Da una scintilla scoppierà un incendio
ONE SOLUTION: REVOLUTION!
Bristol “zitte e giù dal palco”.
Gruppo universitario cristiano bandisce le
donne
"Così dice la Bibbia". Con questa motivazione, un'associazione religiosa dell’
università della città inglese ha stabilito che, d’ora in poi, nessuna persona
di sesso femminile potrà più insegnare ai seminari o tenere discorsi in
pubblico a meno che non sia sposata. Femministe e difensori dei diritti civili
di tutto il Regno Unito sono già sulle barricate. “Questo è puro Medioevo nell’
anno del Signore 2012”
di Daniele Guido Gessa | 5 dicembre 2012
Zitte e giù dal palco. A meno che non siano sposate, “perché così la Bibbia
dice”. La Bristol University Christian Union, un gruppo religioso dell’
università della città inglese al confine con il Galles, ha bandito le donne
dai propri incontri, lezioni e meeting. Così, d’ora in poi, nessuna persona di
sesso femminile potrà più insegnare ai seminari o tenere discorsi in pubblico.
“A meno che non siano accompagnate dal marito, in quel caso non ci sono
problemi”, ha scritto in una e-mail agli iscritti dell’associazione il
presidente del gruppo Matt Oliver. Intanto, la decisione, che ha già fatto
dimettere per la sua contrarietà il segretario agli affari internazionali del
movimento, manda su tutte le furie il gruppo di donne dell’Università di
Bristol. Una delle dirigenti, Rebecca Reid, ha scritto su un forum: “Sono
cattolica e per me tutto questo è osceno e ha dell’incredibile. È a dir poco
oltraggioso nei confronti non solo delle donne, ma di tutti”.
I giornali inglesi, intanto, vanno a caccia delle reali ragioni della
decisione, con l’Huffington Post Uk che è riuscito a rintracciare la versione
originale dell’e-mail mandata da Oliver agli iscritti della Bristol University
Christian Union. “Dopo una lunga riflessione su questo tema – ha scritto il
presidente – e cercando la saggezza di Dio e discutendo su di essa con tutto il
comitato, abbiamo preso questa decisione sull’insegnamento da parte delle
donne. Noi tutti abbiamo le nostre idee su argomenti quali le donne e il loro
ruolo di speaker, convinzioni che spesso trovano riscontro nell’organizzazione
delle chiese che scegliamo di frequentare. È buono e giusto che noi tutti
manteniamo le nostre idee che rispecchiano l’insegnamento della Bibbia”. Ma non
è solo l’Huffington Post a lanciarsi sulla vicenda. Femministe e gruppi per la
difesa dei diritti civili di tutto il Regno Unito sono già sulle barricate. E
il principale gruppo femminista del Regno Unito, che ha sede proprio a Bristol,
fa sapere: “Questo è puro sessismo, è una decisione ampiamente discriminatoria
e profondamente offensiva”.
Il ruolo delle donne nelle chiese e nei gruppi cristiani non è mai stato così
al centro del dibattito pubblico come in questo momento, dopo il voto della
Chiesa anglicana che ha rigettato la proposta di concedere alle donne l’accesso
alla “poltrona” di vescovo. La chiesa d’Inghilterra di è spaccata a metà e lo
stesso Rowan Williams, arcivescovo uscente di Canterbury e quindi la principale
figura della Chiesa anglicana dopo la regina, ha detto che ora “la comunità
cristiana inglese ha molto da spiegare e ha delle decisioni da motivare”. Non è
un caso, quindi, che la vicenda di Bristol faccia notizia proprio ora, con
tutta una comunità, quella cristiana appunto, che si interroga sui diritti
delle donne nella Chiesa e nella società.
Intanto, a Bristol, il gruppo universitario per l’uguaglianza e il welfare, un
movimento aconfessionale, sta cercando di entrare a patti con la Bristol
University Christian Union. Obiettivo, portare il gruppo a un ripensamento,
anche secondo le indicazioni delle femministe. Che hanno detto: “Questo è puro
Medioevo nell’anno del Signore 2012”.
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