Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Da una scintilla scoppierà un incendio

Pubblicità

L' IMMIGRAZIONE è FEMMINA

 
ONU: LA MIGRAZIONE INTERNAZIONALE E' AL FEMMINILE 7/9/06

Più della metà dei migranti regolari sono donne. E' quanto emerso dal rapporto dell'Unfpa presentato ieri a Roma: sono più numerose degli uomini in Europa, Nord America e Oceania, ma sono anche le più sfruttate

Tiziana Guerrisi

Giovedi' 7 Settembre 2006

L’immigrazione è una realtà che si declina al femminile. A livello globale le donne sono oltre il 50% dei migranti regolari, producono ricchezza almeno quanto gli uomini, e sono le prime vittime di abusi e sfruttamento. Per la prima volta il Fondo Onu per la popolazione (Unfpa) spiega nel suo rapporto annuale cifre e dinamiche delle migrazioni femminili. Il dossier “Donne migranti” è stato presentato ieri a Roma dall’Aidos (Associazione italiana donne per lo sviluppo) che ne ha curato l’edizione italiana. Il fenomeno riguarda 95 milioni di donne: le migranti sono più numerose degli uomini in molte aree del mondo, come Europa, Nord America e Oceania. Chi trova un’occupazione nell’80 % dei casi lavora come collaboratrice domestica ma, nonostante la crescente richiesta di lavoratori, l’attenzione dei governi verso i diritti delle donne è scarsa. Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil), su 65 paesi analizzati, solo 19 hanno leggi specifiche a tutela del lavoro domestico. Il risultato è il dilagare dello sfruttamento: agenzie di collocamento irregolari con tariffe esorbitanti, salari irrisori e datori di lavoro violenti, non denunciati per paura delle conseguenze. Può andare anche peggio: molte donne finiscono per arricchire il mercato sessuale internazionale (che al 90 % è femminile): su oltre due milioni di vittime della tratta di esseri umani, l’80% sono donne e bambine, per un giro di affari annuo tra i 7 e i 12 miliardi di dollari, secondo solo al traffico di droga e armi.
Intanto cosa accade nei paesi d’origine? Sempre più lavoratori specializzati, in particolare medici e infermieri, partono verso i paesi ricchi lasciandosi alle spalle nazioni in piena crisi sanitaria. L’Africa subsahariana, dove si concentra il 25% delle popolazione mondiale colpita da malattie infettive, dispone di poco più dell’1% del personale medico del mondo. Del resto buona parte di ciò che producono i migranti torna nei paesi di origine sotto forma di rimesse. E non si tratta di poco: 232 miliardi di dollari nel 2005, più dell’aiuto pubblico allo sviluppo, e seconda fonte di risorse esterne dopo gli investimenti diretti. Le donne, che producono dal 50 al 65 % delle rimesse, investono più in istruzione e assistenza medica per i familiari. Producono non solo ricchezza immediata, ma garanzie per un miglior tenore di vita, mentre gli uomini si concentrano su beni di
consumo durevoli.
Ai paesi di destinazione il compito di garantire i diritti dei migranti con interventi legislativi e politiche migratorie che tengano conto delle esigenze femminili. Ma a livello internazionale si procede con lentezza: l’Onu, per esempio, nel 1990 ha approvato la dichiarazione dei diritti dei lavoratori migranti, ma oggi solo 34 dei 191 paesi membri hanno ratificato il documento (assenti l’Europa e gli Stati Uniti). L’Italia non brilla: è l’unico paese in Europa a non avere ancora una legge organica sul diritto d’asilo, “un tema scottante” ha sottolineato Patrizia Sentinelli, vice-ministro agli Esteri. La cooperazione deve svolgere un ruolo centrale nel promuovere i diritti dei migranti e delle donne in particolare, ha sottolineato la Sentinelli, annunciando che uno dei quattro forum sulla cooperazione in programma a Roma a novembre sarà dedicato alle dinamiche di genere. Il 14 e 15 settembre, inoltre, a New York prenderà il via il primo incontro Onu su “Immigrazione internazionale e sviluppo”: in quell’occasione il dossier dell’Unfpa sarà uno strumento fondamentale per individuare interventi specifici a sostegno delle donne.

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post