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Da una scintilla scoppierà un incendio

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Onorevole ministro Maroni, a che le serve la Memoria?

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http://www.reset-italia.net/2010/02/03/onorevole-ministro-maroni-a-che-le-serve-la-memoria/

onorevole ministro Maroni a che le serve la Memoria?


Non caro onorevole, leggo che stamattina ha fatto questa dichiarazione in
merito alla presentazione di MSF sui CIE  “Al di là del muro” : “Il
rapporto di Medici senza frontiere sui Centri di identificazione ed
espulsione è  falso. Lo ha detto il ministro dell’interno Maroni a
Monza, per la firma del “Patto per Monza sicura”. “E’ un rapporto basato
su pregiudizi ideologici – ha detto il capo del Viminale – che non
descrive la realtà  di questi centri e non corrisponde al vero quando
dice che, al loro interno, non vengono garantiti i diritti, l’assistenza
sanitaria e che i clandestini vengono trattati male”.

Ognuno ha il suo dialetto nel Lager ed è difficile comunicare all’interno
e all’esterno, allora  glielo dico in italiano:sono parole vergognose le
sue, come infami  sono tutte le persecuzioni, nei secoli, senza
distinzione di razza e cultura. Allora chiedo a lei, retoricamente
s’intende: a che serve la Memoria?

E’ così sicuro di averla e di non usarla per altri obiettivi? E’ la
seconda retorica domanda che le pongo.Da noia che Medici senza
Frontiere,organizzazione umanitaria che prese il premio Nobel per la
pace,  si interessi dei diseredati e sofferenti in Italia?

Perchè lei lo sa perfettamente vero che Medici senza Frontiere sono
arrivati anche da Noi, nel 2007, partendo dal Sud della nostra terra?

La sua risposta, che non ci sarà mai, non mi interessa. Spero che leggano
altre e altri, a cui passare l’informazione, come quella che  segue, una
delle tante e che sapete bene come sommergere e  viceversa quale
salvare.Maestri nel semplificare la Rognetta della Democrazia, con la
menzogna.

Non la saluto, me ne guardo bene, da qualunque scambio e segno a favore
dell’Urna.

Noi non siamo complici.

Doriana Goracci


A CHE SERVE LA MEMORIA? Giustamente si  ricorda l’orrore dei lager
nazisti, ma si  continua a tacere sull’orrore dei Centri di
identificazione ed espulsione Joy e Hellen non devono tornare nelle mani
degli aguzzini!Nei giorni della memoria in Lombardia si sono
moltiplicate le iniziative per ricordare gli atroci lager che il nazismo
costruì per annientare e cancellare dal mondo gli ebrei, i rom, gli
omosessuali, i dissidenti politici, considerati alla stregua di
“nonpersone”.In Italia e in Europa vi fu complicità e indifferenza di
fronte alla deportazione di uomini, donne e bambini, sospinti a pugni e
schiaffi verso i treni che li avrebbero condotti allo sterminio. Oggi si
condanna quell’indifferenza che giustamente appare come una barbarie
peggiore dell’odio, qualcosa di impensabile, impossibile da replicare.Ma
tale barbarie si sta ripetendo: la detenzione nei lager chiamati Cie
(Centri di identificazione ed espulsione), la deportazione nei paesi di
origine, il respingimento di massa e la reclusione nei campi di
concentramento in Libia come in Marocco, sono la risposta che l’Europa
di Schengen ha scelto di dare alla questione della migrazione.In Italia
il pacchetto sicurezza ha sancito la clandestinità come reato. Oggi
esistono  lager dove donne e uomini, costretti a emigrare dal proprio
Paese per sfuggire alla fame o alle guerre, e spesso anche a
persecuzioni politiche, vengono detenuti e privati dei diritti umani
fondamentali. Nei Cie, di cui Milano finge di ignorare l’esistenza
nonostante i ripetuti suicidi e i frequentissimi atti di autolesionismo4279987854_3ee8212a96.jpg
provocati dalla disperazione di chi si trova ingiustamente chiuso in
trappola, soprusi e violenze sono all’ordine del giorno. Ma alle donne,
spesso giovanissime vittime di racket internazionali specializzati nella
tratta di esseri umani, tocca subire in più l’odioso crimine della
violenza sessuale.Quarant’anni fa le femministe riuscirono a smascherare
e rovesciare l’ipocrisia di una società maschilista che considerava gli
stupri “atti contro la morale” invece che delitti contro la persona.
Oggi, a distanza di tanti anni, si deve riprendere la lotta non soltanto
contro il persistere di una cultura ancora profondamente maschilista cui
si devono ripetuti casi di violenza e femminicidio, ma anche in difesa
delle migranti rinchiuse nei Cie, considerate come “nonpersone” senza
diritti e sottoposte a continui ricatti sessuali.Joy ed Hellen, due
delle cinque donne arrestate insieme ad altri migranti in seguito alla
rivolta di quest’estate in via Corelli, hanno avuto il coraggio di
denunciare in Tribunale l’ispettore-capo per un tentativo di stupro. In
attesa di processo, saranno scarcerate il 12 febbraio, ma rischiano di
essere nuovamente deportate nei Cie, in mano agli stessi aguzzini da cui
si sono dovute difendere, con gravissimo rischio per la loro incolumità
fisica e psichica, oppure rimandate tutte  nei loro Paesi d’origine e
ricacciate in quelle gravissime situazioni di pericolo a cui hanno
cercato di sottrarsi. Non si può fingere di non sapere, non si può
essere complici. Il patriarcato ha sempre diviso le donne tra buone e
cattive, tra puttane e madonne: non accettiamo che oggi cerchi di
dividerci tra “legali” e “illegali”. La violenza contro le donne è
sempre e comunque un crimine inaccettabile.Scendiamo dunque in campo
contro i nuovi lager e i meccanismi di potere che li legittimano
nell’indifferenza generale. Dopo il nazismo è stato detto: mai più!
Eppure oggi in Italia e in Europa abbiamo leggi che privano altri esseri
umani dei diritti fondamentali. A cosa serve allora la memoria? Facciamo
sentire a chi è prigionier* dietro quelle sbarre la solidarietà di tutt*
coloro che non sono più dispost* a tollerare l’esistenza di questi
lager, né le torture e gli omicidi di stato che si vorrebbero occultare
al loro interno.Le donne che si sono incontrate al presidio del 25
novembre in piazza Cadorna e che vogliono rompere il silenzio di Milano
sulle violenze nei Cie

Per contatti: 2511@inventati.org
Alcuni link utili per documentarsi
www.insutv.it/blog/2010/01/19/rosarnoil-tempo-delle-arance/
noinonsiamocomplici.noblogs.org/gallery/5927/dossier_definitivo.pdf
radiocane.info/cronache-dal-fronte/773-un-estate-di-rivolte-speciale-cie.htm
www.radiocane.info/cronache-dal-fronte/893-sebben-che-siamo-donne-speciale-donne-e-cie-.html
www.radiocane.info/cronache-dal-fronte/913-tendenze-milano-autunno-2009.html
www.terrelibere.org/terrediconfine/cie-i-nuovi-centri-di-identificazione-ed-espulsione
insorgenze.wordpress.com/2009/12/26/nasce-losservatorio-sulle-morti-e-le-violenze-nei-cie-nelle-questure-le-stazioni-dei-carabinieri-e-i-reparti-per-i-trattamenti-sanitari-obbligatori/
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