Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Da una scintilla scoppierà un incendio

Pubblicità

Aprite il portafoglio all’Afghanistan nell’Abruzzo in Guerra‏



http://www.reset-italia.net/2009/07/30/aprite-il-portafoglio-allafghanistan-allabruzzo-alla-guerra/

Una cartolina che ancora conservo, edita in poche copie, mostra una
signora che sbatte in faccia sulle gradinate della Borsa di Milano, la
sua sporta, ad un signore degli Affari e sotto in grande:  o la Borsa o
la Vita. Ognuno può leggerla questa frasetta come crede, io ci rido
ancora oggi, avendo passeggiato 30 anni per quei Mercati e non solo
finanziari, vedetela come un film del 1933, o come il motto del
rapinatore, o come ne scrissi l’11 ottobre 2008.

Ma andiamo ad aprire il Portafoglio e a vedere cosa ci troviamo, intanto
con un video sulle spese militari, che non è recente ma in compenso
tratta di una spesa aumentata, non solo per comprare il pane. Ricevo un
po’ di conti da Ugo Beiso, che mi risulta essere solo un tecnico dell’
Ansaldo oltre che un attivista dei Diritti Umani, contro la guerra.

“L’8 aprile 2009 la Camera e il Senato della Repubblica italiani hanno
approvato l’acquisto di 131 cacciabombardieriF 35 e 131 caccia
F 35 13.000.000.000 di euro
ogni caccia 99.000.000 di euro
In 15 anni Emergency ha raccolto fondi per 136.621.736 di euro; nel 2008
Emergency ha raccolto fondi per 17.500.000 di euro
Costo per la costruzione e l’arredamento del ’Salam Centre’ 8.162.028 di
euro.
Approvando in pochi istanti l’acquisto dei caccia F-35, le istituzioni
italiane hanno consumato 100 volte quanto raccolto da Emergency in
questi 15 anni di attività per curare 3.250.000 pazienti, costruire
ospedali e cliniche. Il costo di ogni cacciabombardiere F-35 coprirebbe
le spese per la costruzione di 12 centri d’eccellenza come il ‘Salam
Centre’.
5,6 miliardi di persone che abitano nei Paesi a basso e medio reddito
pagano di tasca propria più della metà di tutte le spese sanitarie.
Ogni italiano spende annualmente per ‘fare la guerra’ 676 euro.
La spesa pubblica annuale pro-capite per la salute nei paesi poveri è di
circa 15 euro.
Rapporto 2008 OMS – Salute Globale
Ogni italiano spende annualmente per fare la guerra 45 volte la cifra
destinata nei paesi poveri all’assistenza sanitaria del singolo in un
anno Nel settembre 2006 il Programma Alimentare Mondiale e l`Unicef,
hanno stimato che il costo annuale per assistere 100 milioni di famiglie
nel proteggere i propri figli da fame e malnutrizione sia di circa
6.200.000.000
400 milioni di bambini nei paesi poveri in via di sviluppo soffrono la
fame.
Con i costi sostenuti per l’acquisto di 131 caccia F-35 si sarebbe potuta
garantire a 200 milioni di famiglie, protezione e assistenza contro fame
e malnutrizione per i loro figli.
hasta siempre
Ugo Beiso

Poi dentro ci trovo  la segnalazione di un articolo di Massimo Fini,
intitolato “I Talebani hanno il diritto di poter sbagliare da soli“,
l’ho letto e vi suggerisco di fare altrettanto, breve e chiaro, all’
Ombra di nessuno.
Tornando alla Borsa, Michele Basso esamina quella che reca con sè
Hillary Clinton, in Nostra signora dei missili di cui cito un brano:”Le
notizie che giungono dai giornali e dai siti internet sono allarmanti.
In Israele, le manovre “Turning Point 3”, costituiscono una gigantesca
esercitazione per preparare l’esercito e l’intera popolazione a un
possibile attacco missilistico, nel caso probabile che l’Iran reagisca
all’attacco sui siti nucleari colpendo le città israeliane. Navi da
guerra e sottomarini Dolphin sono entrati nel mar Rosso, e un
funzionario israeliano della difesa ha dichiarato al Times che bisogna
prendere sul serio la possibilità di un attacco all’Iran. Il governo
egiziano assicura un “libero” passaggio dal canale di Suez. Aerei F-115
e F-116, assistiti da aerei radar Awacs, aerei cisterna, elicotteri, si
esercitano per bombardare i siti atomici di Natanz, Isfahan, Arak, anche
con atomiche tattiche, infischiandosene dello spazio aereo di altri
Paesi. Tante nuove Chernobyl, radiazioni diffuse in tutto il globo”.
Per finire, in concomitanza con la visita di Berlusconi in Abruzzo, oggi
giovedì – e chi vuole si mangi gli gnocchi- arriva dalla Rete di
Soccorso Popolare, il volantino distribuito “gratuitamente” alla
manifestazione all’Aquila, quella che non vedrete mai in Tv, perchè non
ci sono stati Disordini. Questo testo ve lo copio intero. Qualcuno
lamenta che io impiccio troppe cose, non sono chiara, mi spiace sono
disordinatamente fatta così.
Di una cosa sono certa, aumenta la spesa per il pane e il petrolio e la
guerra, in Italia, in Afghanistan, in Abruzzo… :

Regna l’Ordine e il Controllo, sulle elezioni, sul voto e  anche sui
Conti…ma come disse il magnifico Cetto Laqualunque:
PIU’  PILU PER TUTTI!

