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Da una scintilla scoppierà un incendio

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ROMPIAMO IL SILENZIO!!!

 


 

 

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BREAK THE SILENCE!!


Da troppo tempo assistiamo al perpetrarsi degli attacchi alla libertà
delle donne: prima gli obiettori di coscienza dentro gli ospedali, poi
il definanziamento dei consultori e il loro progressivo esautoramento,
l’estremo ritardo nella ricezione e diffusione della RU 486. Per non
parlare degli attacchi alla legge 194, sferrati dalle pericolose
dichiarazioni del popolo della vita e da quelle di Ratzinger.

Quando tutto ciò avviene nel difficile contesto della crisi economica,
dei progressivi tagli delle  garanzie del welfare state,  le donne
rischiano una situazione di isolamento e di impotenza, cui si va ad
aggiungere il silenzio,  dei partiti e dei sindacati nella difesa dei
diritti delle donne. Diritti conquistati nei precedenti decenni di lotte
e ora attaccati dietro lo scudo delle"quote rosa", che di tutto
dovrebbero essere garanzia e sempre più spesso sono solo immagine
visibile delle priorità economiche e della miseria politica di questo
governo.

Le ultime vicende accadute nel Lazio ci parlano di un'emergenza non più
rimandabile. Di fatto, la somministrazione della RU486, è stata bloccata
dalla giunta Polverini,  attraverso la querelle sull’ospedalizzazione,
impedendo l’alternativa dell’aborto farmacologico: forse, più che di tre
giorni di ospedalizzazione avremmo bisogno di tre giorni di ferie pagate!!

Come corollario al disastro, culturale e politico arriva la proposta di2092200336_c1e7d7d49d.jpg
legge Tarzia che sembra decretare l’atto finale dell’esperienza dei
consultori, intesi come luogo di autogestione, prevenzione ed
informazione. Infatti, secondo le sue particolari inclinazioni
antiabortiste e tradizionaliste la consigliera intende  privatizzarli
quasi del tutto trasformarli in centri di assistenza permanente alla
famiglia gestiti da associazioni "a tutela della vita".

Per questo pensiamo che sia il momento di rompere il silenzio. Non
possiamo più attendere che qualcun'altro difenda le conquiste ottenute
in anni di lotte.

Invitiamo tutte le associazioni, collettivi, gruppi, comitati
territoriali che si mobilitano a difesa della libera scelta delle donne
a partecipare ad un assemblea pubblica… Affinchè questo momento sia solo
il primo passo per confrontarsi, discutere ed immaginare un percorso che
da qui all’autunno, riesca a costruire una mobilitazione larga e
efficace che ribadisca che
nessuna decisione può essere presa sul nostro corpo e in nostro nome!!!


Rompiamo il silenzio, riprendiamoci i nostri diritti!!

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