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Da una scintilla scoppierà un incendio

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Quel che resta del Welfare: un nuovo ed inquietante concetto di "STATO"

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Ci parla di una nuova concezione dello Stato,

che lascia indietro i più deboli, le persone senza lavoro, che stentano a pagare
l'affitto, gli ammalati, i giovani e gli anziani, tutto questo dopo
l’inganno del modello sociale europeo che ha migliorato la qualità della
vita di decine di milioni di persone e ha permesso loro di credere che il
destino dei figli sarebbe stato migliore di quello dei genitori. Un
benessere apparente che si reggeva su un’opera di disinformazione totale,
retta dalle oligarchie finanziarie, che ci ha spinto verso un consumo
compulsivo e un indebitamento generale Adesso è la stessa disinformazione
che ci colpevolizza inducendoci a pensare che sono stati i nostri cattivi
comportamenti la causa di questo disastro mondiale.
In questo contesto trova ampio spazio un’abile propaganda che ci fa credere
che la decurtazione al welfare sia giustificata e necessaria , una rottura
della coesione sociale che ha trovato il suo humus privilegiato nella
progressiva ’affermazione di una nuova struttura della società,
caratterizzata dalla frammentazione dei rapporti social i determinati da
interessi individuali
Trovano quindi facile giustificazione non solo tagli economici ma anche
tagli di consenso ce lo conferma quella parte considerevole di italiani che
propende per un’idea in cui solo i soggetti “meritevoli “ possano usufruire
dei benefici sociali, chi siano i meritevoli rimane un mistero se i poveri
aumentano e le strutture a sostegno degli ultimi diminuiscono. Le fredde
cifre dell’Istat ci parlano di una povertà relativa che si attesta all’11,4%
mentre peggiorano sensibilmente le condizioni dei più poveri 550.000 e
aumentano i vulnerabili, cioè coloro che si apprestano a diventare poveri ,
in particolare i giovani 22% perché figli di cassaintegrati o perché in
"working poor", cioè guadagnano troppo poco. Intanto peggiorano le
condizioni di 2 milioni di anziani e altri due milioni di persone con
limitazione alla salute non sono raggiunte da alcun tipo di sostegno, con
maggiore criticità nel mezzogiorno dove da anni la carenza di welfare
pubblico non viene compensata dalle famiglie che hanno perso ogni capacità
di far fronte ai bisogni primari.

E proprio sul welfare ricade la mannaia della risanamento eludendo ogni
legge di mercato che vuole che siano i responsabili a pagare e non la
popolazione-vittima del connubio banche e governi , colpevoli questi ultimi
di aver permesso di far emettere denaro in più di quanto ne avessero,
chiedendo interessi su una massa monetaria inesistente. Una calamità che ha
portato alla rovina gli Stati , che si sono indebitati per supportare le
banche ad iniziare da quelle statunitensi alla BCE , mentre con cinismo
assoluto gli stessi governi servi supportati da partirti complici ,
propongono interventi sulle pensioni .lo slittamento (per ora di due anni)
del TFR , le modifiche dello Statuto dei Lavoratori , la generalizzazione ed
estensione del modello globalizzato Marchionne, perché “siamo tutti sulla
stessa barca”, destrutturando l’altro modello, quello di economia mista
enunciato dalla carta costituzionale, che prevedeva il controllo e
l’intervento diretto dello Stato nell’economia nazionale

Nel frattempo, in questa atmosfera di dramma sociale, dobbiamo prepararci
all’ultima farsa quella portata avanti dalle opposizioni , filo
Confindustria e filo USA , che, avvalendosi del consenso popolare, faranno
le stesse cose imposte dall’UE e comunque dalle lobbie
industrial-fimnaziarie, senza che nulla venga risolto salvo, forse, un
maggiore accanimento contro la nostra indipendenza a favore dell’impero
statunitense.Non possiamo certo illuderci che con l’insediamento di un nuovo
governo arraffa soldi, l’attacco al lavoro sia fermato,sia in termini di
perdita di diritti che di flessibilizzazione , dal momento che l’imprimatur
al declassamento dei diritti dei lavoratori è tutto merito di questa
raffazzonata sinistra, tanto per rinfrescare la memoria la strada passa
dall’abolizione della “scala mobile” (governo Amato 1992),agli accordi sulla
flessibilità (Ciampi 1993),al la controriforma delle pensioni (Dini) nel
1995al pacchetto Treu (Prodi 1997), sino all’attacco al diritto di sciopero
(D’Alema 1999).
In poche ore e in poche battute la nostra povera Italia ha dato un addio a
decenni di lotte sindacali e al processo di democratizzazione del Paese, ma
il Paese siamo Noi e in Noi la forza di opporsi alle modifiche
costituzionali imposte dai Poteri estranei e sovra nazionali ,
in Noi la forza di decidere
decidiamo di decidere


