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Da una scintilla scoppierà un incendio

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Una partita e una vita, Güler Zere , prigioniera curda in Turchia

Una partita e una vita, Güler Zere , prigioniera curda in Turchia
Giovedì 10 settembre 2009, 16:40

Foto link su
http://www.reset-italia.net/?p=16604


Dello stato di salute di Guler Zere, se ne poteva sapere qualche cosa il
3 agosto, tramite quella che viene chiamata controinformazione,
attraverso una lettera  di un altro prigioniero in carcere, Avni Er,
turco.

Ma una notizia ha fatto emergere, il caso…Adana-Livorno: la polizia turca
carica e arresta 3 persone per uno striscione politico. E’ passato più
di un mese e stavolta è  Guler  Zere stessa che scrive,  ho trovato in
Rete la notizia ma questa  potrebbe essere l’ultima volta che possa
esprimersi.

Fate circolare, diffondete, in nome dei diritti umani, almeno. Senza
essere di parte alcuna.

Doriana Goracci


Buongiorno. In questo momento, da qualche parte nella notte, sento la
vostra voce, ancora una volta. Poiché la vostra voce mi arriva, so che
voi sentite la mia. I battiti del vostro cuore si confondono con i miei.
Ed è un cuore immenso che mi cresce nel petto, a sinistra.Il cuore…di
quante cose è pieno il nostro cuore…Che cosa non siamo riusciti a farci
entrare dentro, al nostro cuore.Nel mio cuore ci sono tante cose.
Dapprima tutto quanto il bene, poi i nostri profumi di garofani, quelli
che ho in testa al letto ed il cui odore si è mescolato a quello dei
fiori di montagna; voi, le persone che mi sono care, tutti coloro che
amo, tutte le cose che ho lasciato a metà, tutti coloro di cui
percepisco l’affetto…Ogni volta che il mio cuore si serra, che il mio
corpo si torce di dolore, vi sento in cima alle mie dita, i vostri occhi
sfiorano i miei; e questa angusta cella si unisce alla moltitudine, e ne
scaturisce una coro polifonico di voci. Ne rimango pietrificata. Ad ogni
suono rispondo con un sorriso. In maniera involontaria, spontanea. E voi
accogliete con i vostri occhi sorridenti ogni rantolo che esce strappato
dalle mie viscere. Ovunque siate, al mio capezzale, sulla soglia della
mia porta, a un passo da me, per la strada, in qualunque città, seduti
davanti all’Istituto di Medicina Legale o altrove, io vi sento. Il
vostro calore, la vostra forza e le vostre voci mi abbracciano. È per
questo che tengo la testa alta ogni volta che il dolore mi assale. È
grazie a questo che sono pronta a fargli uno sgambetto. Voi, insomma,
siete con me; e di tutto il resto non m’importa! Come al ritorno da una
breve passeggiata, i vostri occhi incrociano i miei e il mio cuore si
emoziona come fossi un passerotto. Sì, sto parlando proprio di voi,
cuori miei coraggiosi e ardenti come la canicola di Adana, voi con i
vostri occhi scintillanti come il riflesso della luna nel fiume Seyhan.
Io vi amo. Voi non siete accampati davanti alla mia porta, ma nel bel
mezzo del mio cuore. Poi ci sono quelli che attendono, a sedere, nella
città della mia lotta. Siete là da giorni, e non sapete quante volte mi
sono protesa verso di voi. Mi distendo, e vi raggiungo toccando la
vostra speranza. Sapete, questo stato di sublimazione in cui la voce dei
vostri cuori si mescola alle lacrime dei vostri occhi. Sono con voi,
senza sosta. A tal punto che me ne ritorno in cella così moltiplicata.
E, ogni volta, è grazie alla vostra forza che quasi riesco ad abbatterla
e ad uscirne. Vi stringo le mani con tutto il mio cuore e con tutte le
mie forze.E, poi, ci sono quelli che si trovano nelle tempestose
profondità della mia anima. Quelli che, senza mai stancarsi, vengono da
me, con le piume cariche di tenerezza, di condivisione, di amicizia.
Loro, i corsari della speranza. Questi compagni che sono l’anima della
mia anima. Come esprimere il dolore generato dalla vostra assenza? Mi
mancate tanto. Vi amo tanto…E, poi, ci sono tutti i nostri amici in
questa lotta. Voi, il cui cuore pieno d’amicizia mi è sempre stato
accanto. Non avete mai cessato di farmi sentire la vostra presenza.
Unendo la vostra voce alla mia, mi avete riempita di quel sentimento
particolarmente confortante che deriva dalla presenza di un amico
durante una lotta. Vi mando un sorriso d’amicizia carico di amore e di
desiderio di continuare a lottare…Un saluto a voi tutti.Qualunque cosa
io dica o faccia, non basterà. Sarà insufficiente, incompleta. È quindi
meglio che mi congedi da voi qui, in questo momento. Ma continuo, con lo
sguardo, a fissare i vostri occhi così profondi, perché possiate vedere
quanto ugualmente profondo è l’amore che vi porto. Al termine della mia
lettera, voglio ripetervelo: io vi amo, vi amo tanto!

