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Da una scintilla scoppierà un incendio

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Perché il 22/11/2008 C'è stata una manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne

In questi ultimi tempi, la condizione femminile è peggiorata a vista d' occhio, in questa nostra Italietta.
L' occupazione femminile NON cresce, la violenza contro le donne è aumentata in modo esponenziale sopratutto  in queste nostre "sante" famigliole (le brave famiglie eterosessuali, bianche  e borghesi che piacciono così tanto al Vaticano).
E non solo: la disparità salariale tra uomo e donna a parità di lavoro resta invariata, sotto gli occhi complici ed indifferenti delle maggiori organizzazioni sindacali.
Per di più gli attacchi alla nostra autoderminazioni sono CONTINUI E SISTEMATICI:
vogliono continuare ad imporci la maternità forzata (rendendoci molto difficile l' accesso alla pillola del giorno dopo o criminalizzando l' aborto),
 la castità coatta o, viceversa, imporre una nostra eterna disponibilità come oggetti sessuali (rendendoci persone sempre "in vendita": non esiste solo la prostituzione visibile ma esistono altre forme più sottili e subdole di prostituzione).
Insomma: la nostra vita di donne sta diventando un inferno!
Per renderci conto dei continui attacchi IDEOLOGICI e CULTURALI che subiamo basta accendere la TV (rai e mediaset sono uguali da questo punto di vista) dove viene continuamente PROPOSTO e PUBBLICIZZATO un UNICO MODELLO DI DONNA (come se nel mondo non esistessero altre donne):  bellona,  iper-truccata,  siliconata, griffata dalle movenze "da gatta morta" e culturalmente insipida.
Questi modelli proposti in modo così ossessivo sono una VERA E PROPRIA DICHIARAZIONE DI GUERRA ALL'  INCONSCIO COLLETTIVO FEMMINILE  (probabilmente anche maschile).
Non è un luogo comune: sono modelli imposti  che hanno un solo  fine!
Quello di far sentire eternamente in colpa le donne se non sono troppo  "sensuali", se non sono  abbastanza  "attraenti",  se non sono "accomodanti" con gli uomini o, al contrario, se sono troppo "accomodanti", se sono troppo "colte" o intellettuali da mettere in soggezione il maschietto (poverino!), se è troppo aggressiva o non lo è affatto....
Insomma: instillare nella mente femminile uno stato di NEVROSI CONTINUA!
E per chi poi?
Per convincerci che noi siamo "in funzione" di qualcun' altro (del maschio), che possiamo esistere soltanto se annulliamo noi stesse per CONFORMARCI all' immaginario maschile che si aspetta da noi soltanto determinate cose.
Insomma: continuare ad ANNULLARCI come esseri automomi, anzi continuano a dirci (come ha detto, tra l' altro, nell' ultima enciclica sulle donne papa Benedetto XVI) che NOI NON DOBBIAMO VIVERE PER NOI STESSE MA SEMPRE IN FUNZIONE DI ....QUALCUN' ALTRO (in questo caso il "maschio").

Sarà solo coincidenza?
Ma questa orrenda enciclica (per i suoi viscidi ed untuosi contenuti: è davvero terrificante!) è piaciuta tanto a qualche filosofa del pensiero della differenza (qualche pseudo-femminista  che gironzola attorno al Partito Democratico).
E' solo coincidenza? Io non credo alle coincidenze!
Ad ogno modo, se il pensiero della differenza ha ispirato addirittura questo papa  nello scrivere un'  enciclica così terrificante evidentemente  c'è  qualcosa che non va in questa "dottrina"....
Che, in qualche modo, sia una filosofia da "rivedere"!


Come, ad esempio, l' idea di "relazionalità": non è ben chiaro il motivo per cui DEBBA (è un imperativo!) essere sempre la donna a relazionarsi, che la donna debba essere ONTOLOGICAMENTE "relazionale"
(e che facciamo con le donne un pò autistiche, introverse, egocentriche o egoiste?
E ne ho conosciute tante!
 Sarebbero "peccatrici" da mettere al rogo?
O non sarebbero donne?)
 e che il suo compito debba essare quello di "servire" l' altro.
Chi sa perchè il termine "servire" venga sempre associato al termine "femminile"?
Qualche filosofa della differenza prima o poi dovrà spigarmelo!
Ma non è ben chiaro il motivo per cui non si parli mai dell' uomo (inteso come maschio) che "serve"...
Per caso il concetto di "servire" non sarebbe insito nell' ONTOLOGIA MASCHILE?
Io qualche dubbio ce l' avrei?!
 
Come femminista e come marxista penso che il semplice fatto che una dottrina del genere piaccia tanto "ai preti" è indice che ci sia, all' interno di questo pensiero, qualcosa di "reazionario" (e, quindi, di anti-femminista).

INSOMMA LA DONNA CHE PRETENDE UN ESISTENZA AUTONOMA SAREBBE CATTIVA: VA PUNITA!!!
PERCHE' IL SUO COMPITO, IN FONDO, SAREBBE QUELLO DI DIVENTARE L' APPENDICE DI QUALCUNO (rigorosamente di sesso maschile)!!!

