La realtà che resta a L'Aquila dopo i miliardi spesi e le illusioni del G8 è, oltre i gravi problemi della ricostruzione, la perdita del lavoro di centinaia di lavoratrici e lavoratori. Il 9 luglio, mentre la stampa era tutta impegnata a rappresentare gli "splendori" del G8, a Roma si rompeva il tavolo di trattativa con il più grosso call center di Pettino - L'Aquila, la Transcom. Questa azienda vuole tagliare del 12% gli stipendi dei 360 lavoratori, riducendo di 122 euro in media al mese salari che già non superano le 1000/1200 euro, insieme ad altri pesantissimi tagli salariali, anche in tutte le realtà aziendali a livello nazionale, e che riguardano il premio feriale (di fatto una 14° mensilità), l'abbassamento dei livelli dal 4° al 2°, il congelamento degli scatti di anzianità. E non basta, il timore concreto è che dietro a questo ci sia anche un taglio del 60% ai posti di lavoro, passando da 360 a 150. Ciò che avevamo denunciato a giugno si sta rivelando realtà. La Transcom ha in modo strumentale utilizzato il terremoto, il dramma della gente de L'Aquila per portare avanti i suoi sporchi interessi. Aveva detto che non poteva riprendere l'attività lavorativa e che doveva licenziare perchè la struttura aziendale era stata danneggiata dal terremoto e per riduzione di mercato. Tutto falso! La verità è solo un taglio drastico del costo del lavoro per aumentare i suoi profitti.
Nello stesso tempo a settembre, già si annunciano tagli anche per 500 precari della scuola, che per la miserabile politca ministeriale rischiano nella sola provincia de L'Aquila di perdere il posto di lavoro. Anche qui, al di là delle parole, invece che ricostruzione delle scuole, nei prossimi mesi l'unico intervento concreto a L'Aquila saranno tagli nelle scuole che "resteranno senza insegnanti e senza alunni...".
Questa realtà viene nascosta. La popolazione aquilana oltre alla casa ha perso il lavoro non solo per il terremoto ma per gli "avvoltoi del terremoto". Sosteniamo la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori della Transcom. Siamo al fianco delle insegnanti precarie. Questa oltre che una giusta battaglia per la difesa del salario e del lavoro dei lavoratori, è parte della lotta di tutti coloro che hanno manifestato a L'Aquila il giorno 10 luglio al fianco dei terremotati.
Lavoratrici Slai Cobas per il sindacato di classe Taranto -cobasta@fastwebnet.it- 3475301704