Da una scintilla scoppierà un incendio
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Per Sarah, per Carmela, per tutte basta uccisioni/violenza RIBELLIAMOCI TUTTE
Giustizia per Carmela violentata dagli uomini - uccisa dallo Stato!
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27/11/2010 Attualità da www.Manduriaoggi.it
TARANTO - Iniziato dopo tre anni il processo ai tre presunti stupratori della
tredicenne Carmela Cirella, che poi si suicidò, lanciandosi dal settimo piano
I due genitori della bambina: «E’ stata costretta ad uccidersi perche nessuna
istituzione l’ha capita»
Si è tenuto ieri mattina, presso il Tribunale di Taranto, dopo 4 anni di
silenzio da parte delle istituzioni, la seconda udienza del processo del caso
di CARMELA CIRELLA, 13 anni, che il 15 settembre 2007 si tolse la vita
buttandosi dal settimo piano di una palazzina del quartiere Paolo VI dopo aver
subito diversi abusi. Superata la minaccia di un eventuale ed ennesimo rinvio
il processo è iniziato.
Sono stati interrogati dal Pm e dalla difesa i genitori di Carmela e la sua
insegnante, che hanno confermato che i traumi della violenza subita sono
conseguenza del suo suicidio.
In aula era presente solo uno dei tre stupratori. La prossima udienza è
fissata per il 18 marzo.
Ad un anno dalla sua morte, il 15 aprile 2008, i genitori di Carmela, fondano
l’associazione “Iosocarmela”.
«Questo progetto è nato per tutelare le famiglie che si sono trovate ad
affrontare una situazione simile alla nostra», ci dice Alfonso Frassanito,
spiegando che «le istituzioni non ci hanno aiutato, non funzionano e sono
deleterie per la cittadinanza».
L’associazione ha enormi difficoltà ad andare avanti perchè non gode di
finanziamenti pubblici ma si appoggia al sostegno economico dei soci che
aderiscono l’iniziativa .
«Questo non ci ferma. Vogliamo combattere la pedofilia e salvaguardare la
tutela delle famiglie. Non ci importa ottenere o meno giustizia, ormai nostra
figlia non tornerà più indietro e la nostra vita resterà sempre segnata. L’
unico scopo di questa lotta è far si che la sua morte non sia stata inutile ma
che serva a salvare altre ragazze indifese» ribadisce il padre.
L'impegno della famiglia di Carmela è forte.
Dal prossimo gennaio infatti sarà
operativo uno sportello sociale ed un numero verde al quale potranno rivolgersi
quanti avranno l’esigenza di rivolgersi all'associazione, che si pone ora l’
obiettivo di intervenire presso il Parlamento Europeo con una petizione a
livello nazionale al fine di sollecitare una rivisitazione della normativa
sulla legge che tutela i diritti sociali e dei minori.
E’ dunque una vera e propria lotta contro lo «Stato totalmente assente e le
istituzioni sorde ed insensibili».
Frassanito, manda un messaggio alla cittadinanza per farla riflettere sulle
cause per cui ancora una volta teatro di violenza sui minori sia il nostro
territorio.
«Non c’è abbastanza tutela. E’ necessario aprire gli occhi prima ancora di
arrivare a questi eventi drammatici».
Lancia infine una critica ai media che non danno importanza alle vittime e all’
orribile tragedia che le vede protagoniste, ma mirano piuttosto a colpire l’
interesse del pubblico trasformandosi in un “circo mediatico”.
In serata Alfonso e Luisa hanno partecipato ad una manifestazione pubblica in
p.zza M. Immacolata, organizzata dal movimento femminista proletario
rivoluzionario, in occasione della giornata internazionale della lotta contro
la violenza sessuale delle donne.
E’ stata Margherita Calderazzi a ricordare
Carmela “costretta ad uccidersi perché dopo le violenze ricevute non è stata
capita e protetta dalle istituzioni ma al contrario è stata rinchiusa in
diversi istituti ed imbottita di psicofarmaci”.
Rabbia, dolore e ingiustizia sono le motivazioni che spingono a mobilitarsi
contro un mondo in cui predomina odio e violenza.
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