Da una scintilla scoppierà un incendio
OGGI UNA RAPPRESENTANZA DELLE LAVORATRICI DEL MFPR PARTECIPA ALL'ASSEMBLEA
NAZIONALE DELLE DONNE FIOM A ROMA. DI SEGUITO E' IL VOLANTINO/MESSAGGIO
PORTATO.
Costruiamo uno SCIOPERO DELLE DONNE
Alle delegate Fiom, alle lavoratrici Fiom,
Salutiamo con interesse questa assemblea nazionale delle donne Fiom. Essa si
realizza in un momento importante in cui da un lato il padronato, con il
piano Fiat di Marchionne, sta mostrando oggi l'intreccio tra attacchi alle
condizioni di lavoro come operaie e alle condizioni di vita e diritti come
donne. I piani padronali per le donne significano insieme a tutto il resto
anche discriminazioni, umiliazioni, doppio attacco alla salute, a diritti
fondamentali come quello per la maternità, una inaccettabile violenza fisica
e psichica; inoltre per le donne aumenta il rischio di "ritorno a casa", di
subire per prime cassintegrazione, esuberi. Dall'altro il governo, ultimo
con le "politiche di conciliazione tra famiglia e lavoro", rende, come
giustamente denuncia un documento donne fiom, per norma il lavoro precario
l'unico possibile e concesso alle donne, appunto per mantenere e rafforzare
il nostro ruolo di "ammortizzatori sociali" nella famiglia, di paracadute
per i tagli e gli aumenti dei costi dei servizi sociali e di aumento sulle
nostre spalle del lavoro di cura; in questo anche le misure di flessibilità
dell'orario ipocritamente presentate come favorevoli alle lavoratrici, di
fatto vogliono soltanto continuare a garantirsi, soprattutto nella crisi e
nel peggioramento delle condizioni di vita in generale, il nostro lavoro
riproduttivo gratis: della serie più doppio sfruttamento... e dovremmo anche
ringraziarli... E mentre ci rinchiudono di più in casa al servizio di una
"sacra" famiglia sempre più oppressiva, in maniera perversa, per fare cassa,
aumentano l'età pensionabile, non riconoscendo neanche il nostro doppio
lavoro.
Tutti questi attacchi si traducono inevitabilmente in maggior oppressione.
Essi mirano a riaffermare costantemente la posizione di "debolezza" e
subalternità di noi donne in questo sistema sociale, come ben dimostra il
governo del porco Berlusconi e della sua corte che fanno anche del disprezzo
della dignità delle donne la loro politica, subcultura principale. Questi
attacchi alimentano poi quel clima culturale e ideologico di sopraffazione,
di maschilismo, di disprezzo per la vita delle donne, che costituisce un
humus favorevole anche all'aumento di violenze sessuali e di sempre più
frequenti uccisioni delle donne, proprio nella famiglia in cui ci
costringono.
Ma nello stesso tempo questa assemblea avviene in un momento in cui in
questi mesi le operaie, in primis della Fiat, tante altre lavoratrici,
dall'Omsa all'Eutelia, lavoratrici precarie, disoccupate del sud, stanno
dicendo NO e stanno lottando con determinazione e coraggio.
Alla Fiat molte operaie sono state in prima fila a dire no al piano
Marchionne - scontrandosi con azienda e capi, ma anche spesso respingendo
pressioni di mariti e famiglia affinchè non si esponessero - perchè anche
questa, come hanno detto alcune operaie, è una lotta per la dignità!
E il 13 febbraio 1 milione di donne è scesa in piazza per una "rivolta di
dignità".
Uno sciopero che veda protagoniste, nella costruzione, nella gestione, le
donne, uno sciopero autorganizzato dalle donne. Uno sciopero per affermare
sui posti di lavoro, nelle piazze, il nostro punto di vista delle donne, e
la doppia determinazione delle donne.
Uno sciopero che sia una novità nell'attuale movimento sindacale e anche per
gli stessi lavoratori. Una rottura inaspettata per padroni, governo,
Istituzioni, mass media.
Come è giusta la battaglia per lo sciopero generale, così è giusto -
possiamo dire doppiamente giusto e necessario - lo sciopero costruito dalle
lavoratrici e da tutte le donne, autorganizzandoci sui posti di lavoro -
come per es. il coordinamento donne alla Fiat di Termoli - , ma anche nei
quartieri, e una piattaforma che esprima l'insieme della condizione di
doppio sfruttamento e oppressione. "Se non ora quando?".
Anche su questo non possiamo delegare. Non ci basta essere inserite in un
punto della piattaforma sindacale, vogliamo trasformare anche il movimento
sindacale/operaio.