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Da una scintilla scoppierà un incendio

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Serve una rivolta popolare!

Dal blog proletaricomunisti.blogspot.com

15 ottobre - E' giusto ribellarsi! Serve la rivolta proletaria e popolare!53116195_15e230901c.jpg
Unica soluzione la rivoluzione!
1° comunicato

Il 15 ottobre oltre 200.000 persone sono confluite a Roma per una grande
manifestazione, provenienti da posti di lavoro, scuole, quartieri di tutta
Italia, organizzata da tutte le forze che si oppongono al governo - non nel
parlamento dove non c'è una reale opposizione - e allo scaricamento della
crisi sulla pelle delle masse popolari del nostro paese; tanti sono venuti
non organizzati.
La grande parte di essi è venuta a Roma per sviluppare il conflitto, per non
fare una altra sia pur partecipata e colorata, tradizionale e innocua
passeggiata romana, ma con la volontà, la voglia e la speranza di assediare
i Palazzi del potere, le banche, per colpire politicamente e socialmente i
respondabili della crisi, con la volontà, la voglia e la speranza di
incidere realmente nella situazione politica sociale.
Contro questa volontà, voglia e esigenza una minoranza di 'indignati',
pacifisti istituzionali, e organizzazioni e dirigenti disobbedienti uniti
per l'alternativa, cobas confederazione, ecc, hanno preteso il monopolio,
imposto, agito perchè invece la manifestazione fosse tranquilla e ordinata
per ascoltare i loro comizi finali e i tradizionali concerti, in sintonia
con ciò che voleva l'opposizione parlamentare - che pure essi dicono di
combattere - in sintonia con quella parte del capitale finanziario e
industriale che voleva utilizzare anche questa manifestazione di
'indignazione' per favorire il ricambio di governo da Berlusconi puttaniere
e sputtanato a livello nazionale e internazionale a un più serio governo dei
padroni; una manifestazione in accordo con il Ministero degli interni - con
cui lavorando insieme i signori del comitato 15 ottobre, Bernocchi,
Casarini - che consentiva un percorso, volto a depotenziare la
manifestazione.
Questa era ed è stata una vera strumentalizzazione delle masse
affluite a Roma, un cavalcare la tigre della grande partecipazione; da
politicanti esperti volevano e hanno usato i livelli attuali di coscienza di
una parte rilevante del corteo ai propri fini coscienti di riformisti,
politicanti, venditori di fumo e carriere personali ecc.
Era assolutamente necessario far saltare questo disegno, era necessario
ribellarsi in tutte le forme possibili al fallimento vero della
manifestazione: la sua innocuità, il suo riflesso nel vuoto balbettio
televisivo e mediatico, cosi
unanimamente accolto dalla borghesia e dai suoi mass media.
La ribellione organizzata e spontanea avvenuta sin dall'inizio, prima da
diverse centinaia di giovani studenti, proletari, precari, disoccupati, poi
di diverse migliaia, ha visto l'immediata e pianificata reazione della
polizia in assetto di guerra e con l'uso di sempre - da Genova ai No Tav -
di mezzi militari illegali per reprimere con blindati e caroselli che
mettono a rischio l'incolumità e la vita di tanti manifestanti.
E allora battaglia è stata, una grande battaglia, che ha messo in varie
occasioni in
fuga le forze dell'ordine.
Il blindato abbandonato dalla polizia, dato alle fiamme, con la scritta
'Carlo Giuliani vive' è stata la straordinaria immagine e sostanza di questa
giornata.
Ha unito questa ribellione alle ribellioni che hanno attraversato e
attraversano l'Europa, hanno indicato netto e chiaro che ciò che serve è la
rivolta
sociale; hanno animato lo spettro, temuto da tutti borghesi, riformisti,
vendipopoli e arruffapopoli alla Casarini/Bernocchi, lo spettro della
rivoluzione necessaria e possibile, unica soluzione se si vuole uscire dalla
crisi del capitale e dell'imperialismo.
Per questo non si può che essere parte dei ribelli, dalla parte dei ribelli!

