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Da una scintilla scoppierà un incendio

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diario dalla frontiera tra repubbliche bananere

Di Fedemast e del suo Radical Shock ve ne ho già scritto,  di nuovo c’è
che è a Managua, prima di andarsene in Messico, poi chissà se sarà vero
(che andrà in Messico ). Non fosse altro che per empatia  con le
Repubbliche
Bananere, continuo ad inoltrare , alla vostra esotica attenzione, come
quella che seguì la Banana Dance di Josephine Baker, lei che cantava Yes
! We have no bananas nel 1923 e a noi raccontano invece che ne abbiamo
da vendere, oggi.

Che viaggi queste banane…Ma ‘ndo vai se la banana…
Doriana Goracci


diario dalla frontiera tra repubbliche bananere
Posted on 26 Luglio 2009 by fedemast

Oggi è domenica. Giovedì è partita la carovana del tonto, come la chiama
un amico. Ma i tonti siamo noi. Accompagnamo Mel Zelaya a fare il suo
show alla frontiera con l’Honduras. Col suo cappellone e il megafono ora
si presenta ogni giorno alla stampa internazionale continuando a gridare
al mondo che lui è il paladino della democrazia nel mondo. Lui. E grida
“quien dijo miedo?? Quien dijo miedo?” che da noi si direbbe chi ha
detto paura!? ma lo grida nascondendosi dietro ai camion immobili che
aspettano da tre giorni di passare quella frontiera. Si nasconde perché
non ha paura di niente, ok ma dice che comunque non si sa mai.
Dice un comandante della polizia Nica in pensione che a Mel gli manca una
cosa fondamentale, “i coglioni”! Poteva benissimo passare la frontiera,
dice il vecchio sbirro sandinista, se avesse avuto le palle, ma pare che
ai catrachos gli manchino le palle. Ma queste sono considerazioni
campaniliste tra centroamericani.
Quallo che è vero è che molti supporters di Mel che si sono sparati
dodici ore di foresta, inseguiti dai cani dell’esercito, per arrivare
qua a gridare “Viva Mel”, adesso lo vedono fare il buffone e a loro sì
che cominciano a girare le palle (quindi verrebbe meno la teoria del
comandante sandinista sui catrachos, che è come si dice hondureños). Sto
tira e molla è per mantenere la gente barzotta, ma si sa che se uno sta
barzotto troppo a lungo poi je rode. È esattamente quello che succede
qua.
Io comunque continuo a farmi nuovi amici e a mangiare gallo pinto. E
stasera torno alla civiltà: a Managua. Per il Messico manca ancora un
po’.
Il migliore di questi giorni comunque rimane il colonnello Recarte,
quello che ha dato la mano a Mel. Ha una faccia buffa, non sembra il
solito figlio di puttana militare. Cioè sicuramente lo è, ma almeno fa
ridere.
È quello che quando gli abbiamo chiesto scusi tenentecolonnello, abbiamo
saputo che ci sono stati morti tra i sostenitori di Zelaya in Honduras,
lui ha risposto pacifico con la faccia da bamboccione, io non ne so
niente, si dicono tante cose… dicevano che nel 2000 sarebbe finito il
mondo, e invece alla fine siamo ancora tutti qua.
Sul serio credo che la comicità innata e involontaria di questa gente sia
da ascriversi all’alimentazione. O al caldo umido. Dovrebbero riuscire a
sfruttare questo essere dei buffoni e smetterla di cercare di essere
seri. Ma chi te crede? Dai! Ma te pensi che messo a fianco a un danese
qualcuno di voi ha la minima speranza di non sembrare un pagliaccio?
Mo vado che Mel ha deciso di fa la conferenza stampa numero
unmilionequattrocentomilasessanta. Non me la voglio proprio perdere!
by Fedemast e dal suo Radical Shock

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