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Da una scintilla scoppierà un incendio

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Un' altra INGIUSTIZIA per JOY!

3189250182_0be2d2ca71.jpgCon grande senso di sconfitta abbiamo appreso, davanti al Tribunale di
Milano, che Addesso, l'ispettore del Cie di via Corelli processato per
tentato stupro nei confronti di Joy, è stato assolto.
Contro ogni aspettativa delle donne, femministe, avvocati il nuovo PM ha
chiesto l'assoluzione.
Questo significa, naturalmente, che non ci potrà neanche essere un appello
visto che non si tratta di sentenza di un giudice, ma della richiesta del
PM.
Al fianco di Joy, al fianco di ogni donna stuprata e offesa.

Questa sentenza
sessista e razzista non fermerà la nostra lotta.

 

................................

 

 

Dobbiamo dire sinceramente - anche se esprime evidentemente una sensazione
condivisa dalle compagne del mfpr di Milano
- che non siamo d'accordo con l'impostazione di questa nota fatta crediamo
sull'immediato della notizia dell'assoluzione.

Noi non siamo e non ci dobbiamo sentire affatto sconfitte!4275931247_b34575ce48.jpg

Arrabbiate,
indignate, infuriate, si, ma perchè "sconfitte"?

 
Abbiamo l'anno scorso fatto una bella ed esemplare lotta che è arrivata da
Milano a tante città; Joy e le sue compagne si sono ribellate e hanno
denunciato l'ispettore stupratore, e affrontato con coraggio il processo
respingendo con grande esempio di dignità per tutte le donne tutti tentativi
di farle tacere e non farlo proprio il processo.
Non siamo noi "sconfitte" ma ancora una volta questo Stato, questa
"giustizia" che ha dimostrato ancora una volta (come abbiamo scritto ieri) i
"poliziotti, servi striscianti con i potenti e "muscolosi" con chi si
ribella, liberano le immigrate se lo comanda padron Berlusconi e sfogano il
loro maschilismo razzista e fascista contro le tante Joy che lottano per la
libertà; e una magistratura che si ferma davanti allo Stato di polizia
quando esso si scaglia contro le donne, le immigrate, come in questi giorni
contro le studentesse e gli studenti (comprese le varie Boccassini).
Uno Stato che si dice democratico, una Magistratura (di Milano) che si dice
al di sopra delle parti, e che non sanno e soprattutto non vogliono
condannare un poliziotto, dichiarano da sè stessi che questo Stato è di una
parte sola e quindi è legittimo lottare contro con tutti i mezzi.
Avremmo sicuramente voluto che l'ispettore Adesso venisse condannato. Ma
abbiamo perso solo una battaglia. La lotta nostra e delle immigrate come
hanno scritto anche altri comunicati continua! E avremmo voluto ricevere la
notizia che le compagne che stavano al presidio a Milano (a cui noi, anche
da Taranto, ci sentivamo unite) avessero fatto sentire subito la loro
ribellione, la loro indignazione, la loro forte denuncia dello scandalo
dell'assoluzione - perchè questo è lo spirito con cui la lotta può
continuare..
Lo spirito nostro è quello per esempio delle donne proletarie di Palermo che
hanno scritto: "è una doppia violenza contro Joy e le donne ma la nostra
solidarietà non si ferma anzi è ancora più forte di prima" - Maria; "questa
scandalosa sentenza ancora di più ci spinge a lottare per rovesciare questo
sistema fascista, razzizta e maschilista...!" - una precaria in lotta
Noi siamo femministe proletarie rivoluzionarie, come proletarie facciamo la
lotta allo Stato in ogni momento, ma ben sapendo che questo Stato
capitalista non potrà mai dare giustizia; come rivoluzionarie in questo
scontro quotidiano lavoriamo per la rivoluzione che deve rovesciare questo
Stato.

In questo senso non possiamo essere poi tanto stupite della decisione del
Tribunale, a differenza della nota che nel seguito dice "contro ogni
aspettativa....". Certo noi abbiamo puntato nelle nostre mobilitazioni a
ottenere la condanna dell'Isp. Adesso, ma abbiamo anche l'8 giugno detto che
il movimento delle donne, proletario, antirazzista e contro la repressione
deve nel suo percorso far pagare il maggior costo possibile allo Stato,
perchè questo da un punto di vista dell'interesse generale del movimento
costruisce rapporti di forza più favorevoli, e serve alla lotta
rivoluzionaria.

L'azione dello Stato non può che aumentare la nostra ribellione.

MFPR Taranto

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