-------Messaggio originale-------
Non avevo le parole nel mezzo di agosto
Non inoltro su nessun sito,tranne da dove parto sempre. A tutte le
amiche e gli amici che l’hanno conosciuta, magari oggi, scrivendo di
lei. Buon ferragosto…
Scrivevo così ad amiche e amici in rete, il sito era questo Reset-Italia,
14 agosto del 2009. E’ andata persa la memoria di ciò che autori e
autrici hanno scritto dal 2007 fino a poco tempo fa, sono spariti i
commenti, in questo caso quello di chi aveva scritto il libro Non avevo
le Parole e di sua moglie, amici di Daniela, spero di ritrovarli. Ho
avuto però la fortuna che quanto scrissi venne raccolto da Maddalena
Celano nel suo blog e la ringrazio ancora.
Stamattina leggo una notizia locale:” Donna si lancia dal secondo piano
di un albergo e muore In camera, un biglietto in cui chiedeva perdono
alla figlia di otto anni…
una 45enne di origini napoletane residente a Viterbo.La signora aveva
voluto concedersi qualche giorno di relax in un hotel a San Martino, con
la figlia di otto anni. Da quanto si apprende, soffriva da tempo di
crisi depressive. Un malessere talmente profondo da spingere la donna a
tentare il suicidio nel primo pomeriggio di ieri, gettandosi dal secondo
piano dell’albergo in cui alloggiava. La figlioletta, ignara di tutto,
stava facendo il bagno in piscina. Sono stati i soccorritori a dirle che
la mamma non c’era più. Nella sua camera d’albergo, i carabinieri hanno
trovato un biglietto nel quale la donna avrebbe lasciato il numero di
telefono del marito e chiesto perdono alla figlia per il suo gesto.”
Mentre leggete il seguito, ho avuto la segnalazione da Fb, di un video
che vi propongo” Paula mi è cara, guardala…è morta a 31 anni, 8 giorni
dopo la nascita della sua bambina…si è alzata dal letto , ha acceso una
candela e ha chiuso gli occhi” è un omaggio come la foto che ho scelto a
Paula Modersohn-Becker, artista tedesca …“Durante la sua breve carriera
raramente espose le sue opere e vendette solo a qualche amico.
Divenne famosa solo dopo la sua morte, all’età di 31 anni e non per la sua
pittura, ma per i suoi diari e le lettere struggenti, ristampati più
volte, dopo la loro prima pubblicazione nel 1917. Lavorò molto negli
ultimi due anni della sua vita…Aveva una particolare predilezione per le
figure delle madri e dei bambini che vivevano grazie ai prodotti della
terra ed è durante uno dei suoi viaggi in Francia che dipinse l’opera
“La vecchia contadina”…Purtroppo l’artista dipinse per soli dieci anni,
morì d’infarto dopo aver partorito il suo primo figlio, oggi, Paula
Modersohn-Becker è ampiamente conosciuta in tutto il mondo, nella sua
nativa Brema e nella casa di Hannover si trovano le maggiori collezioni
del suo lavoro.”
Io non la conoscevo…Buona giornata, buon Ferragosto, come usa dirsi
ancora, alla buona, che significa per me con semplicità e sentimento,
partecipare alle assenze e alle presenze, che c’entrano, c’entra Tutto.
Doriana Goracci.
NON AVEVO LE PAROLE
Avevo conosciuta Daniela quando sostituiva il mio “medico di famiglia”,
mancava spesso, era uno di Medici Senza Frontiere. Vivevo ancora a Roma
e stavo in un periodo difficile: mobbing al lavoro, disagi personali ed
esistenziali. Non ricordo nemmeno il motivo del mio andare lì, in
studio…ne avrei avuti tanti. Era giovane, molto più di me e mi colpì il
suo aspetto: alta, una cascata di riccioli bruno-rossastri, autorevole
malgrado l’abbigliamento informale e la dolcezza della sua voce, essere
subito amica e fu così…sarà stato forse il 2002, ci siamo ritrovate in
piazza, con la stessa passione contro la guerra, contro l’ingiustizia,
per la libertà del pensiero e dei popoli: non erano solo parole e
paroloni, ci credevamo. Poi io sono andata via da Roma, rimanevano
alcune mail, dei messaggi, poi il silenzio. Daniela riapparve
improvvisamente: “Ti penso tutti i giorni perchè passo con il treno a
Capranica! Lavoro tutte le mattine all’Asl di…Vivi ancora a Capranica?
Vorrei chiamarti.Ti ricordi di me? Da tanto non ricevo la tua posta…”.
Il giorno dopo, un venerdì, Daniela era arrivata.
Andai a prenderla alla stazione, i capelli rossi, magica. Un abbraccio e
poi poi, ci siamo immerse per vicoli, in casa, al bosco, al lago, tra
amici, tra le donne del paese, mangiate regali, il festival di musica
ad Oriolo e all’alba finalmente ho saputo la sua vita, la solitudine
e la depressione. Viveva a Roma con il suo gatto, all’ultimo piano di
un palazzone, amò subito il mio. Gli amici tutti via, all’estero, in
altre città, 800 euro per un buco di periferia, 4 ore al giorno per
andare e tornare dal lavoro, il 15 settembre si sa se il suo incarico a
tempo determinato le sarà rinnovato ma c’è un altro collega che spera
come lei.
E l’amore? Una risata roca e racconta come una cosa lontana, di anni
prima. Daniela ha 42 anni, medico, una secchiona, una di quelle che ha
speso la vita nello studio e nella lettura, mi racconta le storie dietro
ai pazienti…le dico vieni quì, lascia la città, ti trovo come ho fatto
tante altre volte una casa. Quando è partita mi ha detto che le era
sembrato di vivere una fiaba, una vacanza di un mese, un’energia
ritrovata, l’appetito… stavamo parlando in campagna da altri amici e di
corsa di nuovo il treno, l’ultimo ma presto presto ci risentiamo: vieni,
torna.
Le faccio una telefonata alcuni giorni dopo, c’è un invito fatto con il
cuore da un’amica tedesca, diventata comune…Daniela mi dice che deve
andare alla posta, fare tutte quelle cose che non riesce a fare negli
altri giorni, la spesa, le pulizie ma ci sarà un’altro fine settimana e
lei deve dormire. Le ho mandato un messaggio ieri, le dicevo che
l’aspettavo, che saremmo state insieme quì con persone care: perchè era
diventata zitta zitta? Oggi mi ha chiamata suo fratello, sapevo che era
quanto le rimaneva della famiglia. Ha lasciato tutto scritto, anche
chiamarmi, il funerale laico, la cremazione, il gatto che si è preso, i
libri e mi dice : “se ne è andata”. Non ce l’ha fatta, si è presa due
scatole di barbiturici, a dormire per sempre. Ho davanti il libro che mi
aveva regalato: “Non avevo le parole” e la sua dedica scritta, scoperta
solo quando l’ho cominciato a sfogliare: *a Doriana che ama ascoltare il
mondo come da una conchiglia* L’ho fatto è vero, così felicemente con
Daniela. Capisco ora perchè mi sentivo ieri così in ansia e con la bocca
amara e piangere è una grande consolazione, come ha fatto lei, ridendo,
abbracciandoci, l’ultima volta, alla partenza e lei non torna. Mi manca
l’amica.
Queste parole le avevo scritte per me, era il 15 agosto del 2008, le
consegno a voi perchè non le accolga solo una memoria o un cestino,
tanto se i frutti sono da maturare, tanto se per buttarci dentro un
nocciolo.
Doriana Goracci
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