Da una scintilla scoppierà un incendio
Nostra traduzione di un articolo sulla Lotta delle lavoratrici tessili in
Bangladesh nel 2010, tradotto da "Partisan"
Le "Canuts" del XXI secolo !
BANGLADESH - DONNE IN SCIOPERO
(traduzione dal francese - da "Partisan", novembre 2010 - n.4)
[Il movimento operaio all'inizio del XIX secolo visse un grande passaggio
con la lotta dei "Canuts", ossia degli operai setaioli di Lione]
In Bangladesh, ci sono 455 grandi fabbriche tessili che occupano 4 milioni
di lavoratori, in maggioranza donne. Le donne rappresentano l'80% della
manodopera dell'industria tessile, subiscono aggressioni ed imprigionamenti.
QUESTI OPERAI (UOMINI E DONNE) SONO I PEGGIO PAGATI DEL MONDO, prendono
circa 18 euro al mese (meno di un euro al giorno). Durante gli ultimi 5
anni, i beni di prima necessità come il riso, il grano e gli affitti sono
aumentati di circa il 43%. I lavoratori iscritti a sindacati nel settore
tessile sono circa 100.000 (uno su 40), ma la rivendicazione unitaria di 55
euro al mese ha permesso una maggiore adesione ed una unità nella lotta.
Queste officine producono per Wal-Mart, Marks, Spencer, Carrefour, Zara, .
Producono per i nostri marchi !
Il padronato ha "invitato" i dirigenti sindacali ad una riunione proponendo
un salario mensile di 33 euro. Se certi sindacati hanno accettato, i
sindacati più radicali hanno rifiutato, valutando che questa somma ridicola
sia insufficiente alla sopravvivenza dei lavoratori.
I LAVORATORI RESISTONO,
bloccano le strade, incendiano le fabbriche e le
materie prime, distruggono le macchine. Dall'inizio del 2010, i lavoratori
hanno perso la pazienza. Con la crisi, si è aggravato ancor più il
deterioramento delle condizioni di lavoro e di sfruttamento, dovute
all'aggravarsi della concorrenza tra i paesi. Questa la motivazione di
questa esplosione. Da alcuni mesi, gli operai si stanno battendo con la
polizia in tutte le città del paese. La polizia è stata rinforzata da una
sezione militare speciale (forza rapida di intervento) e da una milizia
speciale armata di stanza nei pressi delle officine (Ansars).
I PADRONI DEL TESSILE MINACCIANO. di delocalizzare. Ad un sindacalista
inglese, il ministro del lavoro racconta la sua impotenza: "Il problema in
Bangladesh è che le multinazionali della grande distribuzione non pagano
questi aumenti salariali. Ogni anno, le multinazionali calano i prezzi, e
spingono verso il basso anche i salari. Voi dovete controllare le
multinazionali, se voi volete aiutare i lavoratori del tessile."
L'ORGANIZZAZIONE.
Il punto debole del movimento, è che non ha una direzione
unificata.
In Bangladesh, ci sono 6.000 sindacati, in concorrenza gli
uni con gli altri, con poche coalizioni sindacali. Il denaro proviene
soprattutto dall'Europa o dagli Stati Uniti d'America, ed ecco la lotta per
ricevere questi fondi.
Il partito [sedicente] comunista inglese, (giornale Morning Star). Molto
riformista, sostiene la lotta degli operai del tessile, ma non ne sostiene
le loro azioni più violente. I veri comunisti non possono solo battersi per
dei salari migliori, si danno come obiettivo nel corso della lotta la
costruzione di un'altra società, e la Storia ha dimostrato che questo non si
può fare in maniera legale e pacifica.
Ci sono partiti maoisti, legati alla guerra popolare in India, che
partecipano a delle azioni armate, come il PBSP MUG-Bangladesh, ma non
sappiamo bene come sia il legame tra la lotta dei lavoratori del tessile e
la lotta armata. I lavoratori del tessile del Bangladesh hanno imparato
rapidamente nella lotta di classe, la legalità, l'illegalità, la resistenza
allo Stato, come si può apprendere in tutta la durata di una vita. Non si
può accontentarci di dire che bisogna lottare, bisogna passare ad un'altra
tappa della lotta contro le multinazionali mondiali. Sosteniamo la lotta
degli operai del tessile in Bangladesh.
Viva l'internazionalismo proletario !
Traduzione a cura del Circolo operaio di Proletari comunisti - Venezia