Da una scintilla scoppierà un incendio
Da Ciudad Juarez ad Avetrana , i femminicidi sono una realtà
quotidiana!
Care compagne… se pur con tempi dilatati, dei quali ci scusiamo,
rispondiamo all’ appello che fate in relazione all’ipotesi di una
manifestazione a Taranto, a ridosso del 25 novembre.
Anche noi da questa parte dello stivale continuiamo a contare le morti
ed a vedere gli sfaceli di questa guerra fra i sessi, tra l’altro non
dichiarata, che da una parte continua ad essere combattuta con armi vere
e dall’altra continua a spezzare vite.
Vediamo la tenacia, l’ottusità diffusa e la volontà politica di non
dare alcuna lettura complessiva di ciò che accade a vantaggio di
un’interpretazione interessata solo a separarci e indebolire la nostra
lotta e le nostre rivendicazioni tanto che l'isolamento creato ad arte
attorno alle donne garantisce ai maschi violenti impunità e spazio per
agire fino all’estremo senza grandi difficoltà.
I media conniventi e sciacalli cercano audiencee affondano le braccia
fino ai gomiti negli aspetti più morbosi offrendo a voyeur comuni la
pornografia più spinta che contribuirà a creare un buon terreno per il
prossimo assassinio.
Il femminicidio è la nostra quotidianità: femminicidio è qualsiasi atto
che umili la nostra identità di donne, che denigri il nostro genere, che
calpesti la nostra autonomia, che disconosca la nostra libertà.
Femminicidio sono anche tutti questi”preliminari” dell’assassinio vero e
proprio.
Ebbene, che si sappia, noi non ci abbiamo fatto il callo e non siamo
assolutamente disposte ad abituarci!
Il nostro dolore diventa rabbia non rassegnazione.
E la nostra rabbia diventa lotta non autodistruzione.
Il nostro obiettivo è non soccombere alla logica ed al ricatto della
paura ma cercare insieme, in una solidarietà reale e nella lotta
concreta, la risposta alla violenza più cruda che ci viene scaricata
addosso.
Sulla base di queste considerazioni non certo dell’ultima ora stavamo
già ragionando su come affrontare questo 25 novembre. La nostra idea era
quella di operare a livello territoriale per tenere alta l’attenzione
sul femminicidio. La proposta giuntaci da Taranto è comunque molto
interessante perchè in continuità con ciò che si è discusso per
parecchio tempo, anche a livello nazionale, in relazione all’idea di
arrivare finalmente al sud a dire qualcosa. Se dovesse concretizzarsi
maggiormente l’idea della manifestazione a Taranto ci impegniamo a
valutare con serietà il fatto di cambiare piani e di prendere in reale
considerazione questa ipotesi.
Esprimiamo intanto totale sostegno e vicinanza alle compagne di Taranto
che da anni, fortemente radicate sul territorio, denunciano violenze,
sopraffazioni e abusi sulle donne.
Bologna, 25 ottobre 2010
Quellechenoncistanno