Da una scintilla scoppierà un incendio

Vertenza OMSA, occorre sostenere le operaie di Faenza perchè rappresentano
la lotta per il diritto al lavoro delle operaie di tutto il gruppo Golden
Lady che ha sede a Cstiglione delel Stiviere (MN)
La riunione di ieri 15 febbraio a Roma fra le parti sociali, il Ministero e
la proprietà del castiglionese Grassi, non ha portato a nulla, nonostante la
mobilitazione delle operaie dell'OMSA prosegua da oltre un anno e le
promesse di riconversione del sito siano state infinite da parte della
proprietà col coinvolgimento degli enti locali interessati.
Grassi sembra non rinunciare alla strada che porta dritto dritto alla
chiusura del sito di Faenza ed alla richiesta di cambio di destinazione
d'uso dello storico stabilimento che da circa 60 anni produce le calze OMSA,
prima che intervenisse lo stesso gruppo Golden e che adesso il patron
castiglionese produce in Serbia con operaie e operai assoldati a 200 / 300
euro al mese, senza diritti e garanzie. Mentre il mercato, la distruzione e
il prezzo restano quelli occidentali.
Le operaie della OMSA hanno già messo in previsione una trasferta
castiglionese per la prossima settimana, c'erano già venute anni fa quando
Grassi iniziò a imporre la cassa integrazione, partendo dagli stabilimenti
lontani da casa sua.
Occorre finalmente rendersi conto della gravità di un atteggiamento che il
padronato ha assunto da tempo proprio nel settore della calza, un comparto
dove l'ente pubblico ha sempre dato molto: dagli sgravi fiscali, alla
costruzione delle infrastruttire, prima fra tutte la stessa strada della
calza che unisce le tre province di Mantova, Brescie e Cremona, agli oneri
urbanistici: anche la Pompea, altro marchio assai noto, da tempo ha
delocalizzato in Serbia nonostante il silenzio, anche del locale sindacato
che a suo tempo, ha contrattato una chiusura che oggi vede Pompea terminare
la cassa straodinaria per passare alla mobilità, fra il silenzio e la
rassegnazione generale, alla faccia di quella responsabilità sociale
dell'impresa il cui stato fa inorridire i padri costituenti ma soprattutto
le centinaia di donne che non hanno più il lavoro ed una collettività he si
trova supermercati e insediamenti edilizi vuoti dove prima si produceva.
Tutti coloro che stanno dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori non
potranno non fare i conti con lo scempio che questo modello sociale e
politico sta producendo a danno della classe operaia: noi siamo con le donne
della Omsa, ne sosteniamo da sempre la lotta, compreso il boicottaggio dei
prodotti del gruppo Golden Lady e con loro continueremo, in difesa dei
diritti e della dignità di tutte.
Monica Perugini
consigliere provinciale
Comunisti Sinistra popolare