Aida Habachi il suo bimbo e la solitudine a Osimo: uccisi dalla depressione????
Ciao Doriana, ho apprezzato la tua lettera di oggi. E' comodo per tutti i ben pensanti nascondere la propria coscienza dietro il dito della depressione. Si è ammazzato? ...era depresso. Quindi è tutta colpa sua , perchè aveva la depressione e non mia o nostra che stiamo mandando avanti un mondo con una qualità di vita di cacca. Un uomo violenta una donna? ....è stato un raptus. E tutti si sentono automaticamente tranquilli. Vai su Noidonne.org e troverai un mio artiolo/intervista ad un caposaldo italiano della società psicoanalitica, il quale dice: il raptus non esiste se non nella fantasia collettiva, alimentata da giornalisti pigri; che non si vogliono documentare e non vogliono indagare a fondo i fatti. Ti propongo, tu che sei capace: apriamo un BLOG od un forum dal titolo: DEPRESSI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI !!!!! Perchè è ora di finirla nel venire emarginati e liquidati come depressi! Proviamo a liquidare noi i "depressogeni" , che sono agenti occulti di depressività. Attendo una tua risposta alla mia proposta.
Ciao Rossella
video foto e riferimenti su > http://www.reset-italia.net/2010/02/02/aida-habachi-il-suo-bimbo-e-la-solitudine-a-osimo/
Depressa, depressione.
Questa sembra la motivazione certa che ha spinto Aida Habachi, tunisina, separata dal marito italiano, a togliersi la vita e a toglierla al suo bambino di quattro anni, cospargendo entrambi con benzina, in una stanza chiusa: porte e finestre sigillate.
Si parla di un matrimonio fallito, di solitudine, di sentirsi straniata e straniera. Ha telefonato ad un conoscente intorno alle 18, dalla sua casa a San Sabino di Osimo in provincia di Ancona, per dire cha la stava facendo finita, non ce la faceva più. Inutili le corse di polizia, carabinieri, vigili del fuoco e ambulanza. La stanza era scoppiata, un incendio, in fumo la sua vita e quella del figlio. La casa, una villetta schiera, era in campagna, la stessa abitata fino a due anni prima con il marito, titolare di un'impresa di elettronica insieme al padre, trasferitosi a Castelfidardo, in un centro vicino. Sembra che sia stata come quasi sempre, una separazione turbolenta, segnata anche da una serie di querele e controquerele per ingiurie.sembra che fosse anche senza lavoro, senza amicizie o rapporti familiari che non fossero legati all'ex marito. Sembra che fosse sprofondata nella depressione. Alla voce depressione si legge: La depressione non è un semplice abbassamento dell'umore, ma un insieme di sintomi più o meno complessi che alterano anche in maniera consistente il modo in cui una person ragiona, pensa e raffigura se stessa, gli altri e il mondo esterno. La depressione talvolta è associata ad ideazioni di tipo suicida o autolesionista.
Un ruolo chiave sembra svolto anche se non sempre dai fattori ambientali. La depressione in età adulta è strettamente correlata con esperienze di vita negative. La malattia, infatti, si può innescare dopo alcune fasi importanti della vita: un lutto, un licenziamento, un grande dispiacere ma anche un abbandono della persona amata, perfino una grossa vincita; in generale qualsiasi cambiamento rilevante può indurre la manifestazione del disturbo in soggetti predisposti alla malattia stessa. La terapia d'elezione nei trattamenti somatici è a base di psicofarmaci. Esistono altri trattamenti somatici che possono essere utilizzati per curare la depressione, come la terapia elettroconvulsiva, la fototerapia e la deprivazione da sonno. La depressione e la distimia sono maggiormente presenti nelle donne in un rapporto di 2 a 1 rispetto agli uomini. Poche decine di ore fa è morto un operaio 35enne che si è dato fuoco a Brembato, disperato per avere perso il lavoro a causa del fallimento della ditta dove lavorava. Andare camminare lavorare.rapide fughe.tutti chiusi a chiave. E che cos' questo fuoco? Sedare. Aida ha confermato, tragicamente, un dato statistico. Da un forum, preso a caso, la prima riga: "Ho 23 anni.Buon giorno a tutti voi del forum, vi scrivo con la speranza che qualcuno possa capirmi". Porte e finestre sigillate: ho tentato di aprire una finestra.
