Da una scintilla scoppierà un incendio

In questi ultimi mesi si è un po’ abbassata la denuncia degli episodi di
uccisione e violenza sessuale contro le donne, anche da parte dei movimenti
femministi, benché gli assassinii continuano nelle relazioni familiari e le
violenze sessuali in alcune città stanno terribilmente aumentando e, come le
due ultime violenze accadute a Roma in zone centrali mostrano, fanno emergere
sempre più chiaramente il legame diretto tra realtà sociale e violenze.
Roma è diventata una città tutta a rischio, non più solo nelle zone
periferiche. Questo degrado generale causato dalle politiche dell’
Amministrazione di Alemanno, del governo che a problemi sociali, di condizioni
di vita, di città a misura della gente, rispondono con tagli alle spese
sociali, ai servizi o interventi repressivi (come su altro fronte gli sgomberi
dei campi degli immigrati), non fanno che favorire l’atteggiamento di
sopraffazione maschile.
Roma è pericolosa, come altre grandi città, perché viene tolta la socialità, e
si attuano interventi che hanno come effetto solo quello di desertificare le
città, anche le zone centrali, favorendo di fatto le violenze. In una città
come Roma ad aumento di locali, spesso equivoci che si aprono con costi sempre
più proibitivi, corrisponde una città sempre più fredda, chiusa. Le misure di
controllo delle città da parte delle Istituzioni (ora come risposta alle
violenze aumenteranno la presenza dei poliziotti) creano piuttosto un clima
oscurantista, sempre ideale per la coltivazione di idee e pratiche maschiliste,
di sopraffazione e quindi hanno un effetto opposto, di incoraggiamento delle
violenze sessuali a tutti i livelli.
Per questo le violenze di questi giorni sono una violenza a tutte le donne, a
tutti i cittadini.
Lavoratrici e disoccupate Slai cobas per il sindacato di classe
Taranto
21.2.11