Sta a voi, adesso, care donne cattoliche e cari uomini di fede, attaccare, lottare con le unghie e con i denti, ricorrere al Tar, indignarvi, fare appelli e scrivere lettere a Signori e Monsignori, Ministre e Ministri di questo Libero e Democratico Paese. Mettetevi in Sicurezza e Protezione voi cari Giovani Benedetti: la Vita è una cosa seria. Accrescetevi e moltiplicatevi. Fate tutto quello che potete, con tutti i mezzi e i Media in vostro possesso. Non vi mancano danari e proselitismo, ascolti e mondi globali: raschiate dal basso verso l’alto e viceversa. Indecente! A scuola non potete essere neanche per un attimo padroni del futuro di chi va per imparare cosa è la libertà. Ieri sera un amico giovane afghano, rimpiangeva di non esserci mai stato, i suoi primi dieci anni se li è fatti con la testa su e giù ad imparare il Corano, gli altri 15 a sbatterla contro un muro di indifferenza. Sbatteteci voi: è la vostra ora. Provate per credere e tornate a sentirvi vittime, perseguitati, come ai tempi delle Crociate. InCrociate le dita, brandite crocefissi e martiri, partite con papamobili e somari, pregate e aprite i dibattiti. I corsi e i ricorsi, si snodano alla luce di questo Evo , infame, come i precedenti, infiorati dal Catechismo. Non bussiamo al Regno di Dio, rimaniamo fuori, come in tante e tanti dai Corsi di Religione. Un consiglio per Ferragosto, non fatevi aprire solo i portoni delle carceri, bussate anche a quelli dei Centri di Identificazione, anticamera dell’Inferno, e chiedete se potete ospitare quante e quanti albergano là, nel Vostro Regno dei Cieli. Poi fateci sapere chi ha vinto la corona di reginetta Miss Padania e quanto avete volato e solidarizzato per la Famiglia e la Libertà in questo caldo week end. Perchè giù giù, la luna bussò… E allora giù quasi per caso più vicino ai marciapiedi dove è vero quel che vedi tra le ciglia di un bambino per potersi addormentare c’è bisogno della luna giù giù giù
Religione a scuola, scontro dopo la sentenza del Tar (ASCA) – Roma, 13 ago – ”La Sentenza del TAR Lazio, che esclude i crediti formativi provenienti dalla frequenza dell’ora di religione ai fini del punteggio scolastico e pertanto anche la partecipazione degli stessi insegnanti agli scrutini dei consigli di classe, risulta discriminatoria e pretestuosa”. E’ quanto si legge in una dichiarazione di Giuseppe Pizza, Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca.”Plaudo pertanto – aggiunge – all’iniziativa del Ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, di impugnare tale ideologica sentenza innanzi al Consiglio di Stato, richiamando la ben diversa concezione di laicita’ dello Stato contenuta in diverse e recenti Sentenze della Corte Costituzionale”.