A  quanto pare, sembra proprio che vogliano continuare a negarci lo "status" di esseri umani completi.
Evidentemente, lo stesso gesto di attribbuirci un anima (dopo secoli di dibattiti) è stato uno "sconto"!

Beh, penso che alcuni slogan "carini" potrebbero essere questi:
 
1) NON VOGLIAMO ESSERE (o diventare) L' APPENDICE DI NESSUNO.
2) LA NOSTRA MENTE NON SARA' APPIATTITA DAL MODELLO MASCHILE DI "FEMMINA" (o dai vostri modelli maschili).
3) NOI SIAMO LA NOSTRA "FEMMINA": slogan che vorrebbe dire che noi dobbiamo decidere, per noi stesse, i nostri modelli di riferimento: e non i padri, i mariti, i politici e la televisione e le varie "autorità".


DONNE: IMPARIAMO AD ESSERE PIU' CATTIVE,
 PIU' FIERE E PIU' STRONZE (e meno servili!
 Al contrario delle stronzate che dicono alcuni filosofi della differenza)
se questa è l' unica strada per arrivare ad una completa dignità e per acquisire libertà ed autonomia.

Per non vivere più una vita a metà o per non accontertarci dei "surrogati" di esistenza che ci concede qualche maschio di turno.

RICORDIAMOCI CHE TUTTI GLI "SCONTI" CONCESSI DAI PADRONI HANNO SEMPRE UN SAPORE AMARO!

                                                Maddalena



 Nell'incontro nazionale del 27 settembre a Roma sul Tavolo/Lavoro, 

analizzando la condizione sempre più pesante di precarietà e disoccupazione

che investe la maggioranza delle donne nel nostro paese e che l'attuale

governo vuole ancora peggiorare, si è discusso di come questa condizione

toccando tutti gli aspetti, non solo quelli economici, è un'altra forma
di



violenza contro la vita di noi donne.



Le tante donne che in questi giorni hanno protestato nelle piazze e nei

cortei come le lavoratrici e le precarie della scuole, come anche, seppur in

forme più circoscritte, le operaie della Ergom di Termini Imerese (Fiat) o

le lavoratrici della LIDL a rischio di licenziamento per citare qualche

altro esempio, dimostrano concretamente come le politiche governative al

servizio del sistema dei padroni, nell'attacco generalizzato ai

lavoratori,

doppiamente attaccano le donne, ancor più in questa fase di acuta crisi

economica globale .



Queste donne, tante delle quali forse è la prima volta che manifestano,

hanno portato nello loro lotta tutta la rabbia e indignazione perché si sono

sentite attaccate non solo come lavoratrici ma anche come madri, donne, così

come è emerso dai tanti interventi, denunce, slogan, dagli striscioni che si

sono
ascoltati e visti per non parlare delle tante studentesse che stanno

animando la forte protesta giovanile di questi giorni con la diffusa

consapevolezza di non avere neanche un futuro da precaria dopo gli studi,

così come scrivono ad esempio le universitarie di Roma in un loro appello

".Vogliono renderci sempre più precarie e meno garantite, ci vogliono

mogli

e madri economicamente dipendenti dagli uomini."



Un doppio attacco che si conferma quindi non esclusivamente economico ma

anche ideologico che vuole riaffermare costantemente la posizione di

"debolezza" e di subalternità delle donne in questa società da

parte del

sistema.



Alla luce di tutto ciò, riallacciandoci a quanto emerso dall'incontro del

27

e quanto fatto a proposito del volantino distribuito in occasione dello

sciopero generale del 17 ottobre, proponiamo di preparare uno striscione e

un volantino come Tavolo/Lavoro da
distribuire alla manifestazione nazionale

del 22 Novembre a Roma, un volantino e uno striscione che siano la voce

forte delle lavoratrici, delle precarie, delle operaie e delle donne in

lotta.



Il Tavolo 4, con la discussione avviata sui temi lavoro/precarietà/reddito,

con le esperienze di lotta e di organizzazione delle lavoratrici, precarie,

in questo momento è ciò che più si pone in sintonia con le centinaia di

migliaia delle donne/ragazze che in questo periodo stanno scendendo in lotta

contro gli asttacchi del governo, che per le donne vuol dire attacco a 360

gradi, un moderno medioevo; e l'esperienza del 17, ma anche altre di questi



giorni, come a Milano, Perugia, Palermo, Napoli, in cui volantini,

comunicati, locandine su questi temi sono circolati e accolti positivamente

dalle donne nelle manifestazioni, nelle università, confermano che dobbiamo

dare visibilità nella manifestazione
del 22 a questo lavoro che si riguarda

oggettivamente la maggioranza delle donne.





Fateci sapere cosa ne pensate così da poter iniziare subito, visto i tempi

brevi, a discutere su parola d'ordine e bozza di volantino.



Saluti di lotta



Donatella Mfpr













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