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Da una scintilla scoppierà un incendio

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LA LIBERTA' D' INFORMAZIONE NON DEVE ESSERE FERMATA!!!

http://www.reset-italia.net/?p=17560

Quello che segue è il Comunicato di Radio Città Aperta, che mi è appena
arrivato.  Vi consiglio la lettura  dell’articolo tutto, linkando QUI’,
che analizza temi a noi cari, riporto uno stralcio con i dettagli per
chi può essere a Roma o vuole “copiare”…: “La strage in Afghanistan e la
decisione della Fnsi di sospendere la manifestazione del 19 settembre ha
provocato comprensibili reazioni anche sulla Rete, dove più gruppi di
liberi cittadini hanno annunciato nei vari social network che
manifesteranno comunque ma a Piazza Navona, a partire dalle 16.
Affermano alcuni bloggers in un comunicato diffuso in queste ore:
“Noi sabato 19 manifestiamo lo stesso! Per la libertà di stampa, contro
questo regime dell’informazione! La Fnsi ha deciso di rinviare la
manifestazione indetta sabato in segno di lutto per le vittime
dell’attentato in Afghanistan. Noi contestiamo questa decisione e in
piazza scenderemo ugualmente perché la lotta per la libertà o è sempre o
non è. Riteniamo che non ci sia nessun contrasto tra il lutto che ha
colpito i nostri connazionali (in uno scenario di guerra dal quale
dobbiamo uscire al più presto) e la sacrosanta battaglia di civiltà per
la libertà dell’informazione. …”
Buona Giornata

Doriana Goracci

La libertà d’informazione non può aspettare! Radio Città Aperta in piazza
contro la guerra e per la libertà di stampa

La redazione di Radio Città Aperta

Dopo una rapida consultazione con alcune testate della sinistra abbiamo
deciso assieme ad altri organi d’informazione di manifestare oggi in
piazza Navona, a partire dalle 16.

Manifesteremo per la libertà di stampa, di espressione e di
manifestazione del pensiero, attaccate e di fatto sospese da forze
politiche reazionarie e da lobby economiche egemoni nei diversi
schieramenti parlamentari.

Ma oggi chi manifesta a difesa della libera informazione non può non
mobilitarsi anche contro la guerra e quindi contro l’occupazione
militare dell’Afganistan da parte della Nato e del nostro esercito.

La guerra che produce lutti e sofferenze nei paesi occupati e martoriati;
la guerra che in casa nostra intruppa la stragrande maggioranza dei
mezzi di comunicazione e li trasforma in una macchina di propaganda al
servizio di un sistema politico che in maniera trasversale continua a
sostenere la necessità dell’intervento militare a Kabul.

Non possiamo non scendere in piazza, da operatori dell’informazione, nel
momento in cui i media descrivono, in nome del lutto e del cordoglio per
i sei militari morti nell’attacco di giovedì, una Italia schierata
compattamente a sostegno di quelli che vengono descritti come i ‘nostri
ragazzi’. Quest’Italia messa in scena da giornali e tv non è che una
finzione, come dimostrano per l’ennesima volta sondaggi e inchieste che
nonostante la impressionante macchina di propaganda costantemente
all’opera continuano a registrare una maggioranza dell’opinione pubblica
contraria ad una missione militare che è sbagliata e illegale.

Saremo in piazza insieme ai nostri colleghi delle radio, dei giornali,
delle Tv e dei blog. Ma saremo in piazza soprattutto assieme a quei
lavoratori e a quei cittadini disposti a manifestare per una libertà
d’informazione che non sia mera difesa degli interessi della ‘categoria’
dei giornalisti ma che invece possa diventare uno strumento in mano ai
settori attivi e sani della società per scardinare quei meccanismi di
controllo, di censura e di annichilimento delle coscienze che in tanti
denunciano da tempo.

Manifesteremo per un’informazione socialmente utile, al servizio di tutti
ma serva di nessuno!
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