Appena arrivato, con le Ali e questi Messaggi di Pace Perenne e infinita, come la guerra…”non smetterò mai di dirvi” tutto il mio più profondo disgusto. Doriana Goracci
Schifani giunto in Afghanistan “Impegno dell’Italia deve continuare”
Il presidente del Senato, Renato Schifani, è giunto a Herat per una visita ai militari italiani impegnati in Afghanistan. E la prima visita di una delle massime autorità dello Stato dopo l’attentato dello scorso 17 settembre. “L’impegno militare italiano in Afghanistan deve continuare”, ha affermato Schifani elogiando i nostri soldati: “L’Italia non smetterà mai di essere orgogliosa di voi, grazie del vostro esempio e sacrificio”.Schifani è stato accolto dall’ambasciatore d’Italia a Kabul, Claudio Glaentzer, e dal generale Rosario Castellano, che comanda i militari di Isaf nella zona ovest dell’Afghanistan.”ll parlamento si è unito intorno a voi votando all’unisono e questo deve essere per voi motivo di orgoglio”, ha poi aggiunto Schifani. Il presidente del Senato è andato nella mensa della base e ha cantato insieme ai militari l’inno di Mameli e la canzone dei paracadutisti della Folgore. Il presidente ha consegnato una targa al plotone del 186/o reggimento paracadutisti Folgore, quello a cui appartenevano i sei militari rimasti uccisi nell’attentato a Kabul dello scorso 17 settembre. “Vi parlo con il cuore – ha detto – per ringraziarvi per essere qui a combattere un nemico invisibile che non è solo in Afghanistan ma mette a repentaglio anche la sicurezza del nostro Paese”. E ricordando che “‘l’Italia ha pianto i suoi morti”, Schifani ha portato anche il saluto del maestro Riccardo Muti, cui ieri ha chiesto di dirigere il concerto di Natale in Senato. “Da italiano – ha concluso – non smetterò mai di dirvi grazie”.
“ Sei bambini e tre donne sono morti in un raid aereo della Nato nella provincia di Helmand, nel sud dell’Afghanistan. La nuova strage accidentale di civili è stata denunciata da Daud Ahmadi, portavoce del governatore provinciale.“
Di morti accidentali ne abbiamo da vendere in Italia, archiviate. La notizia se così possiamo chiamarla, continua con un riferimento al 4 settembre, in cui accidentalmente persero la vita decine di civili, inclusi donne e bambini. La uso anche io la ” notizia” per farne riemergere un’ altra con burka e bavagliolo, del 29 settembre, data storica per Certi Eroi.
Dopo aver letto la “notizia chi l’ha vista” che ricopio perchè corsa via: “Una pattuglia statunitense dell’Isaf ha ucciso per errore in Afghanistan un ragazzino di 13 anni che tornava a casa in bicicletta. E’ successo a Madatkhel, alla periferia del capoluogo di Paktika, Sharan. Un portavoce dell’Isaf ha confermato l’episodio, parlando di un “doloroso incidente” causato da un “proiettile sparato in aria, poi, presentando ”le più sentite condoglianze” della Forza, ha assicurato che la famiglia della vittima riceverà un indennizzo per l’accaduto”…. Scrissi: Afghanistan ucciso dall’Isaf a 13 anni in bicicletta per errore.
Rammento a chi andrà in piazza il 3 ottobre, e non come venne stabilito il 19 settembre, che l’ Intervallo Informazione in Lotta e Resistenza, è stato per rispetto dei “nostri morti”, in Afghanistan. La consegna del doloroso silenzio.
Il convitato di pietra del Bilderbourg Group, ride a crepapelle, è dal 1954 che ride. Giustamente, fanno a botte per apparecchiare il prossimo Tavolo-Banchetto, i loro servitori, chissà forse a Lisbona…
Se ma però…noi abbiamo da vedere ben altre puntate, senza veli, senza bavaglio: stasera, domani e dopodomani. E lasciateci in Pace con no Giampi no party, in prima fila! Le vittime della Guerra ringraziano di farle campare, accidentalmente, nelle prossime puntate.