http://pbc-puglia.blogspot.com/2011/08/decidiamo-di-decidere.html

Fari trasiri u sceccu pa cada (fare entrare l'asino per la coda"- Erga Omnes


Modo di dire siciliano per esprimere meraviglia per qualcosa di forzato, di
sbagliato, di contrario al buon senso. L'asino si fa entrare in stalla
accompagnandolo per la cavezza e non certo prendendolo per la coda. Mi sono
ricordato di questo modo di dire leggendo la levantina norma del decreto
sulla manovra, decreto approvato da Napolitano a tamburo battente come il
nostro Presidente usa fare quando vuole lanciare un forte segnale di
appoggio incondizionato al governo. La norma che mi ha fatto trasecolare è
la possibilità di fare diventare "erga omnes" (valido per tutti) i contratti
aziendali. Dentro questa mostruosità giuridica se ne scopre un'altra: la
negoziabilità a livello aziendale dell'art.18 dello Statuto. Le parti in
azienda possono fare un accordo in deroga al contratto collettivo nazionale
di lavoro ed in questo accordo inserire una norma con la quale si abroga
l'art.18. Estendendo questo accordo a livello nazionale con il meccanismo
erga omnes si estende automaticamente anche l'abrogazione dell'art.18 per
tutti i lavoratori interessati. Quale finissimo capolavoro di logica
giuridica! Quali mente volpine, quali legulei topi di tribunali del lavoro
hanno assistito il Ministro Sacconi nella sua missione di lotta senza
quartiere ai diritti dei lavoratori! Ministro Sacconi che negli anni in cui
si è occupato del lavoro italiano ha fatto di tutto per trasformare la
razionale costruzione del diritto del lavoro fatto da grandi maestri come
Donat Cattin e Gino Giugno in un labirinto in cui i lavoratori per cavarsela
senza troppi danni dovrebbero essere assistiti da stuoli di fior fiore di
giuristi.
Ministro Sacconi che usa agire dietro l'angolo, a tradimento, come ha fatto
quando ha modificato le pensioni assieme ai "complici" nel silenzio generale
e come ha sempre fatto introducendo peggioramenti ed ostacoli all'accesso
alla giustizia per i lavoratori n elle finanziarie o nel cosidetto collegato
lavoro nascondendo il veleno e le trappole nel mare magnum di normative le
più diverse.
Osservo prima di tutto che un contratto aziendale non può derogare in pejus
dal contratto nazionale. Il contratto aziendale non può essere esteso a
tutti i lavoratori del settore appunto per la sua natura particolaristica e
non universalistica. Le condizioni dalle quali scaturisce il contratto
aziendale non sono eguali e quelle in cui operano quanti agiscono nel
settore fuori da quella specifica azienda. C'è quindi una contraddizione tra
la natura dalla quale nasce la contrattazione aziendale e la sua
applicabilità e validità generale.
Osservo ancora che la legge erga omnes è stata dichiarata anticostituzionale
sin dal 1960. La legge erga omnes nacque in un momento di grande civiltà
giuridica dei governi e del Parlamento italiano e voleva assegnare a milioni
di lavoratori sprovvisti di contratto per ragioni legate alla storia
economica e sociale del territorio un diritto aggiuntivo a quello
riconosciuto dalla Costituzione. La finalità della erga omnes era
elevatissima e faceva parte di quella cultura della coesione e della
solidarietà che univa cattolici a comunisti. Ezio Vigorelli fu un grande
ministro del Lavoro, socialdemocratico, uomo della resistenza.
Ma la Corte Costituzionale bocciò la proposta erga omnes perchè in carenza
dell'applicazione dell'art.39 della Costituzione (tuttora carente)-
Ma ora il Ministro Sacconi, indecente epigone di una tradizione illustre che
ha onorato il Ministero del Lavoro, vorrebbe usare l'erga omnes per colpire
non per migliorare la condizione dei lavoratori: Il contratto aziendale erga
omnes diventerebbe un contratto "nazionale" e ne usurperebbe la funzione, il
dominio. Una cosa grottesca scaturita da menti avvelenate dall'odio di
classe che pensano soltanto per danneggiare e non per migliorare la civiltà
di questo paese.
Napolitano conosce la storia dell'erga omnes perchè in politica attiva
durante il Ministero Vigorelli. Si è esposto alla brutta figura di approvare
un decreto che,nella parte che ho richiamato, è illegale, è grottesco.
Non ho dubbi che Napolitano farà pressioni sulla CGIL perchè non faccia lo
sciopero generale. Queste pressioni sarànno forse condivise dal PD il quale
vorrebbe incassare il lavoro sporco fatto dal governo Berlusconi e
succedergli. Sono certo che Cisl ed Uil non faranno una sola ora di
sciopero. Tuttavia credo non si possa fare rivivere dopo mezzo secolo l'erga
omnes allo scopo truffaldino di abolire l'art.18 che non si vuole affrontare
a viso scoperto. Spero che qualcuno faccia sapere alle alte sfere del potere
che non tutto si può manipolare nonostante squadre di "giuristi" si prestino
a fare da guastatori al servizio di Sacconi e della Marcegaglia. Chi lo
ricorda alla signora Camusso che l'erga omnes è incostituzionale?
Pietro Ancona
già sindacalista CGIL, già membro del CNEL






http://it.wikipedia.org/wiki/Decreti_Vigorelli

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