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Da una scintilla scoppierà un incendio

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Nell’ Agosto 1970 – N. 153 di HISTORIA NELLA MISTERIOSA MORTE DI LENIN LE AMBIZIONI DI STALIN E I VELENI DI YAGODA: Leon Trotsky fu ucciso dopo aver scritto questo sconvolgente articolo!

Analizziamo, dopo il retorico XX° anniversario della Caduta del Muro di Berlino,

cosa accadde DAVVERO in UNIONE SOVIETICA degli anni '30....

E scopriremo che la VERITA' è molto diversa da ciò che fin' ora ci hanno raccontato....

Lascio ai lettori gli ultimi "stralci" (alcune pagine) del testamento di Trotsky:

un' importante ed "inquietante" documento che causò la morte dell' autore e quella di tutti i suoi cari.

LEGGIAMOLO ATTENTAMENTE!

          Maddalena


Agosto 1970 – N. 153 di HISTORIA

NELLA MISTERIOSA MORTE DI LENIN LE AMBIZIONI DI STALIN E I VELENI DI YAGODA:

 Leon Trotsky fu ucciso dopo aver scritto questo sconvolgente articolo.

 

L’ oscuro farmacista che fu travolto nei sanguinosi processi d’ epurazione viene indicato, nell’ ultimo scritto di Trotsky, come il presumibile esecutore della fine anticipata di Lenin.

 

In questo articolo intendo denunciare come fu che un rivoluzionario di provincia divenne dittatore di una grande nazione.

Ogni fatto da me menzionato, ogni riferimento ed ogni frase riportata possono essere sostenuti dalle pubblicazioni ufficiali sovietiche o da documenti che conservo personalmente nei miei archivi. Nell’ ultimo periodo della sua vita, Lenin fu in intenso conflitto con Stalin, sino a quando si giunse ad una completa rottura. Come sempre, non c’ era alcunché di personale nell’ ostilità di Lenin nei confronti di Stalin. Ma man mano che il tempo passava, Stalin approfittò sempre più delle opportunità offertegli  dalla sua posizione per vendicarsi dei suoi oppositori. Un po’ alla volta, Lenin si convinse che alcune idee di Stalin potevano essere di pregiudizio al partito. Da ciò maturò la sua decisione di ridurre Stalin ad un membro semplice del comitato centrale sovietico. Verso la fine del 1921 la salute di Lenin peggiorò improvvisamente. Ebbe il primo “colpo” nel maggio del 1922. Per due mesi non fu in grado di muoversi, né di parlare, né, naturalmente, di scrivere. In luglio ebbe inizio la sua lenta convalescenza. In ottobre rientrò al Kremlino dalla campagna e fu in grado di riprendere il suo lavoro. In dicembre aprì il fuoco contro le manovre di Stalin che egli considerava sbagliate. Si pose apertamente contro di lui nella questione del monopolio del commercio estero e cominciò a preparare una mozione per il successivo congresso del partito che sarebbe stata “una bomba a svantaggio di Stalin”.

Stalin capì le intenzioni di Lenin.

Parliamoci francamente – scrisse Lenin il 2 marzo. – Il Commissariato di Ispezione non gode al giorno d’ oggi della minima autorità….non esiste oggi peggiore istituzione del nostro paese del Commissariato d’ Ispezione. A capo di tale Commissariato c’ era Stalin. Ed egli ben comprese ciò che tale linguaggio implicava.

Verso la metà del dicembre 1922, Lenin fu obbligato per motivi di salute ad assentarsi dalla conferenza. Subito Stalin fece in modo che Lenin fosse tenuto all’ oscuro di parecchie informazioni. Le persone che si sapevano notoriamente vicine a Lenin vennero tenute d’ occhio, perché non si avvicinassero al malato. Lenin, ben conscio di ciò che stava succedendo, si allarmò ed indignò nello stesso tempo. La fonte di maggiori preoccupazioni era sempre Stalin, il cui comportamento andava facendosi sempre più sfacciato man mano che i bollettini medici riportavano le condizioni scadenti della salute di Lenin. In quei giorni Stalin apparve a tutti scontroso, irritabile, con la pipa stretta tra i denti, un lampo sinistro negli occhi obliqui. Si stava decidendo del suo destino. Poche parole dettate da Lenin il 5 marzo 1923 ad un suo stenografo di fiducia, annunciando seccamente la rottura di “ogni rapporto personale e cameratesco con Stalin”.

Quel biglietto è l’ ultimo documento lasciato da Lenin. La notte successiva egli ebbe un’ altra ricaduta e perdette l’ uso della parola.