Certo tutti noi avremmo voluto, e noi con le attuali poche forze disponibili
per questo siamo andati a Roma, che effettivamente centomila persone
marciassero su Palazzo Chigi e il Parlamento - è questo voleva la
maggioranza dei proletari e masse popolari italiane - sfidiamo tutti a dire
il contrario - per dare un senso politico e un obiettivo di fase a questa
battaglia; ma se questo non è avvenuto, non è certo colpa di chi questa
battaglia ha sostenuto, pagando anche un prezzo di feriti, arresti, odiosa e
vile campagna fascista di criminalizzazzione mediatica a cui si aggiungono
in qualità di servi i pacifinti e i casarini-bernocchi;
perchè naturalmente non ci sono dubbi sul ruolo di servizio svolto da
dirigenti sindacali e dei partiti della sinistra ufficiale che sono da
sempre e quotidianamente dall'altra parte rispetto alle lotte vere, ai
movimenti veri, alla ribellione giovanile, proletaria e popolare quando si
esprime.
Certo avremmo preferito uno sviluppo della battaglia come quella condotta
prima durante e dopo il 3 luglio, dal movimento No tav; ma sono altri che
non
hanno svolto o non sono riusciti a svolgere la propria parte a Roma, non
certo i ribelli.
Certo noi non siamo 'black bloc', noi siamo caso mai 'red block' ma
innanzitutto proletari comunisti impegnati quotidianamente nella lotta di
classe che lavoriamo per costruire un partito rivoluzionario, un fronte
unito rivoluzionario, un esercizio della forza della classe operaia, dei
proletari e delle masse, perchè pensiamo in tutta sincerità che solo così
gli
obiettivi della ribellione si possono raggiungere, ma la ribellione non
contraddice, ma alimenta questa necessità urgente di marciare su questa
strada.
Ora la borghesia scatena la repressione, vuole approvare leggi speciali,
vuole approfittare per vietare i cortei, a partire da quello previsto degli
operai della Fiat e della Fincantieri del 21 ottobre, deviare l'attenzione
delle masse dalla crisi e concentrarlo su 'macchine bruciate, impalcature
bruciate di cittadini comuni'.
Il governo Berlusconi,Bossi, Romano, Scilipoti, spalleggiato dal questurino
fascista Di Pietro che torna alle origini e dall'opposizione parlamentare
balbettante e al servizio del nuovo governo dei padroni in incubazione,
vuole salvarsi dal discredito e crisi di legittimità, buttandola sullo Stato
di polizia.
Bisogna con forza contrastare questa strada intrapresa e questo dovrebbe
essere chiaro a tutti i tipi di opposizione a questo governo.
Nel farlo bisogna far leva sui proletari in lotta, il movimento degli
studenti, le masse precarie e disoccupate. Difendersi dalla repressione,
significa unire alla denuncia e alle buone ragioni dei ribelli, di cui siamo
e ci sentiamo parte, alla lotta democratica e antifascista contro le leggi
speciali, l'offensiva delle lotte sociali.
La forza di argomenti di sempre dei comunisti e dei rivoluzionari:
cos'è una vetrina delle banche rotta rispetto alla rapina permanente che il
sistema bancario e finanziario rappresenta sino alla crisi devastante di
questi mesi come espressione naturale del sistema del capitale?
Chi dovrebbe andare in galera in questo paese banchieri e politicanti
corrotti o i giovani che si ribellano ?
Come si può uscire da tutto questo senza una rivolta proletaria e sociale
che rovesci questa classe dominante e apra la strada a una rivoluzione che
ponga il potere nelle mani dei proletari e delle masse popolari?
Serve a noi come a tutti lotta d'avanguardia e di massa, serve unità dei
comunisti per il partito rivoluzionario autentico, serve un fronte
rivoluzionario, serve un fronte proletario.
Ma questi strumenti servono per sostenere ed essere ribelli coscienti,
oganizzati, non per riproporre le strade vecchie che hanno portato ai
miserabili di Roma, Bernocchi, Casarini, ecc.

libertà con i compagni arrestati
fronte unito contro la repressione e lo Stato di polizia
la repressione non spegne ma alimenta la ribellione
la rivoluzione non è un pranzo di gala..


proletari comunisti

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