Güler Zere

1° settembre 2009

Ospedale di Balcali, Adana

Traduzione a cura dell’ASP
http://controappunto.splinder.com/

Lettera di Güler, forse l’ultima!

Güler Zere, prigionera del DHKP-C (Partito-Fronte Rivoluzionario di
Liberazione del Popolo), di origine kurda. Ha 37 anni ed è stata
catturata nel 1995 durante un’operazione di rastrellamento dell’esercito
mirata contro la guerriglia del DHKP-C sulle montagne di Dersim; è stata
condannata all’ergastolo dal Tribunale per la Sicurezza dello Stato
(DGM) di Malatya come appartenente ad un movimento marxista. Si trova in
carcere da 14 anni. È stata colpita da un cancro alla bocca e, essendo
in fase terminale, dovrebbe essere liberata per potersi curare; ma è
arbitrariamente tenuta in carcere, mentre i militari golpisti
dell’organizzazione fascista “Ergenekon”, accusati di voler rovesciare
il governo AKP, sono stati recentemente liberati per dei semplici mal di
testa dopo qualche settimana di carcere. Güler Zere ha scritto questa
lettera il 1° settembre 2009 dall’ospedale di Balcali (Adana, nel sud
della Turchia) dove si trova ricoverata sotto stretta sorveglianza delle
guardie. Questa lettera è indirizzata innanzitutto agli amici e ai
compagni accampati davanti all’ospedale e a coloro che stanno tenendo un
sit-in davanti all’Istituto di Medicina Legale di Istanbul, ma anche
agli innumerevoli sostenitori che lottano per la sua liberazione.Güler
sta morendo. Güler non riesce più a nutrirsi. Güler non riesce più a
parlare.Può solo ancora scriverci. Ma per quanto tempo ancora? A questo
Stato crudele che l’ha lasciata morire a poco a poco, diciamo alto e
forte:Lasciatela almeno morire senza le manette ai polsi!Lasciatela
morire libera!

Comité des libertés

comitedeslibertes@gmail.com

3 settembre 2009

Per sostenere Güler potete scrivere a questo indirizzo: Güler ZERE

In Ospedale: Çukurova Universitesi Balcali Arastirma Hastanesi Mahkum
Kogusu ADANA – TURCHIA

In Carcere: Ve Karatas Hapishanesi – ADANA – TURCHIA

Per protestare con il Ministero della Giustizia potete scrivere,
telefonare o inviare fax:

Indirizzo : TC. Adalet BAKANLIGI 06669 KIZILAY/ANKARA TURCHIA Telefono :
0090-(312)417 77 70

Fax: 0090-(312)419 33 70
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