Il testo che segue parte dalla RdB CUB Immigrati l'ho letto su Indymedia e mi ha colpita per la sua pregnanza. Ve lo passo , anche per ri-passare quanto la squallida cronaca parlamentare emette, e ci stende, anzichè farci rialzare, non solo dalla poltrona. Da ultimo apprendo ora, grazie ad una precisazione del giornalista a Prima Pagina per nota del Viminale, che la puerpera straniera e clandestina è tutelata con il fagotto fino ai 6 mesi di vita dello stesso. Che si vuole di più?
Per approfondimenti e " pari opportunità", segnalo un articolo di Lorenzo Prencipe, scalabriniano, che appare sulla Perfetta Letizia.
Curre curre Leviathan a mantenere Pace e Ordine!
E vissero tutti felici contenti e sicuri: impacchettati bene bene.
Doriana Goracci
Figlio di Leviathan
La nostra patria, festeggia la MAMMA. La nostra patria venera Maria, emigrata in Egitto. La nostra patria, ama la FAMIGLIA. La nostra patria, finalmente, è più “sicura”.
Alla donna immigrata “irregolare”, se dovrà partorire, le verrà chiesto un inesistente permesso di soggiorno per riconoscere suo figlio. Avrà poche alternative: abortire per paura, arrischiare un parto al di fuori delle strutture sanitarie o generare un “non esistente”, che, forse, potrà essergli strappato.
Il “P.I.L.” degli aborti, dei parti clandestini e delle adozioni, subirà un ulteriore incremento.
Il “nascituro marchiato”, invece, apporterà future braccia da sfruttare.
Chi altri, a memoria storica, hanno sottratto i figli alle madri? Noi li ricordiamo.
Una legge iniqua, che rende inferiore una parte di umanità, ritenuta foriera di criminalità e che, di proposito, vuole annichilire la questione migratoria, collocandola in termini securitari, rimuovendo i problemi strutturali che essa pone.
Rimane qualche spazio affidato alla compassione, alla pietà, tanto per alleviare alcune pelose coscienze, ma si lasciano intatte le cause di tanta putrefazione. (“La profonda ipocrisia, l’intrinseca barbarie della civiltà borghese ci stanno dinanzi senza veli, non appena dalle grandi metropoli, dove esse prendono forme rispettabili, volgiamo gli occhi alle colonie, dove vanno in giro ignude”- K. Marx, New York Daily Tribune ).
Una legge che, di fatto, vuole nascondere il conflitto sociale insito nei movimenti migratori, il quale, necessariamente, va a saldarsi in quello tra capitale e lavoro.
Un unico disegno globale, che mira unicamente alla svalorizzazione della forza-lavoro.
Se è vero che “….i lavoratori migranti sono necessari per costituire l’esercito industriale di riserva, mantenendo un livello di disoccupazione che faciliti l’imposizione delle condizioni del capitale nel processo del lavoro…….di lavorare a bassi salari…..rendendo economico il costo di riproduzione della forza lavoro…( e ) .. ridurre la parte del valore che si paga in forma di salari all’insieme dei lavoratori” ( J.Arriola-L.Vasapollo ); non possiamo non tener conto, che pratiche securitarie e norme repressive, tendenti al perpetuare la condizione di “clandestinità”, divengono strumentali ad un’economia in crisi, che necessita sempre più di lavoratori flessibili e ricattabili, meglio, se privi di diritti.
Ma sarebbe riduttivo evidenziare solo gli aspetti razzistici della legge sulla “sicurezza”.
La militarizzazione dei territori, le restrizioni delle libertà sindacali, le limitazioni al diritto di sciopero, la creazione delle “ronde”, derivano dalla necessità di governare l’attuale periodo di crisi globale, attraverso norme anche costituzionalmente dubbie, ma certamente utili a plasmare, prevenire e reprimere eventuali conflitti sociali.
Se è vero che gli immigrati,in quanto non cittadini, saranno i primi a pagare le conseguenze della norma repressiva, deve essere evidenziato con forza, come la legge mira ad un controllo generalizzato della società e che l’aver sottolineato mediaticamente l’esclusivo aspetto anti-clandestino, non è stato altro che un diversivo utile a sottacere l’introduzione di norme liberticide.
Non possiamo limitarci, e non facciamo affidamento, agli “appelli alla più alta carica dello Stato”. Sicuramente, non potrà essere di aiuto la “nuova sinistra obamiana" (http://massimilianosmeriglio.info/node/197). Potrà essere utile la disobbedienza civile, ma non va dimenticato, che le lotte per interposta persona non hanno mai pagato.
Nuove ( non inutili e rituali scadenze ) forme di lotta dovranno essere intraprese, che non si riducano ad improduttive opposizioni resistenziali ( pur necessarie ), ma che implichino una diversa conflittualità, laddove siano ancora possibili spazi legalmente percorribili, e che vedano protagonisti sia coloro ai quali vengono negati diritti di cittadinanza, sia coloro a cui viene negato il diritto di dissenso. Senza dimenticare la necessità di impegnarsi, affinché possa essere espresso un più vasto movimento di opposizione sociale, attraverso una nuova egemonia culturale, che sappia ripartire dai territori metropolitani, laddove è più che mai necessario supplire con altre forme politico/sindacali.
RdB-CUB immigrati Roma
Correva l’anno… 1959
Alla mia nazione
Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.