Riprendiamoci la Notte! Take back the night ! Magari anche il Mattino…
Dicevano, dicono ancora da certe parti, che le ore del mattino hanno l’oro in bocca. Il comunicato italiano di TakebackthenightRiprendiamocilanotte che segue, parte dalla notte, perchè la vede scura l’aria e violenta e il Tema non è certo solo italiano: “More than 200 people marched in silence Thursday night to protest against the prevalence of violence against women in Chico. The demonstration was part of the international Take Back the Night movement which protests against the silence regarding gender violence”. Si può dare torto e tacere?
Alcuni nomi si ripetono, non sono sempre le stesse, il 27 e il 28 giugno erano le Ladyfest a L’Aquila per una Magnitudo Lady: “…sportello informativo delle donne è un progetto a cura di Ladyfest Roma, Rete 3e32, Epicentro Solidale, il cui sviluppo inizierà domenica 28 giugno con un laboratorio di costruzione partecipata della sua sede, una casetta di legno…” insomma un gruppo eterogeneo,,,che tenta di Infestare anche in Italia.Rimaniamo come siamo, Divers(A)mente, riprendiamoci notte, giorno, la strada.La notte sento…amore.
Doriana Goracci
Riprendiamoci la Notte! Take back the night !
Appuntamento il 21 novembre 2009 in piazza Vittorio alle 18,30
Riprendiamoci anche la Musica!
Il 21 Novembre, al termine del corteo in piazzale del Verano, è previsto un momento musicale, che vedrà la partecipazione di:
Bianca Giovannini (Banda Jorona)
Honeybirds&thebirdies
Giulia Anania
Eli Natali
Siateci!
Con i “loro” mezzi di comunicazione assordanti vogliono inculcarci l´idea del terrore della vita che troviamo fuori dalla casa (italiana), sinonimo di protezione e sicurezza. Non ci rinchiuderanno nella prigione delle mura domestiche per far godere l´uomo padr(on)e e marito, attraverso il controllo sul corpo e sulla libertà delle donne. Non presteremo i nostri corpi per giustificare le politiche sicuritarie e razziste di questo paese ormai alla frutta. Siamo pronte a uscire nelle strade a ridosso del 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, per ribadire che la sicurezza non è data da piu’ telecamere né dall’emarginazione, detenzione ed espulsione degli immigrati e delle immigrate, ma dalla nostra libertà e autodeterminazione dentro e fuori casa.
Vogliamo vivere le nostre strade anche di notte e vogliamo che sia questo a farci sentire sicure. Vogliamo non sentirci mai da sole. Vogliamo dire questo da donne alle donne, alle lesbiche, alle trans, ai gay perché non è sicurezza una città militarizzata, non è sicurezza una città fatta di ronde e lame, perché la nostra arma è la solidarietà.
Questa crisi tanto temuta e così poco ammessa viene sfruttata per restringere le libertà acquisite in anni di lotte: i respingimenti in mare dei migranti, come quelli delle donne nelle case, la negazione del diritto al dissenso, la distruzione della scuola pubblica, la svalutazione delle donne su tutti i fronti, specie in campo lavorativo. Infatti precarietà o pratica delle dimissioni in bianco restano problemi per lo piu’ femminili, impedendo alle donne, che vogliano sfuggire a situazioni di violenza in famiglia, di farlo. Nessuno si chiede perché i famosi assenteisti di Brunetta fossero in maggioranza donne, dato che su di loro ricade tutto il peso di un welfare sempre meno efficiente.
Tutto questo accade mentre la Chiesa continua a proporre un modello familiare in cui la donna conservi il ruolo di incubatrice e balia, mentre la società diventa sempre più fascista, ribadendo, tra gli altri, il vecchio schema della donna o santa o puttana. Così la violenza è palese solo quando a compierla è il tossico, l’immigrato o il rom e si arriva a giustificare l´ubriachezza dei “bravi ragazzi”, che agiscono per soddisfare bisogni dovuti, mentre lo stesso comportamento rende la donna un´incosciente che “se l´è cercata”.
Ma in tutti questi casi non si indaga la violenza alle radici, la giustificazione è sempre la devianza, mentre noi sappiamo bene che la violenza è diffusa e propagandata dai media e dalla cultura. Si sistematizza una violenza più subdola, in un paese in cui escort e prostitute sono messe alla berlina, umiliando e denigrando la donna attraverso comportamenti di certi personaggi politici che vengono imposti come modello vincente.
*E tra l´affanno dei giornali e dei politici preoccupati, anche noi vogliamo dire la nostra.*
*Invitiamo donne, puttane, comunità glbtq, migranti e rom, gruppi e collettivi femministi e tutti coloro che vogliono riprendersi la notte a partecipare alla manifestazione del 21 novembre.* x info: takebackthenight(at)grrlz.net
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Materiali da stampare del Take Back the Night! Da scaricare e diffondere!