Da una scintilla scoppierà un incendio
Il giorno 14/06/11, dalle ore 18:00 sino alle 23:00 ci sarà la presentazione del testo "Ultime 24 ore di una Kamikaze" di Stadjana Stojkovic (www.sladjana.eu) delle EDIZIONI STOP (www.edizionistop.it) accompagnata dalle opere della MOSTRA COLLETTIVA composta da opere di Ugo Attardi, Renzo Vespignani, Renato Guttuso, Emilio Greco, Fausto Pirandello, Aldo Turchiaro, Andrea Picini e Luigi Quintili.
Il libro, pubblicato per la prima volta nel 2005 e distribuito unicamente nelle edicole romane, suscitò l’interesse immediato del regista Francesco Apolloni che ne trasse una fortunata opera teatrale, conquistando critica e pubblico.
Molti prestigiosi quotidiani ed emittenti televisive ne tessero le lodi.
Ricordiamo “Il Corriere della sera”, “Il Manifesto”, “il Giornale”, Rai2, La7, Rai Sat.
L’autrice è la scrittrice Serba Sladjana Stojkovic.
Nel romanzo, le tragiche sorti del suo paese sono identificate con le sofferenze del Popolo Palestinese. Con estrema facilità la Stojkovic si cala nelle vesti d’una giovanissima Kamikaze, una ragazza che ha perduto la famiglia nella striscia di Gaza, e ne racconta le ultime 24 ore di vita.
“Dopo l’ a solo di Tarantino, ecco un altro prologo del più misterioso e disperato degli atti umani” Rodolfo di Giammarco – La Repubblica
“Sladjana ha trasferito sul personaggio la sua dolorosa
esperienza” Corriere della Sera
“Emozionante ...ma anche un pugno nello stomaco” ANSA
Info: LIBRERIA RINASCITA, Viale Agosta 36, Roma (Prenestino Centocelle, Tor de Schiavi). Si trova tra Prenestino e Casilino, in uno dei quartieri della città Romana che possiede ancora una forte identità storica e culturale.
Telefono: 06/25204819
Cellulare: 3479504206
e-mail: maddalena78@yahoo.it; nipmarket@iol.it
"...E' un sacrosanto diritto del popolo invaso cacciare l'invasore.
Lo abbiamo fatto noi con i tedeschi, è giusto che lo facciano i kosavari con l'esercito serbo (non con la minoranza serba che abita in Kosovo, se non si rende complice degli occupanti). Ma dopo che il colonizzatore si stabilisce sul territorio, i suoi figli non saranno più colonizzatori, quella terra appartiene a loro quanto agli autoctoni. La terra non ha memoria e chi lo pensa è preda di teorie irrazionaliste. Chiaro che potrà accadere che i figli dei coloni si trasformino in etnia dominante, come è accaduto con la minoranza bianca in Rhodesia e boera in Sudafrica. In quel caso sono senz'altro da appoggiare le lotte delle popolazioni oppresse (come ad esempio i neri sudafricani), ma non la cacciata dei bianchi, perchè i loro figli non hanno colpa di essere nati lì. Allo stesso tempo dobbiamo difendere il diritto al rientro dei profughi palestinesi, ma senza la cacciata degli ebrei. Dopo la colonizzazione infatti noi abbiamo in Israele una maggioranza di israeliani nati sul posto e che considerano quella la loro terra. E' chiaro che il rientro dei profughi non potrà che avvenire con l'abbattimento dello stato sionista. Sarebbe del resto inimmaginabile se dagli USA cacciassimo tutti gli abitanti per restituire le terre agli indiani, anche se ovviamente in sede storica dobbiamo condannare la colonizzazione ed assicurare comunque agli indiani di oggi adeguati risarcimenti e l'esercizio del diritto all'autodeterminazione, fino alla separazione territoriale."
http://www.ecn.org/reds/mondo/europa/balcani/jugoslavia/balcani0000guerra.html