata
la questione di “classe” anche fra donne. Insomma c’è donna e donna, eh!

Dunque scusate se continua a sfuggirmi la differenza di genere quando si
tratta di gestione del potere. Mi sembra tutto uguale, tutto si azzera
quando si ha occasione, seppur piccola, di esercitare un pò di potere su
qualcuno.
Governo vecchio appunto.

In data 13/10/2009, "Doriana Goracci" ha
scritto:
http://www.reset-italia.net/2009/10/13/la-sostenibile-leggerezza-di-una-guardona/ e linkfoto
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