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Da una scintilla scoppierà un incendio

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A MILANO GUARDIE DI FINANZA STUPRANO UNA PROSTITUTA

Dal sito http://www.informa-azione.info/milano_finanzieri_stuprano_prostituta fonte: repubblica, è stata riportata la notizia di vari abusi commessi dalle guardie di finanza, tra cui, anche uno stupro.

Ci meravigliamo quando sentiamo che delle "guardie-di-finanza"  violentano una prostituta...
Non c'è assulatamente nulla da "meravigliarsi": si tratta di banale "routine"...
Siamo così ingenue da pensare che non sia accaduto tante altre volte...?
Abbiamo dimenticato il G8 di Genova (decine di ragazzine stuprate e molestate dai poliziotti)?
O le quotidiane violenze e vessazione a cui sono sottoposte le donne migranti?
Anche se, una rivoluzionaria ed una militante per i diritti femminili DOVREBBE (anzi, DEVE!!!) mantenere sempre viva una sana INDIGNAZIONE...
Singolare notare come, molto spesso, gli amministratori della legge "agiscano" AL DI SOPRA DELLE LEGGI.
Qualcuno ha scritto: "Esiste un film per ogni genere di stato d' animo".
Ebbene: quando si tratta di controllori-sociali che agiscono al di sopra di ogni genere di "accordo civile", un film che descrive perfettamente questo meccanismo è "INDAGINE SU DI UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO" di Elio Petri.
Chi lavora ed agisce nel mondo della cultura, sa perfettamente che i film sono molto di più di un semplice e puro divertimento (anche se non la penserebbero così i fratelli Vanzina) ma possono essere dei "medicinali" pronti a ricostituire la nostra coscienza e consapevolezza...
Infatti, all' epoca, appena uscì il film, il regista (Elio Petri) dichiarò:

e' l'aver rovesciato un tabu', l'aver, cioe', preso un poliziotto come emblema di criminosita', che ha fatto di indagine un film politico.
Ognuno ha la sua fetta di potere e tende a esercitarla in modo autoritario, poiche' dentro di noi e' disegnata una societa' repressiva che domanda continuamente una presenza paterna, facendo di tutti noi dei bambini.


In questa vicenda è interessante notare come, sempre più spesso, le vittime sacrificali (o gli olocausti) da immolare al sistema siano sempre più spesso donne...

Come ho scritto spesso, negli scorsi interventi, i nostri corpi sono merce (tutti i corpi umani) ed ancor di più i corpi femminili....

Poichè la donna non ha semplicemente un ruolo produttivo (come il corpo maschile) ma è anche un corpo "ri-produttivo" (cioè produttore di vita e di piacere: la sensualità ed il parto sono il "fulcro", l' epicentro di ogni forma di vitalità).

E, qualunque genere di potere, non punta soltanto al disciplinamento della produzione "materiale" (attraverso il controllo del lavoro) ma, anche e sopratutto, al disciplinamento della VITA o, meglio, degli impulsi "vitali": sensualità, ricerca del piacere, affettività e riproduzione.

La "reificazione" della donna è la chiave per garantirsi il controllo della vita.

Trasformando ogni donna in prostituta, il maschio ha la garanzia di "assicurarsi" una sorgente di "energia-vitale" (sensualità e piacere) e l' illusione dell' immortalità (attraverso la discendenza: i figli) per mezzo del ruolo riproduttivo delle mogli.

Quindi, non è semplice "banalità" o "delirio-femminista" affermare che la forza maschile si basa sul VAMPIRISMO (sfruttamento ed usurpazione) a cui è sottoposto sistematicamente il corpo femminile.

Il maschio "indebolendo" sempre più la donna, rafforza se stesso.

Infatti, vale la pena ricordare un' importante affermazione che "parafraso" da Simone de Beauvoir: l' unica differenza tra una brava mogliettina ed una prostituta è nella quantità e nella durata della prestazione.

La prostituta è l' immagini della peccatrice,  della strega, della donna fatale. Questa dicotomia del femminile si esprime nelle categorie della ’donna violata’ e della ’donna pura’.

E proprio questa seconda categoria trova la sua espressione più dogmatica nella donna "spirirualizzata", cioè la fidanzata casta e pura, la moglie fedele, la madre dolorosa, la monaca intoccabile.

Ancora una volta, tutti archetipi della Vergine.

L ’eterno femminile, altro non è, seguendo le orme di Simone de Beauvoir, se non la manifestazione della sistematica spoliazione della donna dalla sua stessa carne.

La donna dunque non come carne e desiderio, ma come corpo glorioso e asessuato.

Ma la carne, a dispetto di tutta la retorica misticheggiante e moralistica, resta sempre fortemente desiderata dal mondo maschile.

Anzi, è molto più desiderata dello spirito stesso!

