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Da una scintilla scoppierà un incendio

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REPORT:PRESIDIO DAVANTI AL TRIBUNALE DI MILANO PER JOY!

Ciao a tutte Vi mando il report sul presidio davanti al tribunale di milano dell'8 giugno.

Elisabetta


REPORT DEL PRESIDIO DELL'8 GIUGNO DAVANTI AL TRIBUNALE DI MILANO IN SOLIDARIETA' CON JOY E HELLEN E CONTRO TUTTI I CIE


Martedì 8 giugno, alle 14,30, davanti al tribunale di Milano, si è svolto un presidio di solidarietà, in concomitanza con l'incidente probatorio per il tentato stupro di Joy da parte dell'ispettore di polizia Vittorio Addesso.

Erano in piazza insieme a tante singole/i, le compagne di Noi non siamo complici di Bologna, il Comitato antirazzista milanese, le donne-femministe-lesbiche contro i Cie di Roma, il collettivo Amazora di Bologna e il Movimento femminista proletario rivoluzionario. Eravamo circa cento persone di cui più della metà donne. È stata notata l'assenza dei Centri antiviolenza che, pure, prendono soldi pubblici e la loro ragione d'essere è l'aiuto alle donne che si trovano nella situazione di Joy.

Assenza di lunga data, perchè rispetto a quello che è successo a Joy e alle donne nei Cie non solo non hanno manifestato solidarietà - salvo qualche rara e lodevole eccezione locale - ma non hanno preso nessuna posizione, come se il problema non esistesse e non fosse pubblico. Polizia e carabinieri erano tantissimi e in assetto antisommossa. "Giustamente", dovevano controllare le femministe famose per la loro isteria e, "giustamente", a comandarli c'era anche una donna. Joy è arrivata verso le tre, ma abbiamo potuto salutarla soltanto da lontano perchè era dentro un furgone scortato, davanti e dietro, da camionette della polizia. Eravamo in buona compagnia: non eravamo pericolose/i solo noi, ma anche Joy! Subito una certezza: nessuna/o poteva entrare nel tribunale e assistere all'incidente probatorio.

Anche soltanto accompagnare Hellen al settimo piano dove si svolgeva il confronto non è stato possibile.

Noi di Roma abbiamo aperto il nostro striscione «Contro l'oppressione di razza, genere e classe, siamo tutte con Joy». Sono cominciati i primi interventi delle compagne che partecipavano al presidio, che hanno raccontato le vicissitudini di Joy e delle altre, mettendo in luce il ruolo dei Cie come articolazione del controllo sociale – per cui non si è internati per aver commesso un reato, ma per condizione (un principio che un domani potrà essere applicato a qualsiasi categoria o soggetto non omologato) – e ribadendo che «Per ogni donna stuprata e offesa, siamo tutte parte lesa» e che, quindi, non esistono donne di serie A e donne di serie B, regolari e irregolari, donne per bene e donne per male...

Nel frattempo è stato aperto lo striscione con la scritta «Nei Cie la polizia stupra».

È cominciata una carica della polizia. Il bis di quanto era già successo a Milano.

Vale il principio della ministra del PD Giovanna Melandri: che gli striscioni che si portano allo stadio devono essere preventivamente approvati in commissariato.

La polizia così può decidere cosa possiamo scrivere sugli striscioni o meno. Le compagne si sono ritirate e hanno chiuso lo striscione per riaprirlo un'altra volta dopo poco. La polizia si è buttata addosso alle/ai manifestanti spingendo con forza con gli scudi a testuggine. Le compagne e i compagni con il microfono, con i megafoni, con tutto il fiato che avevano, si sono messe a urlare slogan a sostegno di Joy e Hellen, contro i Cie e contro il ruolo della polizia. E, in una condizione di tensione tangibile, il presidio è continuato con gli interventi delle/dei partecipanti.

4526493207_97f1bf6e5e.jpg Tutto è finito intorno alle 18,30. Joy è stata portata via con il solito sistema da "nemico pubblico numero uno". Hellen e gli avvocati sono scesi. Joy e Hellen hanno risposto a testa alta, anche quando il pm ha chiesto loro se volevano stare nella stessa stanza con Vittorio Addesso o se volevano parlare protette da dietro un paravento. Guardare in faccia chi ha tentato di stuprarti non è facile, ma Joy non ha avuto paura e ha continuato a guardarlo per tutto il tempo.

Le versioni di Joy e Hellen sono state precise e combacianti.

La strada di una donna che denuncia una violenza non è mai in discesa, anzi. Per Joy le difficoltà sembrano infinite. Siamo venute via dal presidio ancora più determinate. Noi abbiamo dato la nostra solidarietà a Joy e a Hellen, loro ci hanno trasmesso la loro forza.


Donne-femministe-lesbiche contro i Cie Roma

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