 

 

IL TESTAMENTO DI LENIN

 

Il cosiddetto “Testamento di Lenin” venne scritto in due riprese durante il secondo periodo della malattia di Lenin, e cioè il 25 dicembre del 1922 ed il 4 gennaio 1923.

“Ora che Stalin è diventato Segretario Generale – dichiara il testamento – egli ha concentrato un enorme potere nelle sue mani   ed io non sono sempre sicuro che egli sappia come usare quel potere con sufficiente cautela”.

Dieci giorni più tardi Lenin aggiungeva:

“Propongo ai compagni di trovare un modo per allontanare Stalin da quella carica e assegnare la stessa ad un’ altro uomo……più leale, meno capriccioso” ecc.

Quando Stalin lesse per la prima volta il testo esplose in improperi contro Lenin.

Il testamento così non solo non riuscì  a porre fine alla lotta interna come si riproponeva Lenin, anzi la fece prorompere con maggior violenza. Stalin non poteva più dubitare che il ritorno di Lenin all’ attività avrebbe significato la sua morte politica. Solo la morte di Lenin poteva sgombrargli la strada da ogni ostacolo.

Io seguii lo svolgimento della seconda malattia di Lenin, giorno per giorno, grazie alle informazioni che mi passava il suo medico che era anche il mio, il dottor Gaitier.

 

Erano essi al corrente della richiesta di Lenin? Oppure Stalin aveva riservato loro la sorpresa, come aveva fatto anche con me?

Ma questa richiesta di Lenin non è nemmeno da prendere in considerazione, naturalmente!

……………………continua…………………

 

 

IL PIU’ VALIDO AIUTO DI STALIN

 

 

Durante l’ ultimo grande processo, che si tenne nel marzo del 1938, un posto speciale nella gabbia degli imputati venne occupato da Yagoda. Esisteva un legame segreto tra Stalin e Yagoda, il quale aveva lavorato nella “Ceka” e nel GPU per 16 anni consecutivi, prima come assistente del capo e poi come comandante; in tutto questo tempo era stato il più valido aiuto di Stalin contro l’ opposizione. Il metodo di far confessare dei crimini da persone che non li hanno mai commessi è opera di Yagoda. Nel 1933 Stalin ricompensò Yagoda con l’ Ordine di Lenin, nel 1935 lo elevò al rango di Commissario Generale della Difesa dello Stato, cioè a dire Maresciallo della Polizia  Politica. Ma Yagoda era una nullità, disprezzato da tutti. I vecchi rivoluzionari si scambiarono occhiate di indignazione. Al tempo della grande “purga” Stalin decise infine di liquidare anche il suo complice, che oramai sapeva troppe cose. Nell’ aprile 1937 Yagoda venne arrestato e con un processo sommario l’ anno successivo condannato a morte ed ucciso. In occasione di quel processo si venne a sapere che Yagoda, ex farmacista, aveva un deposito personale di veleni, dal quale asportava fiale varie e le affidava ai suoi agenti. Aveva a sua disposizione diversi tossicologi, per i quali aveva organizzato un laboratorio speciale, allestito con dovizia di mezzi, al di fuori di ogni controllo………….continua……………

 

 

 

…………………….Non intrattenni più alcun rapporto personale con Zinoviev e Kamenev sino a due anni più tardi, quando anc’ essi ruppero l’ alleanza con Stalin. Essi evitavano sempre qualsiasi discussione sulla morte di Lenin. Soltanto Bukharin, di tanto in tanto, lanciava strane allusioni quando eravamo io e lui da soli.

Ἑ difficile vivere in una casa dove il tetto è sprofondato e le finestre sono cadute. Terribili correnti d’ aria soffiano oggi per tutto il nostro pianeta. Tutti i principi di moralità vengono scalzati e le idee peggiorano, non solo quelle di Stalin.

Ma una spiegazione storica non è una giustificazione. Anche Nerone fu un prodotto della sua epoca. Ma dopo che egli perì, le sue statue vennero abbattute e il suo nome cancellato da qualsiasi iscrizione. La vendetta della storia è più terribile della vendetta del più potente Segretario Generale.

 

(Leon Trotsky)

 

Leon Trotsky, grande protagonista della Rivoluzione Russa nonché comandante-generale della Guardia Rossa, fu radiato dal Partito Comunista per opera di Stalin nel 1927.

Da allora, Trotsky condusse una tenacia lotta contro lo stalinismo, che accusava di aver tradito il proletariato creando uno stato burocratico, antidemocratico e nazionalista.

Sul fondamento di queste idee nacque così la IV Internazionale.

Un sicario lo uccise a colpi di picconate in testa a Città del Messico, nel 1936: sempre per ordine di Stalin.

Successivamente sterminarono anche tutta la sua famiglia ed i suoi amici più stretti…

 

Maddalena Celano

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