Da anni, da mesi, da settimane il controllo dei mezzi di comunicazione, in Iran, è stato monopolizzato dal governo. A Teheran vige una dittatura, pertanto l’espressione REGIME si propone incontrovertibile visto che a scappare non è soltanto la libera espressione ma anche vari morti! Quando c’è il sangue, c’è dittatura! Quando c’è colpevole, c’è intercettazione! La repressione in Iran, esattamente come in Italia, viene fatta per mezzo di TV, pubblicità, radio, riviste, giornalacci… Annullando ed emarginando tutto ciò che è scomodo (nelle ultime 2 settimane Berlusconi è stato contestato ovunque è andato, ma nessuno ha mai visto in TV una sola immagine di questo). E’ quello che Montanelli definiva il manganello del tubo catodico. Il problema resta: fintantoché in Iran, al contrario dell’ Italia, non c’ è soltanto repressione mediatica ma anche quella “militare” e “poliziesca”: decide e decine di morti, feriti, torturati ed arrestati… Ebbene: secondo alcune radio e siti Iraniani: www.azadiradio.org, www.iranoo.com e www.iran-press-service.com, alcune aziende europee si stanno rendendo COMPLICI di questo atroce gioco al massacro: Siemens e Nokia. Siemens e Nokia hanno fornito al REGIME tutte le attrezzature specialistiche necessarie per compiere “intercettazioni” ed opprimere la libera informazione. Strumenti che, sappiamo bene, vengono utilizzati per “reprimere” i movimenti studenteschi e giovanili ed i movimenti femminili… Strumenti che si stanno rivelando utili come supporto e sostegno ad una delle peggiori “tirannie” dell’ area Mediorentale. Pertanto, chiedo a tutte le persone di buona volontà di dare vita ad una campagna di “boicottaggio” contro simili aziende che, alimentano i loro introiti, facendo affari con regimi piuttosto discutibili. ISKRA ILICH
Poesia
Neda Agha-Soltani
Giungesti da arie siderali. Ti avvicinasti, avevi occhi come proiettori di quarzo.
Ora ovunque tu sia grida la nostra estraneità ai neri fumaioli, ai cinerei caseggiati di pietra, alle mura marmoree che custodiscono biancastri crani di uomini trapassati. Urla forte, non subisseranno la tua voce.
A coloro che incarcerano il tuo strazio, la tua libertà. A coloro che hanno disseccato la laguna della tua speranza, che hanno rigurgitato sull’ altare della verità e della libertà, rimuovi le piovre che aspirano la linfa vitale, le sentinelle che percuotono i ceppi sulle inferriate delle carceri.
Se questo sangue innocente servisse a estinguere la macchia, percepisci come da siffatta limacciosa e viscosa regione paludosa quali miasmi di morte e putrefazione incita?
Esistere perendo, trapassando per vivere…
Neda, un nuovo giorno scende verso il crepuscolo. Celebra il sole vermiglio che ci aspetta oltre questi monti di catene e reticolati.
Bramerei tanto poter scaldare l’ anima nella fiammata dell’ esistenza eppure essa langue con te….