Da una scintilla scoppierà un incendio
Ieri tra le operaie della Fiat Sata di Melfi, le operaie della Fiat di
Mirafiori, alla manifestazione alla Fiat di Termini Imerese e nella grande
manifestazione di Milano, è stato diffuso dalle compagne del MFPR il
volantino/appello alle operaie, delegate Fiom, lavoratrici, disoccupate,
studentesse:
"Costruiamo uno sciopero delle donne per l'8 marzo" e affisse
in ogni manifestazione centianaia di locandine del film inglese "We Want sex..." .
ALLA SATA DI MELFI, dove già da tempo vi è un rapporto con operaie e
delegate, il volantino è stato anche diffuso dalle stesse operaie alle loro
compagne della Fiat, e vi è stata durante il presidio anche una breve
riunione per vedere come fare un'iniziativa per l'8 marzo; l'idea emersa è
comunque di fare un presidio davanti alla fabbrica. L'iniziativa dell'8 è
stato detto da alcune operaie è necessaria sia per fare emergere la nostra
condizione che viene doppiamente colpita dal piano Marchionne, e trovare
nell'unità la forza di superare paure di repressione di parte aziendale; sia
perchè anche nella stessa Fiom il ruolo delle donne è sottovalutato: non c'è
nessuna delegata e anche tra le donne fiom si pensa che le questioni
femminili non sono tanto sentite dalle stesse operaie, che tendono a
delegare i loro problemi ai lavoratori maschi.
Noi pensiamo che non è così, che la realtà mostra invece che l'intreccio
sfruttamento e oppressione, attacco di classe e di genere, è sentito, e
viene fuori appena le operaie possono parlare della loro condizione - nel
2007 abbiamo fatto un questionario/inchiesta sugli effetti sulla condizione
delle donne del TMC2 (che oggi viene riciclato in peggio nel sistema Ergo
Uas), e tante operaie risposero ed erano interessate; la ricca, vasta e
interessante inchiesta fatta tempo fa dalle Metalmeccaniche e
l'autorganizzazione delle donne alla Fiat di Termoli, l'appello diffuso per
il 28 dalle donne Fiom sono altre importanti dimostrazioni di quanto sia
urgente porre all'OdG nello scontro di classe in atto la lotta, più
complessiva, delle donne. Mentre è chiaro che la lotta delle operaie è da
fare anche dentro la Fiom, non delegando,
ma autorganizzandosi e lottando in
prima persona.
Anche in questo lo sciopero delle donne è un "arma" importante.
Sulla proposta dello sciopero delle donne e l'iniziativa a Melfi erano
d'accordo e entusiaste anche alcune altre lavoratrici, compagne di Matera -
presenti ieri al presidio alla Sata; faremo prima dell'8 una riunione a
Matera per programmare.
A TERMINI IMERESE, dove purtroppo nella Fiat non sono presenti tra gli
operai donne, il volantino è stato discusso con altre lavoratrici, precarie
delle cooperative sociali, e con le mogli degli operai Fiat che già in
passato si sono mosse autorganizzate contro il piano di chiusura dello
stabilimento che colpisce non solo gli operai ma anche le famiglie. Anche
qui si è aperta una discussione e un forte interesse.
Lo stesso è accaduto A TORINO E MILANO.
I volantini e le locandine sono
stati accolti molto bene; ha colpito molto la locandina dello sciopero delle
donne che è stata molto letta, fotografata da lavoratrici, studentesse.
INVITIAMO TUTTE LE LAVORATRICI, LE DELEGATE FIOM, LE COMPAGNE, LE
STUDENTESSE A CONTINUARE A FAR CIRCOLARE IL VOLANTINO E LA LOCANDINA.
PREPARIAMO INSIEME UN APPELLO DA SOTTOSCRIVERE SUI POSTI DI LAVORO, NELLE
SCUOLE, NEI TERRITORI, PER LO SCIOPERO DELLE DONNE PER L'8 MARZO.
CON UNA PIATTAFORMA CHE RACCOLGA E SINTETIZZI I PUNTI EMERSI DALLE LOTTE
DELLE LAVORATRICI, DELLE STUDENTESSE, DALLE LOTTE DELLE IMMIGRATE, DELLE
DONNE NEI TERRITORI, DELLE LOTTE CONTRO LE VIOLENZE SESSUALI, ecc.
MFPR TARANTO