Iran: attivista per i diritti delle donne in carcere
Data di pubblicazione dell'appello: 16.03.2010
Status dell'appello: attivo AU 50/10 MDE 13/029/2010
Mahboubeh Karami, attivista per i diritti delle donne, è detenuta nel carcere di Evin a Teheran dal 2 marzo scorso. Amnesty International considera la donna prigioniera di coscienza, trattenuta a causa del suo lavoro in favore dei diritti umani. È a rischio tortura o altri maltrattamenti. Mahboubeh Karami, membro della Campagna per l'uguaglianza che chiede di porre fine alla discriminazione legale delle donne, è stata arrestata il 2 marzo, quando verso le 22 tre ufficiali delle forze di sicurezza hanno fatto irruzione nella sua abitazione a Teheran. Durante la perquisizione alcuni suoi beni personali sono stati confiscati. Mohsen Karami, suo fratello, ha raccontato alla Agenzia di informazione per i diritti umani (Human Rights Activists News Agency), sito internet di un'organizzazione iraniana indipendente per i diritti umani, che il mandato di arresto elencava diverse accuse di disordini e di "partecipazione a riunioni". Secondo Mohsen, queste accuse sono infondate, visto che "Mahboubeh ha trascorso gran parte dell'ultimo anno a curare il padre ammalato". Mahboubeh Karami è stata arrestata quattro volte sulla base di simili accuse.
Ogni volta, è stata detenuta per diversi giorni prima di essere rilasciata senza alcuna imputazione. Il suo arresto rientra nel più ampio giro di vite nei confronti di difensori dei diritti umani, giornalisti e attivisti politici che sono stati arrestati dopo le celebrazioni dell'anniversario della Rivoluzione iraniana, l'11 febbraio scorso. La morsa repressiva è aumentata all'inizio di marzo.
LETTERA Al Capo della magistratura provinciale a Teheran Ali Reza Avaei Karimkhan Zand Avenue Sana'i Avenue, Corner of Alley 17, No. 152 Tehran, Islamic Republic of Iran Email: avaei@Dadgostary-tehran.ir
Egregio Dott. Avaei, siamo simpatizzanti di Amnesty International, l'Organizzazione internazionale che dal 1961 lavora per difendere i diritti umani in ogni parte del mondo dove vengono violati. Le chiediamo di rilasciare Mahboubeh Karami immediatamente e incondizionatamente, essendo trattenuta solamente per aver esercitato pacificamente il suo diritto alla libertà di espressione e associazione, in relazione al suo lavoro in favore dei diritti delle donne. La sollecitiamo, inoltre, a proteggere Mahboubeh Karami da torture e altri maltrattamenti durante la detenzione e a permetterle di incontrare immediatamente e regolarmente la sua famiglia, di avere accesso a un avvocato e a cure mediche, se necessarie. Le ricordiamo che essendo parte del Patto internazionale sui diritti civili e politici, l'Iran ha l'obbligo di garantire il diritto alla libertà di espressione, assemblea e associazione. La ringraziamo per l'attenzione.