Doriana Goracci


Decine di migliaia di sfollati senza più reddito; né case, né luoghi di
studio per gli studenti universitari e non; diritto alla salute
inesistente — dopo aver consentito lo svolgimento di un G8 da 500
milioni di euro sopra una sanitopoli che saremo sempre noi a pagare, i
“clienti” dell’Azienda Sanitaria Locale si vedranno scippata anche
questa. Su 73.000 sfollati, 16.000 sono i posti ufficialmente previsti
nel piano C.A.S.E., ma, nella migliore delle ipotesi, solo 4.000 di
questi saranno pronti a settembre, sui cui cantieri, a Bazzano, giovedì
30 Berlusconi volerà per piantare le sue bandierine. Dunque 69.000
sfollati a settembre non avranno un tetto per l’inverno.
Alcuni esempi di come Comune e protezione civile intendono formare la
graduatoria, secondo anticipazioni ufficiose: ogni sfollato vale un
punto, 1,5 punti in più per chi ha un lavoro, 5 punti per bambini fino a
5 anni, 2 per invalidi totali e per anziani sopra gli 85 anni.
Ma i veri “fortunati” saranno quelli che hanno avuto almeno un famigliare
vittima del sisma che vale ben 5 punti. Così la casa, invece che un
diritto garantito a tutti, diventa il risarcimento che i corresponsabili
per mancato allarme della morte di 307 persone (Berlusconi e Bertolaso
appunto), intendono pagare ai famigliari. 5 punti per ogni vittima
innocente e la giustizia dei padroni è fatta.
Settembre è vicino, dopo le vacanze al via la guerra aperta tra poveri! I
ricchi la faranno sotto traccia. Mentre tutti tenteranno di salvarsi da
sé.
Il 10 luglio all’Aquila noi abbiamo osato. Eravamo circa 10.00 persone
giunte da tutta Italia per manifestare contro “il G8 dei potenti sopra
300 vittime innocenti”. “Fuori gli sfruttatori, L’Aquila libera!”,
abbiamo scritto, “Al G8 soldi tanti, agli sfollati calci ai denti”
abbiamo urlato, ma soprattutto una promessa abbiamo fatto: “una rivolta
vi seppellirà”. Nonostante la dittatura dell’emergenza della protezione
civile, nonostante la campagna dissuasiva delle forze politiche e
sindacali confederali e degli Enti locali, abbiamo agito in comune per
il bene comune e non per il bene di 8 potenti. Chi ha tentato di isolare
le lotte dei terremotati aquilani dal movimento generale contro le
politiche di sciacallaggio e devastazione globale delle risorse umane ed
ambientali ha fallito.
I rappresentanti dei comitati cittadini, che pur definendosi apartitici e
pur contestando adesso la rappresentatività del consiglio comunale,
hanno di fatto seguito gli indirizzi del PD e del comune scegliendo di
non contestare il G8 per evitare “facili strumentalizzazioni”, ora
devono spiegare agli sfollati “chi strumentalizza chi e perché” (forse
per le prossime amministrative?).
Il Sindaco dell’Aquila che in occasione del G8, per mendicare briciole,
ha scelto di abdicare al suo ruolo di difensore degli interessi della
città pur di non disturbare il manovratore, ora deve assumersene le
responsabilità. Chi pecora si fa, lupo la mangia e l’attuale isteria del
primo cittadino, mal cela l’inadeguatezza di questa amministrazione a
gestire in maniera trasparente anche solo i flussi d’informazione sulla
ricostruzione. A tutti questi signori che in quei giorni gridavano “al
lupo” per l’arrivo dei “no-global” ricordiamo che i veri lupi sono gli
sciacalli al governo, sono le tutte le istituzioni e i partiti che hanno
rilasciato autorizzazioni a costruire senza alcun vincolo di sicurezza,
sono gli 8 potenti della terra, che di questa terra, svuotata dai suoi
abitanti, lacerata dalla crisi e dal dolore, hanno fatto il palcoscenico
della loro potenza.
Finito il G8, la lotta degli sfollati deve ancora cominciare Solo con
l’autorganizzazione, il rifiuto della delega ed un processo di
democrazia diretta è possibile rovesciare le politiche antipopolari e
scongiurare la guerra tra poveri. Senza deleghe, autorganizzati, per un
movimento di occupazioni delle case sfitte agibili come prima soluzione
al problema più urgente.
Giovedì 30 ore 10:00
saremo al presidio cittadino davanti all’Emiciclo, da lì ci muoveremo per
“salutare” il Presidente del Consiglio.
per una Rete di Soccorso Popolare
Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post