Da una scintilla scoppierà un incendio
Quarantacinque giorni fa,
il 23 settembre,veniva uccisa in un penitenziario
della Virginia (USA) Teresa Lewis.
La donna, di 41 anni, è stata condannata a morte perchè ha aperto la porta
del camper,dove viveva, all'amante e a un complice che hanno ucciso il
marito. Gli esecutori materiali del delitto sono stati condannati
all'ergastolo.
Dopo sette anni trascorsi in carcere è stata eseguita la pena di morte.
Questa è la nuda cronaca.
L'avvocato difensore ha detto che,sulla condanna a morte della sua
assistita, ha inciso il fatto che avesse un amante e che questo fosse più
giovane di lei.
Sempre nella stessa occasione, l'avvocato ha fatto notare che,in presenza
di imputati grassi o/e brutti, c'è un'impennata delle condanne a morte.
E ha ricordato che Teresa Lewis presentava un forte deficit mentale.
E anche se alcune/i hanno ritenuto una barbarie giuridica condannare a
morte una ritardata mentale,il nostro rifiuto alla pena capitale vale per
tutte/i e non facciamo distinzioni tra alte e basse,magre e grasse, belle e
brutte.........
Le compagne di detenzione la ricordano solo nei suoi spostamenti nel
corridoio,con una morsa di acciaio che le bloccava i piedi e le
caviglie,intravista dallo spioncino,dato che le celle venivano chiuse al suo
passaggio. E l'impressione che ne avevano tratto era di una persona
completamente assente.
Il cappellano del carcere,ricordando Teresa dopo l'uccisione,dice di averla
potuta vedere, nella sua cella d'isolamento di 2 metri per 1 e 80, solo
dallo spioncino,perchè di più non gli è stato permesso. E anche lui ricorda
una persona abulica.
Questa storia ricorda ,molto da vicino,quella di Sakineh: l'età delle due
donne ,gli anni trascorsi in carcere in attesa dell'esecuzione, il fatto che
avessero un amante e che,si dice,abbiano fatto ucidere il marito. L'unica
differenza è che il volto di Teresa non lo conosciamo.
Però,mentre per Sakineh cè stato ,giustamente,un fiorire di iniziative,per
Teresa tutto si è svolto nel silenzio più totale.
Perchè la vita di una cittadina statunitense vale meno di quella di
un'iraniana?
Noi siamo femministe,siamo sempre contro la pena di morte e non ci
mobilitiamo a seconda delle convenienze o delle letture di parte.
Voglio citare,in questa occasione, le dichiarazioni di una coppia
statunitense a cui un uomo ha ucciso l'unica figlia diciannovenne ,Laura:
"....Mentre proseguivamo il nostro viaggio di genitori in lutto e
partecipavamo al procedimento civile e penale, abbiamo provato una vasta
gamma di emozioni, ma non abbiamo mai esitato a condannare la pena di morte.
Anzi ,i nostri sentimenti contro di essa si sono rafforzati......Era
incomprensibile come una persona buona e innocente come la nostra cara
Laura,fosse stata uccisa con un atto violento. Commenti del tipo-ci vuole la
sedia elettrica per quel bastardo- o -spero che riceva quello che
merita-venivano espressi in modo convinto nella nostra comunità,ma non ci
facevano stare meglio....Abbiamo perso nostra figlia e la vita per come la
intendevamo,non abbiamo intenzione di perdere anche i nostri valori."
Di tutte le parole commoventi di Amanda e Nick Wilcox ,perchè così si
chiamano i genitori di Laura ,il passo che più mi ha colpito è quello in cui
dicono che auspicare la pena di morte per l'assassino della figlia sarebbe
stato tradire i propri ideali.
Perciò,tanto siamo affettuosamente vicine ad Amanda e Nick, tanto siamo
lontane da chi è favorevole alla pena di morte e da che si dice contraria/o
,ma di questo principio fa un utilizzo politico a seconda di interessi
economici o aree di appartenenza.
Sempre contro la pena di morte senza distinguo.
Elisabetta