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Ho tentato di tutto e tento di tutto per non bere fino in fondo l'amaro calice del male oscuro : amore, sesso, conoscenza, lavoro, sport, beneficienza, religione, ma quando l'avvoltoio arriva a<br />
ghermirmi vigliaccamente, senza cause apparenti, solo la chimica mi dà un po' di sollievo. Cari amici depressi uniamoci! Sono un esperto in farmacologia della depressione (ho studiato medicina - ho<br />
altre due lauree ), quando cerco di disintossicarmi dalle molecole serotoninergiche nel giro di una settimana ricado nell'abisso. Eppure non mi manca niente, niente, niente...<br />
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Credo sia doveroso diffondere anche<br />
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IL COMUNICATO UFFICIALE DELLA FAMIGLIA IPPOLITI:<br />
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“La famiglia Ippoliti intende rettificare alcune delle notizie che nel corso di questa settimana sono state scritte in merito alla tragedia che li ha colpiti.<br />
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I coniugi Ippoliti e Habachi dopo aver fatto tutti i tentativi possibili per far funzionare il loro rapporto, già da tempo in crisi, hanno deciso di comune accordo, preso atto dell’impossibilità di<br />
continuare la vita coniugale, di separarsi.<br />
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Non risponde al vero che sia stata una separazione burrascosa in quanto i coniugi hanno fatto una separazione consensuale in cui avevano raggiunto accordi sia dal punto di vista economico che<br />
dell’affido del bambino.<br />
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Proprio in quella sede la signora Habachi aveva ottenuto un’integrazione all’atto con cui otteneva un aumento sull’assegno di mantenimento che le avrebbe consentito di sostenere il pagamento di un<br />
canone presso una nuova abitazione, come da lei richiesto.<br />
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Inoltre il signor Ippoliti si era impegnato a pagare tutte le spese relative al bambino nonché all’alloggio, sino a quando la signora Habachi non avesse avuto un reddito adeguato.<br />
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Il bambino trascorreva due giorni e mezzo con il padre e due giorni e mezzo con la madre e alternativamente l’intero fine settimana con un genitore o con l’altro.<br />
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Queste determinazioni erano state raggiunte dai coniugi per agevolare la signora Habachi nella ricerca di un lavoro anche part-time.<br />
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La famiglia del signor Ippoliti aveva inoltre dato la sua disponibilità ad intervenire per la gestione del bambino quando la madre avesse avuto impegni.<br />
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Non risponde al vero che la signora Habachi sia stata lasciata sola in quanto la famiglia Ippoliti continuava ad offrirgli tutto l’aiuto di cui aveva bisogno, aiuto che veniva però rifiutato.<br />
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Il signor Ippoliti e la signora Habachi, di comune accordo, avevano scelto di rivolgersi al consultorio di Loreto per essere aiutati a gestire nel miglior modo possibile la separazione<br />
nell’interesse del piccolo Alessio.<br />
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Relativamente alle denunce di cui si è parlato è stata fatta un’unica querela nei confronti della signora Habachi in quanto la stessa aveva minacciato appena una settimana prima dell’accaduto di<br />
fare del male a se stessa e al bambino e proprio per prevenire l’evento, che purtroppo si è verificato, il signor Ippoliti lo aveva segnalato alle competenti autorità.<br />
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Che la signora Habachi fosse depressa è fuori discussione e peraltro rientra nella dinamica di ogni separazione anche quando è frutto di una libera scelta, ma che fosse stata lasciata sola e senza<br />
mezzi non corrisponde al vero.<br />
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Da ultimo si smentisce che le amministrazioni comunali di Castelfidardo e Osimo abbiano sostenuto le spese per il rimpatrio della salma a cui invece provvederanno le famiglie.<br />
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La famiglia Ippoliti chiede ora di essere lasciata sola al suo immenso dolore sapendo perfettamente che questo non potrà riportare in vita il piccolo Alessio, unica vittima innocente di tutta<br />
questa immensa tragedia”.<br />
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