Da una scintilla scoppierà un incendio
La bloguera cubana Yoani Sánchez questo aprile ha viaggiato per gli Stati Uniti. Durante questa nuova visita si trattenne a Miami, città insigne dell'anticastrismo storico, dove ricevette nuove onorificenze per i suoi servizi da Washington.
La sua comparsa nella città ha diviso soprattutto gli esiliati anticastristi che sono insorti con nuove polemiche.
Ciò è dovuto alle dichiarazioni che la Sánchez ha tenuto durante la sua visita, le relazioni in cui propone un alleggerimento del blocco economico contro Cuba, le quali si contrappongono totalmente alle tesi che questo gruppo ha difeso durante gli ultimi anni.
Tuttavia, molti di loro comprendono che i metodi sono variati e che Sánchez fa parte di una nuova mutazione del mercenerarismo rispetto ai 30 o 40 anni fa, per questo motivo hanno favorito la sua visita e con questo hanno preferito evitare di scorgere nuove forme di rifiuto verso la sua figura.
Tra i più entusiasti del ricevimento troviamo Félix Rodríguez, l'uomo al quale è stato attribuito l'assassinio del Che Guevara ed i membri della Brigata 2506 che invase Cuba alla Baia dei Porci nell’ aprile di 1961.
Questo 31 marzo l’ agente della CIA Felix Rodriguez affermò "Noi proseguiremo con mano dura contro il regime di Castro, su questo non ci sono dubbi", disse l'agente della CIA che identificò Ernesto Che Guevara in Bolivia, e ordinò l'assassinio del guerrigliero e dei suoi compagni, tutto in un programma che elogiò la bloguera Yoani Sánchez.
Rodríguez fece una dichiarazioni al Canale 41 di Miami ed assicurò che Yoani Sánchez è una donna "ammirabile". La forma in cui sta "facendo il suo lavoro è ammirabile", ribadì.
Rodríguez, in qualità di esperto dei servizi segreti statunitensi, assicurò durante programma che ci sono “molti infiltrati del governo di Castro a Miami".
Félix Rodríguez elogiò la Sánchez a nome dei membri della Brigata 2506, l'esercito che invase Cuba nella Baia dei Porci nell' aprile del 1961 e che causò centinaia di morti e feriti gravi, sopratutto tra donne e bambini di umili origini, molte/i bambine/i sopravvissute/i rimasero orfani in seguito a quella brutale aggressione.
La blogger cubana Yoani Sánchez, dopo la sua permanenza statunitense, questo 26 aprile, è stata ricevuta a Madrid dai membri del Congresso Spagnolo, per una campagna di promozione dei suoi testi.
Proprio durante la sua permanenza in Spagna, evento propedeutico alla sua successiva permanenza in Italia (che si sta tenendo proprio in questi giorni), il giornale spagnolo Mundo Obrero è stato censurato e il suo reporter Javier Couso, fratello del cameraman José Couso, ucciso dai soldati in Iraq e la reporter Heidi Sánchez sono stati brutalmente aggrediti nel centro commerciale FNAC Callao (Madrid, il tutto proprio durante la presentazione del libro di Yoani Sánchez).
Subito dopo i deplorevoli eventi, la giornalista Leila Nachawati, redattrice di El Diario, pubblica una lettera di riflessione indirizzata alla famosa blogger cubana. Riporto qui alcuni stralci:
“Cara Yoani Sanchez,
Sono un'attivista ispanico-siriana attiva da anni nella difesa della libertà di espressione, attiva soprattutto nella regione del Medio Oriente. Come ignara della realtà cubana, sono molto ricettiva ad ascolto tutte le voci che mi avvicinano ad un contesto cherisulta sempre più difficile comprendere attraverso i mezzi di comunicazione tradizionali. Seppi recentemente che cominciasti a svolgere delle presentazioni del tuo lavoro dalla Spagna per impartire conferenze e realizzare diversi incontri con rappresentanti politici, ed ho seguito molto da vicino le tue impressioni attraverso mezzi di comunicazione e social network.
Mi richiamò l'attenzione l'ammirazione che dimostra verso le politiche e le istituzioni di questo paese. Non nego che magari possa apprezzare aspetti che viviamo che magari a noi passano inosservati, ma la cosa certa è che anche la nostra realtà è ben lontana dall' essere quello specchio nel quale ci si desidera riflettere. Credo che siamo estremamente lontani dal potere essere additati come esempio da seguire nel mondo e come formula ad imitare.
Questo paese soffre. Questo paese si sta distruggendo sotto il peso degli sfratti, delle disuguaglianze e delle ingiustizie... Vediamo come la sanità pubblica della quale eravamo orgogliosi sia sparita e come l'educazione universale alla quale aspiravamo rimane sempre di più lontana.
Il diritto all'abitazione presente nella nostra Costituzione è stato ignorato dal partito che governa attualmente ed anche dall'anteriore.... Questo significa che migliaia, centinaia di migliaia di famiglie rimane senza affitto, senza casa e senza possibilità di protezione per i propri figli. Il numero aumenta mentre il nostro Governo si rifiuta di cambiare una legge ingiusta ed abusiva che obbliga chi perde la propria casa nel continuare a pagarla.
Tutta questa sofferenza non è la conseguenza di un disastro naturale. Non è una disgrazia che è sopravvenuta alla cittadinanza spagnola. È il prodotto di una metodica pianificazione realizzata da quei rappresentanti politici dei quali ti circondi. Quelli che la invitano al Congresso e quelli che chiacchierano con lei su diritti umani nel suo paese dopo avere promosso l'invasione di altri paesi, rovinando il futuro di varie generazioni di iracheni.
Si, è certo che la Spagna sia una democrazia, e che quei politici che coprono la tua visita hanno guadagnato delle elezioni. Ma è una democrazia con una legge elettorale progettata chirurgicamente per sostenere un sistema bipartitico che ci permette di scegliere tra la stessa cosa e la medesima. Una democrazia che permette di votare ogni quattro anni ma che restringe e limita sempre di più qualunque altro tipo di partecipazione cittadina. Per quel motivo, per cambiare un sistema che ci emargina nella presa delle decisioni, recuperiamo strada il 15 di maggio di 2011, sorteggiando le minacce legali del Governo ed incastrando multe e colpi dagli stessi poliziotti incaricati di proteggerci. Per questo motivo usciamo e continueremo a protestare.
Ci rallegra che stimi i progressi del nostro paese, ma frequentando la nostra elite politica legittimi un sistema che gran parte della cittadinanza combatte per cambiare e per costruire qualcosa di più giusto.
Se qualcosa ho imparato in tutti questi anni lavorando per la libertà ed i diritti umani, è che i nemici dei nostri nemici non sono necessariamente i nostri amici. Oggi mi piacerebbe domandarti se si è fermata ad analizzare le agende politiche di chi si sta avvicinando alla tua causa, se credi che lei possa essere garante di chi dice di difendere dei diritti nei paesi altrui mentre fa di tutto per strangolare i diritti conquistati nel proprio paese. Mi piacerebbe domandarle, infine, se basta impiegarsi nell' area contraria a quello del regime cubano per restare nelle Sue grazie".
Edito originalmente in www.eldiario.es,
Leila Nachawati, redattrice di El Diario
26 Aprile 2013
Ritracciabile anche su https://www.yoanislandia.com/espana/una-carta-para-yoani-sanchez/#.UX6Ker2xq1A