SI PUO' STRINGERE LA MANO A BERLUSCONI SOPRATTUTTO SE SI E' DONNA? Invito a firmare questo appello che anche io ho sottoscritto, indicando Nome, Cognome, Città, professione, inviando una posta elettronica a:marcella.ravenna@unife.it con la dicitura aderisco appello alle donne dei paesi presenti al prossimo G8, affinché disertino l'appuntamento
Maria Mantello
APPELLO alle SIGNORE
dei PAESI PRESENTI al PROSSIMO G8 dell’AQUILA
NON VENITE all’APPUNTAMENTO ITALIANO
Siamo profondamente indignate, come donne, per il modo in cui il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, tratta le donne sulla scena pubblica e privata. Non ci riferiamo solo alle vicende relazionali del premier, che trascendono la sfera personale e assumono un significato pubblico, ma soprattutto alle modalità di reclutamento del personale politico e ai comportamenti e discorsi sessisti che delegittimano con perversa e ilare sistematicità la presenza femminile sulla scena sociale e istituzionale. Questi comportamenti, gravi sul piano morale, civile, culturale, minano la dignità delle donne e incidono negativamente sui percorsi di autonomia e affermazione femminili.
Il controllo che Berlusconi esercita sulla grande maggioranza dei media italiani, in spregio a ogni regola democratica, limita pesantemente le possibilità di esprimere dissenso e critica. Risulta difficile, quindi, far emergere l’insofferenza di tante donne che non si riconoscono nell’immagine femminile trasmessa dal premier e da chi gli sta intorno.
Come cittadine italiane, europee e del mondo, rivolgiamo un appello alle first ladies dei paesi coinvolti nel prossimo G 8 dell’Aquila perché disertino l’appuntamento italiano, per affermare con forza che la delegittimazione della donna in un paese offende e colpisce le donne di tutti i paesi.