Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Da una scintilla scoppierà un incendio

Pubblicità

IL PARADOSSO DELLE CASE NON ABITATE!!!

Vi propongo di leggere, semmai vi fosse sfuggito, questo bell'intevento di Vittorio Emiliani apparso sul Corriere della Sera Ed. Romana del 17/09/2009 e che ho tratto dal prezioso sito di E. Salzano http://eddyburg.it/article/articleview/13833/0/352/.
 
Ormai è trascorso un anno e 4 mesi dall'insediamento della nuova giunta Alemanno ed, ormai. è tempo anche per i più ottimisti d'incominciare a porsi e a porre alle forze politiche, ai cittadini, alla città,  questa domanda: cosa è cambiato oggi a Roma rispetto alle precedenti, disastrose politiche delle Amministrazioi cittadine?

 

Il paradosso delle case non abitate

Le case restano vuote, ma si continua a costruire. E a distruggere l'agro romano.

Mezzo secolo fa gli alloggi non occupati risultavano a Roma pochissimi: uno ogni 30 alloggi esistenti. Oggi so­no invece tantissimi: 245.000, uno ogni 7 esistenti. La capitale viene da un «boom» edilizio durato sette anni, tutto dedicato al mercato. Tuttavia si chiede a gran voce di poter costruire nuove case, e si protesta contro il vincolo che la So ­printendenza ai Beni Architettonici in­tende porre sulla porzione di Agro Roma­no ( 5.400 ha ), molto bella, fra Laurentina e Ardeatina. Vincolo che doveva figu­rare fra le 130 osservazioni («inascolta­te » a detta di ministro e Ministero) al re­cente PRG.

A Roma, come e più che in altre città, abbiamo dunque tante case vuote, fra centro e semi-centro, e, contemporanea­mente, una vera «fame» di case. Anche se i residenti sono in stallo o diminuisco­no. Negli anni passati i governi italiani, un po' tutti, hanno lasciato deperire ad un miserabile 0,7 per cento la quota de­stinata all'edilizia pubblica che in Euro­pa sta, in media, sul 30 per cento. Inclusi i paesi più sviluppati dove poi l'offerta di affitto viaggia fra il 40-50 per cento (gran­de calmiere, di per sé) contro il 24 per cento di Roma a canoni di fuoco. In tal modo i pendolari, malamente serviti dal­le ferrovie, sono molto aumentati e spen­dono 3-4 ore della giornata nel percorso casa-Roma-casa.

Prima di aggiungere altre colate di ce­mento a quelle ancora da smaltire, con­verrebbe riflettere su cosa e come costru­ire. Il Piano Casa riguarda per lo più chi la casa (villa, villetta,ecc.) ce l'ha già e po­trebbe ampliarla. Bisogna puntare sul re­cupero del vasto patrimonio edilizio vuo­to o sotto-utilizzato, a cominciare da quello pubblico. È la sola in grado di sod­disfare la domanda, sin qui trascurata, di giovani coppie, immigrati, studenti, an­ziani soli (sfrattati dalle cartolarizzazio­ni, o smarriti in alloggi troppo grandi).

L'esigenza di risparmiare suoli - agri­coli, verdi, comunque liberi - s'impone pure a Roma. Dove l'Agro superstite rap­presenta una straordinaria riserva di bio­diversità (1/5 di tutte le piante italiane, moltissime autoctone; nidi per metà de­gli uccelli del Lazio, ecc.), di agricoltura qualificata, di beni culturali: quasi 700 casali, 84 torri, 16 borghi e castelli, 31 chiese, gli imponenti acquedotti roma­ni, ecc. Fino a quando, se tanti, troppi suoi terreni sono degradati a pratacci in attesa dell'inesorabile cemento/asfalto?

Vittorio Emiliani

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post