Altrimenti, non riusciremmo mai a spiegare come mai il "traffico di esseri umani" (prevalentemente di sesso femminile) sia diventata l' industria-criminale più ricca del mondo...

Come mai, l' uomo-medio  spende molto di più in prostitute o/e pornografia che in vestiti, ristoranti, gadget e cultura messi insieme!

Semplicemente, la carne-femminile viene spogliata dalla soggettività e dalla "parola".

La carne diviene un oggetto immobile.

E lo "spirito" si trasforma in un' astrazione invisibile ed irragiungibile.

Anzi, addirittura, non desiderabile per una donna: una donna troppo spirituale può risultare "pesante", sgradevole o disturbante per l'immaginario maschile.

E ancora, nel mondo patriarcale la sessualità femminile, ben lungi dal divenire un’esperienza di comunicazione e conoscenza , è da sempre subordinata alla procreazione nonché asservita al piacere maschile.

Infatti, noteremo che,  nel film di Elio Petri, le vittime preferite del "poliziotto-criminale" siano sempre donne che vedremo, tra l'altro, assassinate nude o semi-nude ed in posizioni  "erotiche".

Noteremo, tra l' altro, che le ammazza subito dopo l' atto sessuale come un "vedovo-nero" o, meglio, una vedova-nera al maschile!

Sarà, anche qui, interessante notare come l' assassinio di una prostituta (nel film) venga considerato meno-grave dell' asassinio di una, così detta, donna onesta...

 

            GUARDATE E MEDITATE!!!


Dal sito http://www.informa-azione.info/milano_finanzieri_stuprano_prostituta fonte: repubblica


 I due militari di 25 e 30 anni, del gruppo pronto impiego, sono indagati per violenza sessuale. Oltre al fermo per stupro, la contestazione di un'altra mezza dozzina di reati: fra questi il peculato, l'omissione di atti d'ufficio, l'abuso di potere e l'abbandono di posto, che da solo comporta fino a tre anni di carcere Hanno accostato con la pattuglia di servizio. Un normale controllo antiprostituzione, all'apparenza, uno dei tanti previsti dalle ordinanze del Comune. Il cliente, impaurito, ha fatto scendere la ragazza, ha messo in moto ed è sgommato via. Lei, romena, una ventina d'anni, davanti ai due uomini in divisa grigia e basco verde era pronta a recitare la solita formula: «Non ho documenti, non ho un fidanzato, qui si lavora poco, la multa non so come pagarla». Invece di vedersi recapitato il verbale da 450 euro, la lucciola è stata invitata a seguire il capopattuglia in auto. Qui è stata costretta a un rapporto orale, poi ancora a un rapporto completo mentre l'autista, fuori, voltava lo sguardo da un'altra parte. Adesso i due militari di 25 e 30 anni, del gruppo pronto impiego della guardia di finanza, sono indagati per violenza sessuale. Ore 2 di lunedì notte, viale De Gasperi, oltre la circonvallazione esterna. Tra le viuzze laterali dello stradone che porta all'i mbocco dell'Autolaghi e dell'A4 c'è la solita attività notturna di prostitute e clienti. La Fiat Bravo blu notte con bande laterali verde e gialla punta i fari su un'auto in sosta isolata. Dal finto controllo all'aggressione della lucciola, è un attimo. Lo stupro si consuma in meno di mezz'ora. La ragazza è scossa, si produce in un pianto ininterrotto, disperato. L'autista della pattuglia, racconterà più tardi la ragazza alla polizia, le si avvicina senza dire nulla e senza saper bene se per consolarla o filar via in fretta. Quando la pattuglia delle Fiamme gialle rimette in moto, ci sono un paio di compagne di marciapiede attorno alla ragazza. Raccolgono i suoi singhiozzi. Una di loro prende la targa della pattuglia e fa il 113. Agli agenti delle volanti la ragazza fa un racconto dettagliato, lucido, prima di essere portata al soccorso violenze sessuali della Mangiagalli per le visite di rito, il tampone e il referto. I due finanzieri vengono portati in questura di prima mattina, la loro auto parcheggiata nel piazzale e a disposizione della scientifica per i rilievi. Dopo qualche titubanza, il graduato e il sottufficiale ammettono: «Abbiamo fatto una cazzata». La loro posizione, tralasciati gli ovvi imbarazzi di Questura e comando provinciale della Gdf, è delicatissima. I due militari rischiano, oltre al fermo per stupro, la contestazione di un'altra mezza dozzina di reati. Tra questi il peculato, l'omissione di atti d'ufficio, l'abuso di potere e l'abbandono di posto, che da solo comporta una pena fino a tre anni di carcere. Oltre a uno scontato provvedimento disciplinare --- e la «piena collaborazione» con la magistratura, fanno sapere i vertici milanesi delle Fiamme gialle --- e a un possibile approfondimento d'indagini per verificare se i due militari avessero già commesso violenze in passato. (16 giugno 2009)
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